Inceneritore di Montale (provincia di Pistoia): la denuncia della Gentilini sull’inquinamento da diossine nell’acqua.

PratoRiceviamo e pubblichiamo il comunicato letto e distribuito da Patrizia Gentilini – , oncologa e membro dell’Associazione Medici per l’Ambiente -, durante l’incontro che si è svolto sabato scorso ad Agliana (cinema teatro Moderno), in provincia di Pistoia, dal titolo “Termovalorizzatore di Montale. Trasparenza e Confronto“. L’iniziativa è stata promossa dalla Provincia di Pistoia, dai Comuni di Agliana, Montale e Quarrata, Asl 3 di Pistoia, Arpat e Cis, ente gestore del termovalorizzatore di Montale – in provincia di Pistoia -, e dall’Ordine dei Medici di Pistoia.

«Come già ripetutamente e pubblicamente espresso in precedenti occasioni, ribadisco che non mi è stata data la possibilità di fornire il mio contributo tecnico e scientifico sotto il profilo sanitario, essendomi stato negato l’accesso ai risultati delle indagini sanitarie condotte. Non entro quindi nel merito di ciò che è emerso a tale proposito nel convegno odierno, ma fornirò il mio contributo su dati a me noti e riguardanti la contaminazione di questo territorio da parte di inquinanti che hanno gravi ed indiscusse conseguenze per la salute umana. Asl ed Arpat di Pistoia di fronte alla gravità della contaminazione hanno più volte affermato che la situazione di questo territorio è semplicemente paragonabile a quella di altre aree industrializzate. Ciò non corrisponde affatto a verità: per fare riferimento alla sola realtà toscana ciò è smentito dai dati forniti ai Comitati dal dottor Andrea Leto, responsabile del Servizio Veterinario Regionale e che qui ringrazio pubblicamente. Questi dati dovrebbero essere ben noti anche al dottor Gabbrielli, locale responsabile per la prevenzione veterinaria e per la salute umana.

I dati forniti dal dottor Leto dimostrano l’assoluta eccezionalità dell’inquinamento di questo territorio e della contaminazione dei suoi cibi rispetto al territorio regionale. Infatti, mentre per il territorio regionale tutti i 99 campioni di alimenti di origine animale analizzati per la ricerca di diossine e PCB tra il 2006 ed il 2009 hanno dato risultati inferiori ai limiti di legge,  nell’area di ricaduta dell’inceneritore di Montale su 20 campioni ben 8 sono risultati superiori ai limiti di legge.
Il campione “stranamente” alto fuori dell’area di ricaduta, per il quale è stato superficialmente affermato che l’inceneritore non era responsabile dell’inquinamento, proviene – guarda caso- da un allevamento vicino all’inceneritore di Baciacavallo a Prato. Evidentemente secondo i responsabili locali tutte queste diossine e PCB  si possono tranquillamente assumere attraverso i cibi, anche se i profili dei PCB ritrovati nei polli, nel latte materno e nelle emissioni dell’inceneritore sono identici. Ma ancora non basta!

Le diossine infatti non sono solo nei polli e nel latte materno, ma sono state ritrovate anche nell’acqua!
Nel 2009 il dottor Gabbrielli ha inviato ai Comuni una  relazione del dottor Biagini, direttore dell’Igiene pubblica, relativa a campionamenti sulle acque nell’area interessata alle emissioni dell’inceneritore, con allegate cartine sui punti di prelievo e relativi risultati delle analisi eseguite dall’Arpat. Ringrazio, anche a nome dei Comitati, il Comune di Montale per la trasparenza dimostrata nel mettere a disposizione questi dati.
La ricerca delle  diossine in acque destinate al consumo umano ha dato risultati che vanno da 1,4 a 2,1 picogrammi in tossicità equivalente (TE) il litro. Questi valori sono pericolosamente vicini a quelli che impongono la bonifica (che scatta a 4 picogrammi TE il litro) e, quel che più conta, sono nettamente superiori ai limiti massimi tollerabili indicati dalla Commissione tossicologica nazionale del ministero della Sanità il 12 febbraio 1988 (nella stessa seduta in cui vennero stabiliti anche i limiti per l’aria e per il terreno); si rammenta che tale parere fu espresso in occasione del gravissimo inquinamento verificatosi per l’inceneritore di San Donnino. Il limite massimo di diossine, in Italia, stabilito dalla suddetta Commissione, è di 0.05 picogrammi TE il litro. Le quantità di diossine rilevate dall’Arpat nei campioni di acqua esaminata sono, perciò, da 30 a 40 volte superiori ai limiti stabiliti dalla Commissione del Ministero della Sanità!

