Thyssen, le motivazioni della sentenza: per l’ad Espenhahn una “scelta sciagurata ma consapevole”

Torino - Conosceva i rischi, ma azzerò la prevenzione e la sicurezza. Una scelta “sciagurata”, ma consapevole. Per questo Harald Espenhahn, amministratore delegato della ThyssenKrupp in Italia, è stato condannato a 16 anni e sei mesi di reclusione per “omicidio con dolo eventuale”, una sentenza storica per gli incidenti mortali sul lavoro

Stando a quanto scritto nelle 504 pagine depositate ieri in cancelleria daòl giudice a latere Paola Dezani, Espenhahn decise di non fare nulla per la sicurezza degli incendi confidando nei suoi collaboratori, “decidendo di azzerare qualsiasi intervento di ‘fire prevention’ e di continuare la produzione in quelle condizioni”. Perché per l’impianto torinese era già prevista la chiusura, con trasferimento della produzione nello stabilimento di Terni. La situazione complessiva e “gli elementi di conoscenza ed all’alto grado della consapevolezza” dell’ad tedesco inducono “la Corte a ritenere che certamente Espenhahn si fosse ‘rappresentato’ la concreta possibilità, la probabilità del verificarsi di un incendio, di un infortunio anche mortale sulla linea 5 di Torino, e che altrettanto certamente, omettendo qualsiasi intervento di ‘fire prevention’ in tutto lo stabilimento e anche sulla linea 5 e anche nella zona di entrata della linea 5, ne avesse effettivamente accettato il rischio”.

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