Santoro pubblica il suo Cud sul sito di Annozero.

RomaMichele Santoro ha pubblicato sul sito di “Annozero” copia del suo Cud 2010, da cui risulta un reddito lordo di 662mila euro. Il conduttore lo aveva annunciato durante la conferenza stampa di presentazione del programma “Annozero” che si è svolta lo scorso 22 settembre. In quell’occasione erano assenti i vertici Rai, un errore di strategia aziendale in ottica di mercato per una trasmissione che alla prima puntata ha registrato uno share del 20%. Santoro ha mantenuto la promessa e, al contempo, ha accolto l’invito del ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta che, in estate, aveva sollecitato conduttori e dirigenti Rai a pubblicare i propri compensi nei titoli di coda dei programmi. <<Caro Ministro, - scrive Santoro nella sezione <<Vaf>> (la sigla sta per valutazioni a freddo) del sito – questa è la copia del mio Cud 2010, dal quale risultano un reddito lordo di 662 mila euro e tasse e contributi per la metà. Aspetto che Lei coroni la sua battaglia moralizzatrice, ottenendo la pubblicazione di quanto abbiano effettivamente percepito lo scorso anno, i principali dirigenti, conduttori e collaboratori dell’Azienda>>. Adesso, seguendo l’esempio di Santoro, anche gli altri conduttori dovrebbero pubblicare la propria dichiarazione dei redditi. Speriamo che sia così.  

Fonte: Annozero

 

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Eternit, il pm Guariniello accusa Schmidheiny

Torino - All’udienza odierna del processo Eternit il pm Raffaele Guariniello ha accusato apertamente uno dei due imputati, Stephen Schmidheiny, di avere un ruolo operativo nella gestione della filiale italiana dell’azienda. Secondo la Procura quindi la controllante svizzera non era semplicemente azionista di maggioranza degli stabilimenti italiani, ma aveva un ruolo ben più presente e incisivo. Un passaggio cruciale, questo, per smontare la tesi difensiva.

A sostegno di questa tesi Guariniello ha citato le istruzioni spedite nel giugno del 2000 dalla sede della multinazionale Eternit alle agenzie di relazioni pubbliche italiane che in segreto volevano gestire il caso amianto. Un punto importante a favore dell’accusa. Nel 2000 l’inchiesta era appena agli inizi e solo nel 2004 venne aperto un fascicolo, ma il carteggio è la dimostrazione che già quattro anni prima, Eternit dettava gli obiettivi per la gestione del caso Italia. Non solo, ma la gestione delle informazioni prevedeva anche report mensili sugli spostamenti e le attività del giudice Raffaele Guariniello.

Il consulente tecnico dell’accusa, Paolo Rivella, ha anche citato una riunione tenutasi in Svizzera nel 1976, alla quale Schmidheiny aveva convocato manager ed esponenti delle aziende per illustrare le conseguenze dell’amianto.  “Evidentemente – ha detto Rivella – le direttive di Schimidheiny non valevano solo per le fabbriche in Svizzera ma per le 4 in Italia e le altre nel mondo”.

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Thyssen, ripreso il processo. Si va verso la sentenza.

TorinoDopo Eternit e la pausa estiva, è ripreso stamani anche il processo per il rogo alla Thyssenkrupp dove il 6 dicembre 2007 morirono sette operai. Un’udienza breve dedicata alla “dichiarazione di utilizzabilità delle prove acquisite” ovvero una dichiarazione, dettata a verbale dalla Presidente della Corte, e seguita dall’annuncio che non si svolgeranno né l’udienza di domani né quella del 29 settembre. Una maxiaula – la numero 1 – dove puntualmente erano presenti in modo cospicuo i colleghi e i parenti delle vittime. L’appuntamento è stato fissato per il 5 ottobre, quando avranno inizio le discussioni finali. Per il 6 dicembre, quel giorno saranno trascorsi tre anni esatti dalla tragedia allo stabilimento di corso Margherita, il procuratore Raffaele Guariniello, come detto in più di un’occasione, vorrebbe celebrare la conclusione del processo che vede fra gli imputati  Gerald Prigneitz, Marco Pucci, Giuseppe Salerno, Daniele Moroni e Cosimo Cafueri accusati di omicidio colposo con colpa cosciente. A questi si aggiunge il nome di Harald Espenhahn, al quale è contestato il reato più grave, ossia omicidio volontario con dolo eventuale.

