Pomigliano, continua la battaglia legale. Marchionne dalla Cina attacca la sentenza di reintegro

Pomigliano - Continua la battaglia legale dopo la sentenza del Tribunale di Roma che obbliga la Fiat ad assumere 145 iscritti alla Fiom nello stabilimento di Pomigliano.

La Fiom ha annunciato che se entro lunedì la Fiat non ottempererà alla sentenza agirà per vie legali, presentando anche una denuncia penale. Non si è fatta attendere la risposta di Sergio Marchionne, che dalla Cina ha commentato la sentenza usando il termine di “folclore locale”. «Questa legge non esiste in nessuna parte del mondo, a quanto ne so – ha detto – è un evento unico che interessa un Paese, che ha regole particolari, folcloristicamente locali». «Qualcuno spieghi a Marchionne che in Italia esiste la Costituzione» ha replicato il segretario della Fiom Maurizio Landini.

In ballo anche gli altri sindacati (Fim, Uilm, Ugl, Fismic e Aqcf), che hanno a loro volta dato mandato ai propri legali «di attivare iniziative volte a impedire atti discriminatori nei confronti di tutti i lavoratori». Secondo la loro versione la sentenza potrebbe creare una corsia preferenziale «a favore di 145 lavoratori iscritti alla Fiom rispetto ai 1400, tesserati e non tesserati – scrivono in una nota – ancora in attesa di essere riassunti dalla Newco Pomigliano e al momento in cigs».

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