Eternit, le motivazioni della sentenza: “Fu strage consapevole”

Torino – Non lasciano dubbi le 713 pagine di motivazione della condanna di Stephan Schmidheiny e di Louis de Cartier. Il loro comportamento è stato caratterizzato da un «dolo di elevatissima intensità» scrivono i giudici. E nel dare atto all’accusa della pienezza della prova raggiunta sulla consapevolezza, da parte dei vertici Eternit, della cancerogenicità dell’amianto, pongono come pietra miliare della loro sentenza un «nonostante tutto». Per mettere nero su bianco: «Gli imputati hanno continuato e non si sono fermati né hanno ritenuto di dover modificare radicalmente e strutturalmente la situazione» degli stabilimenti di Casale Monferrato, Cavagnolo, Rubiera e Bagnoli (oggetto del processo) «al fine di migliorare l’ambiente di lavoro e di limitare per quanto possibile l’inquinamento».
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Le motivazioni

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