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Ripreso il processo Eternit. La Procura: “Anche in Italia decideva Schmidheiny”

Torino - E’ ripreso oggi dopo la pausa estiva il processo Eternit, arrivato alla ventunesima udienza. Concluse le testimonianze dell’accusa e delle parti civili, da stamattina hanno preso il via le consulenze tecniche per accertare i reali legami con Eternit Italia dei due imputati, Stéphan Schmidheiny e Jean-Louis de Marchienne.

I due consulenti della Procura Paolo Rivella ed Elena Pizzotti hanno tentato di ricostruire la galassia di società che si sono alternate nel controllo della Eternit e risalire ai rapporti di quelle società con gli Schmidheiny. In un dossier di oltre cinquecento pagine Rivella ha mostrato un rapporto trovato in un archivio a Bruxelles, che risale al 1972 e riguarda una riunione nella sede della Cfe, acronimo della Compagnie Financière Eternit, la più importante società produttrice di amianto in Europa sino agli Anni Trenta almeno.

In questa riunione si decide di tenere sotto sorveglianza il gruppo italiano, cioè Eternit Italia. Schmidheiny, che formalmente non entrerà mai nel CdA del gruppo italiano, segue direttamente – con una corrispondenza in parte recuperata dai pm – le vicende italiane del gruppo. In particolare sugli effetti dei rischi per la salute e sulla conseguente immagine dell’Eternit. C’è un programma – denominato Auls 76 – attivato, con una relativa task force, allo scopo: contiene istruzioni per l’uso nel caso comitati di cittadini, sindacati locali, avvocati e giornalisti intendessero ficcare il naso negli stabilimenti italiani della multinazionale.

E la difesa? Per ora cerca di ostacolare l’accertamento della verità con eccezioni formali. Ieri l’avvocato Alleva e l’avvocato Zaccone hanno eccepito il divieto, in capo ai consulenti del PM, di compiere attività di carattere investigativo e valutativo. Insomma, secondo la difesa, il consulente non deve fare il vice del PM stesso.

Il commento

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L’appello di Michele Santoro per Annozero.

Roma - Cari amici, sono di nuovo costretto a chiedere il vostro aiuto. Giovedì 23 settembre alle ore 21.00 è prevista la partenza di Annozero ma la redazione è tornata al lavoro da poche ore e con grande ritardo, i contratti di Travaglio e Vauro non sono ancora stati firmati e lo spot che abbiamo preparato è fermo sul tavolo del Direttore Generale . Tuttavia, se non ci sarà impedito di farlo, noi saremo comunque in onda giovedì prossimo e con me ci saranno come sempre Marco e Vauro.

Vi prego, come avete fatto con Rai per una Notte, di far circolare tra i vostri amici e tra le persone con cui siete in contatto questo mio messaggio avvertendoli della data d’inizio del programma.
Nelle prossime ore vi terrò puntualmente informati di quanto avviene.

Un abbraccio.

Michele Santoro.

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Impressioni di settembre

FirenzeRiceviamo e pubblichiamo un articolo, a firma di Luisa Trojanis, che raccoglie emozioni, sensazioni e stati d’animo su un mese, settembre, che chiude la stagione dell’estate per aprirne un’altra.    

Settembre è il mese che preferisco. E’ quello dei buoni propositi. Si rimanda tutto a settembre, è il tempo delle scelte e delle risoluzioni. E’ anche il mese in cui sono nata. Si lascia lentamente l’estate e ci si incammina verso l’autunno, la vendemmia, la raccolta delle olive, delle castagne. Nel sottobosco i profumi si fanno intensi e l’aria è fresca. Anche il mare ha una luce diversa. Ombrelloni chiusi, sedia a sdraio riposte e una leggera brezza che ti accarezza i capelli. Mi piace sostare lungo la battigia finalmente solitaria . Rifuggo “gli umani” o meglio la massa che si riversa sulle spiagge, gli stabilimenti e l’odore di creme, oli, schiamazzi e suonerie telefoniche. A settembre si può gustare e ascoltare il mare nella sua essenza.

