Roma – In occasione del 70° anniversario della nascita di Paolo Borsellino (19 gennaio 1940), il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha ricevuto stamani al Quirinale i rappresentanti della “Fondazione Paolo Borsellino”, presieduta da Calogero Gaetano Paci. Nel corso dell’incontro, presenti il figlio del magistrato, Manfredi Borsellino – Presidente onorario della Fondazione -, i membri del comitato direttivo e i familiari di alcuni degli agenti di scorta di Borsellino, è stato proiettato il film-documentario “Io Ricordo”, diretto da Ruggero Gabbai e realizzato per la “Fondazione Progetto Legalità onlus in memoria di Paolo Borsellino e di tutte le altre vittime della mafia” dalla Indiana Production. Durante la cerimonia, il Presidente Napolitano non ha risparmiato elogi ai rappresentanti della Fondazione, meritevoli per il lavoro svolto ai fini di conservare la memoria. Lo stesso Presidente, oltre a chiedere la totale applicazione della legge Rognoni-La Torre che riguarda i sequestri dei beni alla criminalità organizzata, soffermandosi sul lavoro di ricerca della verità e dei responsabili degli atti di mafia, ha precisato: <<non bisogna mai abbandonare nessuna traccia>>. Un incoraggiamento, insomma, a quei magistrati che, mettendo a rischio la propria vita, indagano sulle stragi di mafia e che altri voci, invece, tendono a delegittimare (Link).
Archivio mensile:gennaio 2010
Cancellata piazza 25 aprile. Accade a Pecorara, nella provincia di Piacenza.
Firenze – A Pecorara, comune della provincia di Piacenza, luogo simbolo della Resistenza al nazifascismo, il sindaco Franco Albertini ha cancellato piazza 25 aprile. Un affronto a quanti hanno sacrificato la loro vita per la libertà, alla Costituzione della Repubblica, nata dalla Resistenza, all’Italia tutta, che su queste radici ha costruito la democrazia. Un affronto che non ha assunto il dovuto rilievo nazionale, fatto che denunciamo con forza: è in corso un attacco senza precedenti ai valori e ai principi che fondano la nostra convivenza civile, la nostra Repubblica. Chiudere gli occhi è irresponsabile. L’Anpi, Associazione nazionale partigiani d’Italia, nel richiamare tutti i democratici ad associarsi alla sua denuncia e a mobilitarsi con opportune iniziative, chiede l’immediata revoca di questo vergognoso provvedimento.
Anpi – Comitato nazionale
Anpi – Comitato provinciale di Piacenza.
Fonte: Anpi e Articolo 21.
Amianto, condannato Rodolfo Belleli.
Mantova – Nel processo di primo grado, il tribunale di Mantova ha condannato l’industriale Rodolfo Belleli, 97 anni, a tre anni e dieci mesi e ad un risarcimento di 2 milioni e 400mila euro alle famiglie dei quattro operai morti per un tumore ai polmoni dopo essere stati esposti all’amianto negli anni dal 1962 al 1980. Il figlio di Belleli, Riccardo, è stato invece assolto per non aver commesso il fatto. Ecco i nomi dei quattro lavoratori: Fiorenzo Moratti, Francesco Danieli, Ezio Contesini e Giovanni Turazza. I parenti di un quinto operaio non si sono costituiti parte civile. Rodolfo Belleli e suo figlio, Riccardo, furono rinviati a giudizio nel 2006 con l’accusa di omicidio colposo plurimo collegabile alla morte di cinque dipendenti, che sarebbe stata provocata dalla lunga esposizione all’amianto. Per effetto dell’indulto, tre anni saranno condonati all’industriale Rodolfo Belleli (link).
La normalità nella diversità.
Firenze – Riceviamo e pubblichiamo alcune riflessioni, formulate da una giovane donna che vive nella Lapponia svedese. Il contributo di Luisa, questo il suo nome, esprime un punto di vista da parte di una persona, originaria di Siena, ma che vive e lavora all’estero. Un occhio, un modo diverso per analizzare il nostro Paese. Ringraziamo pubblicamente Luisa per l’interesse mostrato, senza ritorni economici – caratteristica peculiare della nostra attività -, e che tale articolo possa rappresentare un inizio di collaborazione a distanza fra l’associazione e Luisa.
