Fiat, accordo sulla cassa integrazione per Pomigliano. La Fiom non firma

Due anni di cassa integrazione straordinaria per i 4.367 dipendenti. Rientrerà il 40% dei lavoratori. La Fiom in attesa della sentenza del 16 luglio

Napoli – Due anni di cassa integrazione straordinaria, per cessazione di attività, per i 4.367 lavoratori dello stabilimento Fiat di Pomigliano d’Arco. L’accordo è stato firmato ieri al Ministero del Lavoro tra Fiat, Fim, Uilm, Fismic e Ugl. La cassa integrazione straordinaria partirà dal prossimo 15 luglio e durerà fino al 14 luglio del 2003. L’accordo prevede anche l’assunzione in Fip (Fabbrica Italia Pomigliano), dove saranno prodotte le nuove Panda a partire da novembre, di almeno il 40% dei lavoratori, mentre gli altri dovrebbero rientrare entro la fine della Cassa integrazione, in caso di boom della domanda.

La Fiom non ha sottoscritto l’accordo, un passo inevitabile in attesa della sentenza del 16 luglio che dovrà valutare la legittimità dell’operazione condotta dall’azienda. La Fiom sostiene che a Pomigliano non si è di fronte a una nuova iniziativa industriale ma al semplice trasferimento di ramo d’azienda. Il trasferimento di ramo d’azienda è regolato per legge e garantisce ai lavoratori «trasferiti» tutti i diritti contrattuali precedenti.

A questo proposito il segretario della Uil Angeletti ha detto che in caso di sentenza favorevole al ricorso della Fiom “vedremo di trovare una soluzione attraverso un accordo tra le parti”. Per Angeletti l’accordo siglato tra Confindustria e sindacati lo scorso 28 giugno ”puo’ risolvere tutti i problemi, anche quelli della Fiat, senza bisogno di una legge”.

L’opinione di Luciano Gallino

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