Firenze – A distanza di trent’anni dalla strage di Ustica, l’orgoglio italico impone il dovere di invocare verità e giustizia per le vittime di quella tragedia. A farsi carico di tale richiesta Walter Veltroni e l’Associazione dei parenti delle vittime che ha presentato oggi le iniziative in vista del trentennale della strage (27 giugno 1980). Quella notte nel cielo del Mediterraneo volavano caccia statunitensi della Nato e quelli francesi. Vi erano inoltre anche probabilmente Mig libici. E, poi, i nostri aerei, militari e civili. Uno di questi, il DC 9 dell’Itavia è stato abbattuto con tutta probabilità per errore. <<Io conosco la verità dal 1999>>, ha affermato il presidente dell’Associazione dei parenti delle vittime, Daria Bonfietti, da quando l’allora giudice Rosario Priore affermò che “il DC9 era stato abbattuto in seguito a un’azione militare di intercettamento”. <<Non so chi è stato, ma a questo punto non è un problema mio, è un problema del mio Paese>>. Una ricerca di verità e giustizia che travalica i confini nazionali per arrivare al presidente francese Nicolas Sarkozy. Ed è proprio su questa pista ha posto l’accento Veltroni. Una emittente radiofonica di Bologna, “Città del Capo” inoltre sosterrà una campagna di informazione alla ricerca della verità, acquistando banner e spazi pubblicitari sui quotidiani on-line francesi rivolgendo direttamente al presidente Sarkozy una domanda: ’Qui sait, doit parler’, ovvero chi sa deve parlare. <<Noi non sappiamo chi ha lanciato il missile e perché, ma sappiamo perfettamente – si legge nel comunicato di “Città del Capo” – chi sono coloro che hanno visto quello che è successo e conoscono sia la dinamica che le responsabilità. Sono i governi, le intelligence militari e i servizi di sicurezza di almeno quattro nazioni: Stati Uniti, Francia, Libia e anche Italia>>. La campagna prende spunto dalle rivelazioni, fatte a suo tempo, dall’ex Presidente della Repubblica Francesco Cossiga.
Articolo integrale Radio Città del Capo
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