La morte di Furio Scarpelli. Se ne va un maestro del cinema italiano

Roma - La scomparsa di Furio Scarpelli, morto nei giorni scorsi a 90 anni, è una grave perdita per il mondo del cinema e della cultura italiana. Lo sceneggiatore aveva 90 anni. Intellettuale e acuto osservatore della società, nel corso della sua lunghissima carriera, ha scritto oltre 140 film.

Figlio del celebre giornalista umoristico Filiberto Scarpelli, aveva iniziato a lavorare già prima della guerra come illustratore per alcune riviste di satira. Fu così che incontrò Federico Fellini e quindi Age, Agenore Incrocci, con il quale avviò il quasi quarantennale sodalizio che ha fatto storia nel cinema italiano. Insieme hanno firmato capolavori come I soliti ignoti e la Grande Guerra di Mario Monicelli, Il Buono il brutto il cattivo di Sergio Leone, I Mostri di Dino Risi, C’eravamo tanto amati e La terrazza di Ettore Scola. Cessato il sodalizio con Age a metà degli anni Ottanta, Scarpelli ha collaborato a lungo con Scola ma anche con giovani autori e registi, tra cui Francesca Archibugi e Paolo Virzì.

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