Processo Eternit, ammesse 6.300 parti civili e respinte le richieste della difesa

Torino – Il processo Eternit va avanti e oggi fa segnare una tappa importante. Il presidente della Corte, il giudice Giuseppe Casalbore, ha deciso di ammettere 6.300 parti civili, respingendo quindi quasi tutte le richieste di esclusione avanzate dalla difesa. Tra le dieci parti escluse c’è l’associazione di consumatori Codacons.

Ammesse al processo tutte le persone fisiche, tutti i sindacati nelle varie articolazioni territoriali, i 48 Comuni limitrofi a Casale Monferrato, e anche Inps e Inail. Solo quest’ultimo ente ha chiesto un risarcimento di 246 milioni di euro e il totale delle richieste risarcitorie a questo punto ammonta a 5 miliardi di euro. Il procuratore Raffaele Guariniello è soddisfatto: “L’ammissione di Inps e Inail – ha detto – è fondamentale. Sono principi di diritto che valgono non solo per Eternit, ma che fanno giurisprudenza per altri casi”.

Il giudice Casalbore ha letto i nomi delle parti ininterrottamente per quasi tre ore, senza soste, respingendo l’eccezione di incostituzionalità sulla ragionevole durata del processo sollevata dai legali della difesa. Non è vero dunque che il processo sarebbe ingiusto perché troppe parti civili ne rallenterebbero l’iter.

Per quanto riguarda le persone fisiche non ammalate ma residenti nei paesi dove sorgevano i vecchi stabilimenti Eternit o nelle zone limitrofe e i parenti dei malati, il giudice ha detto che si valuterà caso per caso nel corso del processo. Per quanto riguarda i responsabili civili, sono stati esclusi la Presidenza del consiglio dei ministri e l’Unione europea.

Prossima udienza lunedì 8 marzo.

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