Tanndalen (Svezia) - Vivendo all’estero gran parte del tempo, mi accorgo sempre più di quanto il nostro Paese sia arretrato e senza speranza. Mi fa tenerezza, vedere nel mappamondo quanto la nostra penisola sia minuscola, un puntino, rispetto al resto del mondo. Eppure ci sentiamo grandi, custodi di un sapere di gran lunga superiore rispetto agli altri paesi. Tempo fa, avevo letto da qualche parte, che il 60% degli italiani è video-dipendente e che solo il 35% si dedicava a internet. Non so se ci avete fatto caso, ma a me capita che a chiunque domandi… scusa, hai internet? Mi sento rispondere: sì ma l’usa solo mio figlio, sì ma è vecchio e poi la connessione non funziona bene, oppure io e l’informatica siamo due cose diverse, etc, etc…. Questo per dire che a noi italiani tali diavolerie moderne ci sono ancora per lo più sconosciute e che preferiamo stare seduti sul divano a guardarci la televisione. Purtroppo, quello che passa in tv non è neanche la minima parte di ciò che succede nel mondo. Tutto viene filtrato, colorato, aggiustato, affinato, confezionato per un pubblico, che più è nel gregge e più facilmente può essere manipolato. Assistiamo, infatti, ad un imbarbarimento generale, un imbruttimento che si riflette negli aspetti quotidiani, nei rapporti tra persone. Visti dall’esterno siamo piagnucoloni, fobici, ossessionati dalle malattie, stiamo con la mamma fino a 40 anni e oltre, usiamo l’università come parcheggio nell’attesa che qualcuno ci dia una direzione. E poi certo, con la laurea non si può andare a pulire i gabinetti. Ma ti pare… io, e che ho studiato a fare.
Superato lo scoglio dell’università, c’è l’incontro con il mondo del lavoro e cosa sappiamo fare? Nulla, molta teoria e niente pratica. Bene che ci vada, o ereditiamo la poltrona del babbo, oppure con la scusa del praticantato sgobbiamo per 15 ore, facendo anche meglio, il lavoro del nostro capo e pure sottopagati. Ma questo è noto a tutti. Quello che invece non è noto, è che all’estero funziona diversamente. Certamente non sono la custode di verità assolute. Ci mancherebbe! E nemmeno posseggo la bacchetta magica per cambiare la testa delle persone. Ma ho una mia verità, una personale, che può essere condivisibile o meno. Sono un punto di vista, tra tanti punti di vista, un occhio discreto che osserva lo scorrere delle cose. Una volta pensavo che avrei potuto salvare il mondo e mi incollavo sulle spalle, o almeno credevo, tutti i suoi mali. Ma poi mi sono resa conto che ciò non era possibile. Cio che potevo fare, era cercare nel mio piccolo soluzioni e strategie che potessero far star meglio me stessa e, di conseguenza, le persone che mi ruotavano intorno.
