Editoria, nuovo colpo di mano: il governo abroga le tariffe agevolate.

Abrogate dal governo le tariffe agevolate a favore dell’editoria.

FirenzePubblichiamo le dichiarazioni dei deputati Giuseppe Giulietti e Vincenzo Vita sulla decisione, assunta dal governo, di abrogare tutte le tariffe agevolate a favore dell’editoria.

«Dal primo aprile, e non è uno scherzo, saranno abrogate tutte le tariffe agevolate a favore della editoria con particolare riferimento alla spedizione degli abbonamenti» . A evidenziare questo nuovo colpo inflitto al comparto editoriale, Giuseppe Giulietti e Vincenzo Vita. «Tutti gli editori italiani – aggiungono – dai più grandi ai più piccoli riceveranno una vera e propria pugnalata alle spalle che in alcuni casi potrà portare all’immediata chiusura delle testate…. La decisione, non preceduta da alcuna consultazione in sede parlamentare è stata assunta dal ministro Tremonti facendosi beffa di tutti gli impegni assunti in sede parlamentare che andavano nella direzione di un progressivo reintegro dei fondi per l’editoria e della contestuale approvazione di una riforma organica del settore».

Per l’ennesima volta, affermano Giulietti e Vita, «si è scelta la strada opposta dando così al provvedimento uno spiacevole sapore vendicativo nei confronti di un settore che questo governo non ha mai amato. Non ci è chiaro quale sia stato e quale sia, su questa vicenda il parere del sottosegretario Bonaiuti, che ha la delega per il settore e che a questo punto potrà serenamente procedere a buttare nel più vicino cestino la proposta di riforma dell’editoria dal momento che, con questo colpo di mano è stata già realizzata».

«Per quanto ci riguarda – affermano i due deputati – questa vicenda non è meno grave della chiusura dei programmi o dell’alterazione permanente della par condicio o delle rappresaglie nei confronti dei singoli giornalisti perchè colpisce in modo ancora più subdolo il pluralismo nel settore editoriale e condanna a morte sicura decine di testate e centinaia di posti di lavoro con il rischio di ridurre anche nel settore della carta stampata un pluralismo che nel settore dei media è già ai minimi termini».

Fonte: Articolo 21.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *