Torino - Tredicesima udienza al processo Eternit. La prima testimonianza è stata resa da Francois Iselin, consulente del Caova, un comitato svizzero di aiuto e orientamento alle vittime dell’amianto, con un’esperienza decennale nello studio del minerale killer. Iselin ha detto che la relazione tra l’uso dell’amianto e il cancro era nota fin dal 1962, ma che la Eternit lo ha utilizzato fino agli anni ’90. Il teste ha anche citato una lettera che Stephen Schmidheiny “scrisse ai rappresentanti dell’azienda in Italia in cui dice che si deve controllare la situazione perché c’è un sindacalista che vuole spiegare i rischi dell’amianto ai lavoratori”.
Ha testimoniato anche Silvano Benitti, ex dirigente della Eternit, che ha rivelato la differenza tra le sedi italiane della multinazionale e quelle tedesche. In particolare, Benitti ha parlato di una “differenza eclatante” in materia di pulizia: nella filiale piemontese, ha spiegato, c’erano “puzza e polvere ovunque”.
Al termine dell’udienza il presidente Casalbore ha fatto identificare due insegnanti che stavano accompagnando delle classi. Una delle due ha acceso il microfono di un’aula attigua a quella del processo, si è riferita in generale alla giustizia e ha detto ’la legge non è uguale per tutti, almeno in Italia’. Il processo è stato aggiornato al 7 giugno.
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