Firenze - Nel Tg1 odierno delle 13,30 nessun accenno al 36° anniversario della strage di Brescia. Il 28 maggio 1974 una bomba esplose in Piazza Loggia, mentre era in corso una manifestazione promossa dai sindacati e dal Comitato antifascista. L’attentato di matrice fascista provocò la morte di otto persone, il ferimento di altre centotre e oggi non c’è un colpevole. Una ragione in più per dare voce ai familiari delle vittime. Un motivo in più anche per sostenere il lavoro di coloro che sono tuttora impegnati nella ricerca della verità giudiziaria e per trasmettere anche a quei giovani – e non solo -, non ancora nati in quella maledetta giornata, un pezzo di storia del nostro Paese. Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nell’inviare il 28 maggio dell’anno scorso un messaggio al sindaco della città, Adriano Paroli, affermò: «Il ricordo di essa e di chi perse la vita quel giorno è vivo nella coscienza del Paese».
Parole cadute nel vuoto, nel silenzio imbarazzante di un Tg1, oggi alle 13,30 condotto da Nicoletta Manzione. Nessuna polemica, ci tengo a dirlo, semmai esprimo il mio disagio. Non vedere, anche per pochi istanti, le immagini della commemorazione, non ascoltare le parole di chi da anni è impegnato in una lotta di civiltà e di giustizia, mi ha turbato. Eppure durante l’edizione delle 13,30, è stato dato spazio ad un servizio dal titolo “In coda dalla notte per un I-Pad”, annunciato addirittura nei titoli di testa. E, ancora: è stata raccontata la bizzarra e stravagante impresa di un giovane americano che appeso a dei palloncini, gonfiati con l’elio, ha attraversato il canale della Manica. Quante attraversate dovranno, invece, ancora compiere i cittadini di Brescia e dell’Italia per arrivare alla verità sulla strage? Sulle stragi?
Intervista a Walter Veltroni (La Repubblica)
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