Eternit: per l’accusa le visite di controllo erano preannunciate

Torino - Tre testimonianze all’udienza odierna del processo Eternit. Si è iniziato con la toccante deposizione della signora Romana Blasotti, presidente dell’Associazione familiari vittime dell’amianto di Casale Monferrato, che ha ricordato i suoi cinque morti per l’amianto: il marito, la figlia, la sorella, un nipote e una cugina.

La seconda testimonianza è stata resa da Mauro Patrucco, dipendente Eternit dal ’74 al ’76 e poi licenziato per il diverbio nato con la direzione proprio a causa della presenza eccessiva di polvere d’amianto nello stabilimento di Casale.

Il pm Raffaele Guariniello ha poi mostrato al presidente della Corte Casalbore due lettere, del ’77 e dell’81, inviate dal geometra Reposo, il direttore dello stabilimento di Casale, ai propri tecnici. Si tratta di una novità di questo processo con cui l’accusa vuole dimostrare che le visite di controllo in azienda erano preannunciate. Non solo. E che prima di questi controlli i vertici dell’azienda impartivano direttive al proprio personale per rendere pulito uno stabilimento che invece di norma era molto polveroso. Guariniello ha parlato delle due lettere durante l’interrogatorio di Ezio Bontempelli, dal ’77 all’inizio dell’86 responsabile del servizio tutela ambiente e sicurezza.

Il processo è stato aggiornato al 5 luglio.

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