Stare all’estero e lavorare con gli stranieri è stata per me la panacea di tutti i mali. Con le dovute premesse, e cioè che non è tutto oro quello che luccica. Qui, se sei bravo vai avanti, non c’è discussioni. Se sei un cretino e non fai il tuo lavoro, ti cacciano a pedate, non ci sono scuse. Tutti lavorano per un fine comune, e questo vale sia per i proprietari e gli eventuali figli dei proprietari, che per i dipendenti. Al personale viene data massima fiducia, vanno e vengono dagli uffici, hanno accesso in tutto. Qui non si ribadisce: fai questo perche io ti pago. I “padroni”, se c’è da rimboccarsi le maniche, e andare a pulire i gabinetti della propria azienda perche magari tutto il personale è occupato lo fanno. Ora, questo fatto dei gabinetti non è che io sia fissata. Penso che sia un esempio inequivocabile di ciò che voglio spiegare. Il fine comune è che il cliente abbia accesso a dei servizi e che sia soddisfatto. I figli dei proprietari di una determinata azienda, lavorano spesso nella azienda di famiglia e vengono pagati e trattati alla stregua degli altri. Qui i ragazzi lasciano la famiglia presto. Molti, in attesa di trovare una propria strada, lavorano nel terzo settore, cioè come camerieri, donne delle pulizie, etc. Quando si presentano ad un posto di lavoro, giovanissimi, non sono dei babbei, sono spavaldi, sicuri di sè e i datori di lavoro trattano loro con pari dignità, senza vessazioni. Non c’è timore o paura nei loro occhi, non si legge soggezione di sorta. Le regole valgono per tutti, davvero, tutti si mangia allo stesso tavolo e tutti, e dico tutti, hanno pari diritti.
In questa atmosfera, il personale si sente gratificato, non ha bisogno di sotterfugi, maldicenze e di fermentare il malcontento. Figuratevi, qui si viene pagati a cottimo. Ciò significa che se lavori guadagni, punto. Ognuno ha le sue ore, le segna nel computer. Ma ci pensate in Italia una cosa del genere? Quanti di noi resisterebbero a non truccare le ore? Qui ci sono negozi, in cui dopo esserti servito con caffè e quant’altro metti i soldi nel bussolotto. Non c’è nessuno a controllarti. Quanti di noi metterebbero i soldi? Ve lo dico io, ce li mettiamo, questi cavoli di soldi, perché se siamo rispettati a sua volta rispettiamo. Rispettiamo il fatto che quel povero cristo che si è preso la briga di preparare il tutto ha lavorato per noi e noi gli siamo grati. Qui la gente quando lavora, sorride, prima di iniziare qualsiasi attività si prende un caffè e un dolce tutti insieme, si ride, si scherza. Tutti abbiamo accesso a frigoriferi, dispense, cucine. Fallo un pò in italia. Viviamo in un Paese che se uno straniero si prende dal tavolo delle colazioni, qualcosa da portarsi dietro durante la giornata, pensiamo che sia un mentecatto, un tirchio. Ma non e cosi. Non funziona cosi negli altri paesi.
Qui ti senti normale nella diversità. Povero, ricco, bianco, nero, con handicap, che importa. Vedo il nostro Paese come gli animali che non hanno ricevuto un proprio imprinting, non hanno avuto modo e tempo per socializzare, non hanno avuto modo di sperimentare il diverso, chi ai nostri occhi è estraneo e non corrisponde ai nostri canoni culturali. Siamo ignoranti, nel senso vero del termine, siamo accecati da una nostra cultura che ci impedisce di vedere al di là del proprio naso. Mi ci metto per prima, ancora adesso fatico a staccarmi dai clichè che mi porto dietro. L’importante è forse accorgersene, ed è già tanto con i tempi che corrono.
Luisa Trojanis.
Strage di Cefalonia, due nuovi indagati
Roma - Due ex militari tedeschi della Wehrmacht, Gregor Steffens e Peter Werner, oggi 86enni, sono ora indagati nelle indagini sulla strage dei soldati italiani a Cefalonia (alla fine del settembre 1943). Furono migliaia gli italiani che non fecero ritorno nel nostro Paese. Il procuratore capo militare di Roma Antonino Intelisano conferma la notizia: “Ci sono due nuovi indagati nelle indagini e stiamo verificando l’effettivo loro coinvolgimento nella drammatica vicenda di Cefalonia”.
(link)
Andrea Vignozzi, il più giovane segretario di sezione dell’Anpi.
Firenze - Ha soltanto venti anni e per la sua età, è il più giovane segretario di sezione dell’Anpi in Italia. Andrea Vignozzi, questo il suo nome, è stato eletto all’unanimità segretario della “Anna Enriquez Agnoletti”, neonata sezione situata fra Rifredi e Castello, in provincia di Firenze. La nostra associazione esprime le proprie congratulazioni al nuovo segretario e il suo impegno, la sua passione rappresentano per noi uno stimolo e un dovere quotidiano nel difendere i valori presenti nella Carta Costituzionale. Per un eventuale approfondimento, vi invitiamo a leggere l’articolo, pubblicato dalla Repubblica.