Tale documento è stato evidentemente ignorato dal dottor Biagini nella relazione da lui stilata a tale proposito per i Comuni. Nella medesima relazione il dottor Biagini ha preferito invece fare riferimento ad una regolamentazione degli Stati Uniti, omettendo tuttavia di riferire che, sui 236 campioni di acqua analizzati negli Usa, il valore medio di diossine è di 0,000011 picogrammi TE il litro.  Perciò i valori ritrovati nell’area interessata dalle ricadute dell’inceneritore di Montale sono incomparabilmente più alti rispetto a quelli degli Usa: centinaia di migliaia di volte superiori ! Appare chiaro che per salvaguardare l’immagine di un impianto che – non dimentichiamo – è attualmente oggetto di un procedimento penale, vengono ignorate sia le normative vigenti che impongono il divieto di consumo degli alimenti contaminati, sia le autorevoli indicazioni del ministero della Sanità, per quanto riguarda l’acqua potabile. Tutta la documentazione tecnica è a vostra disposizione, la fornisco ora, pubblicamente, non essendomi stata fornita l’opportunità di farlo all’interno del gruppo di lavoro istituzionale, in quanto non sono stata neppure convocata all’ultima riunione».

Patrizia Gentilini.

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Prato: incontro pubblico contro la privatizzazione dell’acqua.

Prato - Il Comitato referendario della provincia di Prato, che aderisce al Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, ha organizzato un incontro pubblico dal titolo: “Si scrive acqua, si legge democrazia”. L’iniziativa si svolgerà nella città toscana il prossimo 2 giugno alle ore 21, nella sala riunioni (piano interrato) della chiesa di San Bartolomeo, piazza Mercatale. I tre quesiti referendari contro la privatizzazione dell’acqua saranno illustrati da Ugo Mattei, componente della commissione Rodotà e docente di diritto civile all’Università di Torino, e da Costanza Margiotta, docente di filosofia del diritto all’Università di Padova e referente del Comitato Rodotà per la Toscana. Durante la serata, sarà presentato anche il libro di Ugo Mattei e Laura Nader “Il saccheggio. Regime di legalità e trasformazioni globali”. Nel corso dell’iniziativa inoltre sarà possibile firmare per i tre quesiti referendari.

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Thyssen, grave un operaio.

Firenze - Un operaio di 28 anni è rimasto gravemente ferito nella notte nello stabilimento della Thyssenkrupp Acciai speciali di Terni. Il lavoratore era impegnato a una saldatura nel reparto in cui viene prodotto acciaio inossidabile. Al momento dell’incidente, il giovane si trovava su una passerella, protetta da alcune balaustre, quando è accaduto un qualcosa che è in fase di accertamento. A dare l’allarme è stato un suo compagno di lavoro. Il lavoratore ha riportato diverse ferite e lo schiacciamento della gamba destra. 

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Rai: il giudice ha disposto il reintegro di Ruffini alla direzione di Raitre.

Firenze - Paolo Ruffini va reintegrato alla direzione di Raitre. Lo ha disposto il giudice del lavoro di Roma, accogliendo il ricorso presentato dallo stesso Ruffini dopo la sua sostituzione, lo scorso 25 novembre, con Antonio Di Bella. Da parte sua, la Rai prende atto dell’ordinanza, però annuncia ricorso al giudice superiore. «Indizi gravi, precisi e concordanti» che collegano la sostituzione di Ruffini alla direzione di Raitre all’aperta critica al contenuto di alcuni programmi della rete. Per cui la «delibera di sostituzione del vertice di Raitre non appare dettata da reali esigenze di riorganizzazione imprenditoriale presentando invece un chiaro connotato di motivazione discriminatoria e quindi illecita». Questo è punto principale della sentenza che dà ragione a Ruffini che dovrà rimprendere il suo posto quanto prima (link).

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Strage Piazza Loggia e il silenzio del Tg1 (delle 13,30).

