Ispra: i lavoratori tornano a far sentire la loro voce. Domani presidio davanti al ministero dell’Ambiente

FirenzeAlla vigilia della giornata di mobilitazione durante la quale i lavoratori precari dell’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) si recheranno dal ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo per consegnare le 4mila 500 firme raccolte in una petizione che invita la titolare del dicastero ad occuparsi della difficile situazione dell’Istituto, pubblichiamo quanto gli stessi ricercatori hanno scritto nel loro blog. Il presidio dei lavoratori Ispra al Ministero dell’Ambiente è previsto per domani, dalle ore 10 alle 13. 

<<Dopo 2 anni di proteste e denunce, a 6 mesi dalla firma del protocollo d’intesa tra Ministero vigilante, Struttura Commissariale e OO.SS. non c’è stato il tanto propagandato rilancio del principale organismo tecnico-scientifico del ministero dell’Ambiente. I tagli previsti dalla manovra finanziaria non devono mascherare la volontà di smantellare il comparto della ricerca pubblica e delle attività di controllo ambientale.
Con la scusa della crisi si sta attuando il depauperamento delle risorse e delle capacità intellettuali dei circa 1500 tra ricercatori, tecnologi, tecnici di ricerca e personale amministrativo dell’Ispra, precari e di ruolo.
Difendiamo il posto di lavoro, impediamo che l’Ispra diventi una inutile scatola vuota.
Chiediamo: atti concreti da parte della struttura commissariale, che da due anni amministra l’Istituto, e del ministero dell’Ambiente nella persona del ministro Prestigiacomo verso l’applicazione più completa del protocollo d’intesa siglato il 22 gennaio 2010 in seguito all’occupazione del “tetto”; l’impegno del ministero dell’ambiente verso l’adempimento degli impegni presi in materia di finanziamenti per garantire la prosecuzione delle attività di controllo e protezione ambientale; la fine del commissariamento, la fine di pretestuosi rinvii dell’emanazione del regolamento di organizzazione dell’Ispra e quindi la nomina dei vertici; un celere processo di equiparazione di tutti i lavoratori Ispra, indipendentemente dagli ex-enti di appartenenza (Apat, Infs, Icram), che genera differenze imbarazzanti di diritti e doveri nello stesso Istituto; efficaci processi di de-burocratizzazione per un istituto efficiente e che possa rispondere alle esigenze di ricerca e controllo ambientale.
I lavoratori chiedono chiarezza e garanzie sul loro futuro e sul futuro della tutela dell’ambiente in Italia>>.

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