Torino – Una strategia difensiva fondata sui tempi per ricostruire attimo dopo attimo quanto avvenne la notte del 6 dicembre 2007 alla Thyssenkrupp dove morirono sette operai. I legali degli imputati per sostenere la propria tesi si sono affidati alla deposizione dell’ingegnere Vittorio Betta. Il consulente tecnico di parte ha ricostruito oggi in aula la dinamica della tragedia: le fiamme furono notate a mezzanotte, 46 minuti e 40 secondi, ovvero <<undici minuti dopo l’avvio della linea>>, ha precisato Betta. A mezzanotte e 45, secondo il consulente, gli operai non si erano accorti dell’incendio, poiché a quell’ora è registrata un’operazione effettuata da un collaudatore impegnato sulla linea 5 a provvedere ad un danno su una lamiera. <<Operazioni incompatibili con l’ipotesi che la squadra avesse già avvistato l’incendio a quell’ora. Se lo avessero visto, sicuramente avrebbero dato la precedenza al rogo>>, ha affermato l’ingegnere Betta che ha aggiunto: <<Se fosse stato un incendio iniziale con gli estintori lo avrebbero senz’altro spento, invece permaneva sull’impianto da almeno 10 minuti>>. Secondo questa ricostruzione, gli operai non si sarebbero accorti subito dell’incendio ma in ritardo. Il pubblico ministero Raffaele Guariniello ha considerato questa tesi <<non convincente>> e rivolgendosi al consulente di parte nel controinterrogatorio gli ha rivolto una domanda: <<Questi sette lavoratori quindi sono morti secondo lei per colpa loro?>> (link).
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