Thyssen, rinviata l’udienza prevista per oggi.
Mediaset, due giorni di sciopero (domani e lunedì).
Firenze – Due giorni di sciopero, domani e lunedì, a Mediaset. Motivo della protesta la decisione dell’azienda, annunciata il 5 gennaio scorso, di cedere il reparto trucco, acconciatura e sartoria a una società esterna. In tutto 56 persone, in maggioranza donne, che attualmente lavorano nelle strutture di Cologno Monzese, Milano Due e Roma. Così, Cgil, Cisl e Uil hanno proclamato un’astensione dal lavoro di otto ore per i dipendenti da tenersi, a seconda dei turni, il 10 e l’ 11 gennaio. Lo sciopero investirà tutto il gruppo coinvolgendo i lavoratori di Videotime, Rti ed Elettronica Industriale. I dipendenti Mediaset temono che questa operazione di esternalizzare i servizi, finora svolti dai dipendenti, possa allargarsi ad altre attività del gruppo. Ma, anche se così non fosse, aggiungiamo noi, ci sono ad oggi 56 persone, 56 famiglie che probabilmente sarebbero costrette a rivedere a breve i conti del proprio bilancio familiare (link).
Milano, novità ex Albergo Regina.
Firenze – Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Giovanni Marco Cavallarin che annuncia le novità sull’ex Albergo Regina, sede per oltre un anno del quartiere generale nazista a Milano.
Care amiche, cari amici,
rieccomi finalmente a voi con i miei auguri per il 2010 e con importanti novità sull’ex Albergo Regina. Come ricorderete, l’Albergo Regina, a pochi passi dal Duomo, dal 13 settembre 1943 al 30 aprile del 1945, è stato la sede del quartiere generale nazista di Milano. Non una lapide lo ricorda.
Avevamo promosso una petizione, che ha raccolto la ragguardevole cifra di 1.821 adesioni. L’abbiamo consegnata nel dicembre del 2008 al Presidente del consiglio comunale, Manfredi Palmeri, che l’ha accolta con grande disponibilità. Ci siamo poi incontrati il 30 aprile 2009 sotto l’ex albergo Regina per una commossa cerimonia in cui abbiamo parlato di quel mattatoio nazista e per riconsegnare, questa volta pubblicamente, la nostra petizione. Poi tutto si è mestamente arenato.
Ma da qualche mese abbiamo rimesso in moto il meccanismo inceppato: in un incontro al Consiglio di Zona 3, parleremo della storia dell’ex Albergo Regina, anche grazie al documentario che Vera Paggi e Micaela Nason hanno realizzato per RaiNews24, e della vicenda della nostra petizione. Individuata la proprietà dell’edificio, la quale ha anche sostenuto le spese per la sua realizzazione, abbiamo deciso di scoprire, con sobria cerimonia, la lapide il 22 gennaio, ore 14,30. Vogliamo così dare anche il nostro contributo al Giorno della Memoria del 2010.
Speriamo anche di presentarvi, odoroso ancora d’inchiostro, un fascicolo sul tema. Il contributo di quanti vorranno aiutarci a sostenerne le spese sarà benvenuto. Per adesso contiamo sulla pazienza del tipografo.
Due appuntamenti dunque, meglio dettagliati nel volantino allegato:
1. Mercoledì 20 gennaio 2010, ore 21. Consiglio di Zona 3, Via Sansovino 9, Milano. Incontro pubblico.
2. Venerdì 22 gennaio 2010, ore 14,30. Ex Albergo Regina, Via Silvio Pellico ang. Via Santa Margherita. Cerimonia di scoprimento della lapide.
Sono convinto, o per lo meno speranzoso, che ci incontreremo in molti. A presto, e Felice 2010.
Marco Cavallarin.