Morì a Mathausen, la sua salma ritrovata riposerà a Cantagallo

La storia di Mario Nanni, morto a 18 anni nel campo di concentramento e le cui spoglie sono tornate in Italia grazie alla determinazione della famiglia

Prato – Mario Nanni era nato a Migliana (Cantagallo) nel 1926, penultimo di otto fratelli. Lavorava come operaio allo stabilimento dello Sbraci a Vaiano, era un ragazzo buono, allegro, con tanti amici. Aveva solo diciotto anni quando fu arrestato, probabilmente il 7 marzo 1944, da fascisti della Repubblica Sociale Italiana nel corso della retata che era stata ordinata in seguito allo sciopero generale dei primi di marzo. Di Mario non si conoscevano particolari idee politiche o attività antifasciste, pare che non avesse neanche scioperato. Era stato catturato in quella “caccia all’uomo” per le vie della città, che ebbe luogo in modo mirato ma ancor più spesso in modo indiscriminato.

Deportato nel campo nazista di Mauthausen, Nanni mori’ pochi giorni dopo la liberazione dal campo di concentramento.  La determinazione della sua famiglia – venuta a conoscenza negli anni Settanta del fatto che Mario fosse sepolto nel cimitero militare italiano di Mauthausen – ha permesso di raggiungere l’obiettivo di riportare a casa i resti. Mario Nanni mori’ di tubercolosi e per questo era stato identificato e sepolto. Un medico milanese che lo aveva assistito e si era salvato era riuscito a stabilire poi contatti con la famiglia.

Le spoglie di Mario Nanni torneranno definitivamente nella sua Migliana, nel piccolo cimitero del paese. Il ritorno della salma in Italia e’ stato possibile grazie alla collaborazione tra la Provincia di Prato, il Comune di Cantagallo, l’associazione nazionale ex deportati (Aned) e il Museo della deportazione.

La storia di Mario Nanni

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