Torino - Resta a Torino, almeno per il momento, il maxi processo Eternit. La richiesta della difesa di trasferire la causa a Genova è stata respinta dal Tribunale poichè la sede “ideologica” dell’azienda, quella legale in Liguria, non coincide con quelle dove avvennero le condotte e i fatti di reato. La multinazionale dell’amianto ebbe la sua sede legale nel capoluogo ligure fino al 1986, anno del fallimento, ma qui non sono stati commessi i reati di disastro doloso. Questo il passaggio principale dell’ordinanza letta oggi nella maxi aula 1 del tribunale torinese dal presidente della Corte, Giuseppe Casalbore. Gli stessi giudici hanno però ammesso che in questa fase preliminare non si può stabilire in via definitiva la competenza territoriale e che le spiegazioni della Procura per radicare l’intero processo a Torino «non sono appaganti». In sostanza, la difesa potrà riproporre la questione di incompetenza territoriale in momenti successivi e la stessa Corte, se emergeranno nel corso del dibattimento nuovi elementi, potrebbe in futuro pronunciarsi in modo diverso (link). Il processo è stato aggiornato al 12 aprile.
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