Anche la lapponia, dove vivo gran parte dell’anno offre scenari altrettanto belli. Incamminandosi verso il confine di stato norvegese e seguendo la statale che collega i due avamposti si può scorgere una strada che sale su per la montagna e percorribile solo in estate. Una sbarra all’inizio della strada indica che è privata e che occore pagare una sorta di pedaggio. Una casettina di legno con una fessura e un blocchettino notes di lato segnano 20 Sek, circa due euro. Si depositano i due euro e si alza la sbarra. Si raggiunge un plateau dove la tundra artica si manifesta in tutta la sua bellezza. E’ proprio in questo periodo che si può ancora camminare su soffici tappeti di muschio e mirtilli spessi 20 centimetri e tra le bacche individuare i lamponi gialli che crescono in particolari zone e da cui si ricava una marmellata che spesso viene accompagnata nei dessert. Il muschio qui, non ha niente di simile al nostro. E’ un muschio ricco di bacche gialle e rosse, foglioline e licheni da cui le renne ne ricavano un pasto delizioso. E’ proprio qui che è facile trovarle. A volte sono 300, 400, e vengono annunciate dal vento. Ti ritrovi li, in mezzo, e loro ti corrono accanto come se fossi parte di loro, del loro branco. Un odore misto di polvere e adrenalina si diffonde nell’aria. Corrono, corrono e si prova quasi il desiderio di raggiungerle e accompagnarle nel loro cammino. E’ infatti tempo di andare. Presto questo branco raggiungerà gli altri e insieme partiranno verso pascoli più consoni per prepararsi al rigido inverno e alle notti buie che caratterizzeranno il paesaggio fino a dicembre inoltrato.

Mi ricordo di aver ricevuto una telefonata da un mio amico romano proprio nel momento in cui stavo assistendo a questo passaggio rituale. Ah! Potenza della tecnologia che unisce universi così distanti! Lui, immerso nel traffico cittadino, in corsa, con il fiato sul collo, da una metro all’altra e io immersa in un altro tipo di “traffico” a spasso nel tempo in un universo arcano e magico. Ma dove sei, mi dice? Già, dove sono. E come te lo spiego? Come spiegare ad una persona stretta tra umanità varia, dentro un autobus o la metro cosa potevo provare in quel momento. Vorrei che tu avessi i miei occhi per vedere, e il mio cuore per ascoltare avrei provato a dirgli se non fosse caduta la linea.

Settembre è il mese della tavolozza dei pittori, pasticciata da varie tonalità. I gialli, il rosso, i verdi, i marroni. Il blu del cielo che dipinge i laghi di un blu cobalto e un effetto a specchio che fa si che cielo e terra si confondano perdutamente. E ancora, nuvole a volte simili a panna che si riflettono sull’acqua e ti ci specchi dentro come un “Narciso alla fonte” nella bella tela del Caravaggio.

Guardo dalla finestra, un uccellino si posa sul davanzale. Sono comunque fortunata. Nel mio peregrinare estivo, vivere nella bella toscana non è da poco. Le vigne si susseguono a perdita d’occhio. C’è un aratro che dissoda la terra e dei contadini che controllano i filari rigonfi di uva. Sullo sfondo, la cittadina fortificata di Montepulciano. Poliziani, si chiamano i suoi abitanti. Un paese che ha dato i natali a Angelo Poliziano, poeta umanista e drammaturgo italiano, considerato uno dei maggiori poeti italiani del XV secolo, membro e fulcro del circolo di intellettuali radunatosi attorno al signore di Firenze, Lorenzo il Magnifico.

Hanno un pò il naso all’insù i suoi abitanti. Qui si celebra ogni anno il Cantiere d’Arte Internazionale e il fior fiore degli artisti si ritrova spesso nei suoi ristoranti e nelle ville limitrofe alla ricerca del tempo che fu, inebriati dal Nobile e dal Rosso di Montepulciano ed accompagnati dai formaggi deliziosi della vicina Pienza. Quando la troupe di “Carabinieri”, la fiction televisiva lasciò la ben più magnanima “città della Pieve” per approdare nella più austera Montepulciano i suoi abitanti storsero la bocca, prevedendo orde di stimatori della fiction invadere le stradine solitarie. I più entusiasti furono ristoratori e le strutture ricettive i cui occhi cominciarono a muoversi come i pallottolieri, prevedendo lauti incassi. Mi ricordo quando aprirono le selezioni per il cast della nuova serie. Già dalla prima sera alcuni ladri si rubarono tutte le divise dei Carabinieri e per molti giorni le riprese furono rimandate. Nonostante questo, drappelli di gente, aspiranti attrici con mamme agguerrite al seguito, bivaccavano dietro le transenne della piazza e con fare malizioso cercavano di farsi notare dai tecnici del set nella speranza che con qualche “concessione” potessero almeno avere accesso sul lembo di terra che era stata calpestata dai divi della fiction.

Poveri noi oserei dire e poveri loro. Può mai reggere il confronto la bella piazza di Montepulciano di cinquecentesca memoria con i suoi affreschi e la sua storia, con la stretta viuzza calpestata dalla prestante Manuela Arcuri o dal bell’attore di turno? E’ meglio non rispondere a questo quesito amletico e continuare a guardare verso la finestra alla ricerca di un tempo senza tempo dove realtà e magia si perdono nei campi color ocra dei bei paesaggi senesi.

Luisa Trojanis.

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Nuovamente assieme a voi e al fianco dell’associazione Enzo Biagi Pianaccio

FirenzeSiamo qui, nuovamente assieme a voi. Pronti a raccontare e selezionare i fatti, liquidati in fretta o addirittura omessi da una determinata stampa sensibile solo ad ascoltare le voci di Palazzo Chigi e tutte le altre forme di potere presenti nel Paese. Poco importa il colore, se ancora un pochino ne è rimasto. Nel nostro piccolo continueremo, sostenuti dai vostri puntuali suggerimenti e contributi, ad offrire spunti di riflessione. Una casa comune in nome di Enzo Biagi, voluta da noi e dal vostro costante aiuto e appoggio. L’ultimo gesto di tenerezza e di affetto al cronista di Pianaccio, nonostante il dolore per la scomparsa della propria madre, è arrivato proprio ieri sera da Marna Corzani, una delle migliaia di persone che ha richiesto la nostra amicizia in nome del direttore. <<Un mese fa è deceduta mia mamma. Aveva quasi 95 anni, ammirava Enzo Biagi. In chiesa ho ricordato le parole di Biagi…. Nella vita i valori, gli ideali che contano sono quelle due, tre cose che ti ha insegnato tua madre da bambino>>. Questo il messaggio che abbiamo ricevuto e al quale abbiamo risposto. Ed è proprio in questo solco ben tracciato che proseguiremo il nostro impegno. Ci scusiamo, invece, con tutti coloro che non hanno ricevuto una risposta. Confidiamo nella vostra comprensione: sono centinaia i messaggi che riceviamo.

Una parentesi. In questa nuova stagione non saremo soli. Ascolteremo e  accetteremo possibili indicazioni anche da parte delle nipoti di Biagi, Lucia, Marina e Rachele, che lo scorso 19 giugno – giornata in cui si è svolta a Pianaccio la premiazione dei vincitori della seconda edizione del Premio Enzo Biagi per i giovani cronisti di provincia – hanno annunciato la costituzione dell’Associazione Enzo Biagi Pianaccio.

 Hanno realizzato anche un sito (www.enzobiagipianaccio.it). Anzi, noi dobbiamo scusarci pubblicamente con le figlie, Bice e Carla, con le nipoti delle scrittore e con Loris Mazzetti per non aver scritto prima della pausa anche poche righe per riportare la notizia della costituzione da parte della famiglia di un’associazione. Ci sentiamo di farle, le scuse, pubblicamente. Siamo fatti così. Chiusa parentesi.

Un altro pensiero va a Luisa Trojanis che per un po’ di tempo – e continuerà a farlo – ci ha deliziato coi suoi racconti, scritti da Tänndalen, nella Lapponia svedese. La prossima settimana (giovedì 16 settembre) uscirà su Sette, il magazine del Corriere della Sera, un articolo dedicato alla vita e alla professione svolta da questa giovane donna in Lapponia. Adesso, siamo pronti a raccontare i fatti che, come diceva Biagi, non esistono le buone o le cattive notizie ma soltanto le notizie.

 

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