FirenzeNel Tg1 odierno delle 13,30 nessun accenno al 36° anniversario della strage di Brescia. Il 28 maggio 1974 una bomba esplose in Piazza Loggia, mentre era in corso una manifestazione promossa dai sindacati e dal Comitato antifascista. L’attentato di matrice fascista provocò la morte di otto persone, il ferimento di altre centotre e oggi non c’è un colpevole. Una ragione in più per dare voce ai familiari delle vittime. Un motivo in più anche per sostenere il lavoro di coloro che sono tuttora impegnati nella ricerca della verità giudiziaria e per trasmettere anche a quei giovani – e non solo -, non ancora nati in quella maledetta giornata, un pezzo di storia del nostro Paese. Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nell’inviare il 28 maggio dell’anno scorso un messaggio al sindaco della città, Adriano Paroli, affermò: «Il ricordo di essa e di chi perse la vita quel giorno è vivo nella coscienza del Paese». 

Parole cadute nel vuoto, nel silenzio imbarazzante di un Tg1, oggi alle 13,30 condotto da Nicoletta Manzione. Nessuna polemica, ci tengo a dirlo, semmai esprimo il mio disagio. Non vedere, anche per pochi istanti, le immagini della commemorazione, non ascoltare le parole di chi da anni è impegnato in una lotta di civiltà e di giustizia, mi ha turbato. Eppure durante l’edizione delle 13,30, è stato dato spazio ad un servizio dal titolo “In coda dalla notte per un I-Pad”, annunciato addirittura nei titoli di testa. E, ancora: è stata raccontata la bizzarra e stravagante impresa di un giovane americano che appeso a dei palloncini, gonfiati con l’elio, ha attraversato il canale della Manica. Quante attraversate dovranno, invece, ancora compiere i cittadini di Brescia e dell’Italia per arrivare alla verità sulla strage? Sulle stragi?

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Intervista a Walter Veltroni (La Repubblica)

www.28maggio1974.brescia.it

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Strage Georgofili: memoria e verità sono un segno di civiltà.

FirenzeNella notte (ore 1,04) fra il 26 e il 27 maggio 1993 a Firenze, viene fatta esplodere un’auto imbottita di esplosivo, vicino alla storica Torre dei Pulci, fra gli Uffizi e l’Arno, sede dell’Accademia dei Georgofili. In quell’attentato – strage di via dei Georgofili – persero la vita cinque persone: Caterina Nencioni (50 giorni di vita), Nadia Nencioni (9 anni), Dario Capolicchio (22 anni), Angela Fiume (36 anni), Fabrizio Nencioni (39 anni);  48 le persone ferite. Oltre alla Torre, vengono distrutte molte abitazioni e la stessa Galleria degli Uffizi subisce gravi danni. Un crimine studiato ed eseguito da Cosa Nostra, ad un anno di distanza dalle stragi di Capaci e via D’Amelio.

Il 1993 rappresenta nella storia del nostro Paese uno dei punti di passaggio fra la Prima e la Seconda Repubblica: a Milano fioccano ogni giorno gli avvisi di garanzia nell’ambito dell’inchiesta Mani Pulite e la mafia, in risposta ad uno Stato che reagisce duramente contro quanto accaduto l’anno prima in Sicilia, reagisce mettendo in piedi una seconda strategia della tensione. A 17 anni di distanza, quel clima di terrore lascia senza risposte ancora diversi interrogativi. La memoria, il ricordo e la volontà di ricercare la verità rappresentano un segno di civiltà.  

 

Associazione tra i familiari delle Vittime di Via dei Georgofili.

Articolo di Federico Orlando (Articolo 21)

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Strage Bologna: dal palco solo la voce dei familiari delle vittime.

FirenzeNessun rappresentante del governo parlerà dal palco durante la commemorazione della strage alla stazione di Bologna. E’ questa l’unica novità nell’anno in cui cade il trentennale dalla strage. Un cambio di programma, più volte invocato dai parenti delle vittime, dai cittadini. Forse, per evitare i fischi al ministro di turno, chiamato al discorso di rito. Forse, per non sentirsi ancor peggio dentro. Forse, per non provare quella sensazione di presa in giro, mista all’amarezza e alla rabbia. Il presidente dell’Associazione tra i familiari delle vittime, Paolo Bolognesi, in un passaggio del discorso pronunciato l’anno scorso disse: «Da anni ormai assistiamo, alla vigilia di ogni anniversario, alla esplosione di enormi polveroni che ci ricordano quello creato dall’esplosione della bomba, polveroni che cercano di nascondere lo scempio politico e morale che sta dietro questa strage». Dalle parole del presidente, qualche forse assume maggior sostanza. Ad annunciare la novità è stata il commissario Anna Maria Cancellieri, intervistato dall’emittente “Radiotau”. «L’unica differenza è che non ci saranno discorsi pubblici dal palco se non quello del rappresentante del comitato dei parenti», ha spiegato la Cancellieri che ha aggiunto: «tutti gli altri avverranno nella sala del consiglio comunale prima della partenza del corteo».

Per leggere l’intervento della Cancellieri potete cliccare qui: Agenzia Dire   (www.dire.it)

 

 

 

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Germano attacca il governo. La puzza di censura del Tg1.

FirenzeTim Burton pronuncia il nome di Elio Germano. L’attore, fra applausi e qualche pacca sulle spalle si avvia verso il palco per ricevere la palma come miglior attore per il film “La nostra vita” di Daniele Luchetti. Un premio ex aequo con Javier Bardem per la sua interpretazione in “Biutiful” di Gonzalez Inarritu. Questo il responso della 63esima edizione del Festival di Cannes. Nel tradizionale discorso di ringraziamento, Germano attacca il governo: «I nostri governanti in Italia rimproverano sempre al cinema di parlare male della nostra nazione. Volevo dedicare questo premio all’Italia e agli italiani, che fanno di tutto per rendere l’Italia un paese migliore, nonostante la loro classe dirigente». I telespettatori del Tg1 delle 20 di domenica hanno però soltanto ascoltato questo: «Ok…. Benissimo…». Il resto è una risata della platea. L’inviato del Tg1 Vincenzo Mollica, aveva lanciato il servizio preannunciando le critiche dell’attore rivolte al governo. A seguire, nuovamente Mollica, assieme a Luchetti. Poi, linea allo studio dove Attilio Romita ha portato a conoscenza dei telespettatori quanto non ascoltato durante il servizio. Un nuovo guasto tecnico alla macchina, condotta da Augusto Minzolini che, alla fine di marzo aveva allontanato dal piccolo schermo la Ferrario, Di Giannantonio e Damosso. E, ancor prima, aveva rimosso dal suo incarico lo storico caporedattore del Tg1 Massimo De Strobel. E, adesso un inconveniente tecnico, preceduto dalla lettera di dimissioni della Busi. Ma, si è trattato veramente di un inconveniente tecnico? C’è puzza di censura.  

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Il video della premiazione

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La nocività dell’amianto era nota dal 1962. Le sedi italiane della Eternit più sporche di quelle tedesche

Torino - Tredicesima udienza al processo Eternit. La prima testimonianza è stata resa da Francois Iselin, consulente del Caova, un comitato svizzero di aiuto e orientamento alle vittime dell’amianto, con un’esperienza decennale nello studio del minerale killer. Iselin ha detto che la relazione tra l’uso dell’amianto e il cancro era nota fin dal 1962, ma che la Eternit lo ha utilizzato fino agli anni ’90. Il teste ha anche citato una lettera che Stephen Schmidheiny “scrisse ai rappresentanti dell’azienda in Italia in cui dice che si deve controllare la situazione perché c’è un sindacalista che vuole spiegare i rischi dell’amianto ai lavoratori”.

Ha testimoniato anche Silvano Benitti, ex dirigente della Eternit, che ha rivelato la differenza tra le sedi italiane della multinazionale e quelle tedesche. In particolare, Benitti ha parlato di una “differenza eclatante” in materia di pulizia: nella filiale piemontese, ha spiegato, c’erano “puzza e polvere ovunque”.

Al termine dell’udienza il presidente Casalbore ha fatto identificare due insegnanti che stavano accompagnando delle classi. Una delle due ha acceso il microfono di un’aula attigua a quella del processo, si è riferita in generale alla giustizia e ha detto ’la legge non è uguale per tutti, almeno in Italia’. Il processo è stato aggiornato al 7 giugno.

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Elezioni, sindaco Aosta al centrodestra.

FirenzeIl sindaco di Aosta è di centrodestra. Per la prima volta nella storia il Pdl, alleato con l’Unione Valdotaine, vince le elezioni comunali. Il cambio radicale di rotta è stato determinato dalla scelta del partito autonomista di interrompere la propria esperienza politica con il Pd per allearsi con il partito di Berlusconi. La coalizione Uv, Stella Alpina, Pdl e Lega Nord, è riuscita ad eleggere primo cittadino nel capoluogo della regione più piccola di Italia, l’ex assessore Bruno Giordano ottenendo il 59,72% di voti. Netta la sconfitta di Carlo Curtaz che ha raccolo il 26,52%, sostenuto dalle liste Alpe e Sinistra per la Città, e del candidato Pd, Michele Monteleone, sostenuto da Ps e Idv, che si è fermato al 13,76% (link).

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