Prato - Due voci importanti della cultura americana del ’900 ci hanno lasciato a poche ore di distanza, mercoledì 27 gennaio.
La morte di Jerome Salinger, l’autore del romanzo di culto Il giovane Holden, ha avuto la giusta eco sui principali organi di informazione. E’ invece passata quasi inosservata la scomparsa di Howard Zinn, nome senz’altro meno noto al grande pubblico rispetto al celebre scrittore, ma figura fondamentale per la rilettura critica di certi aspetti controversi della storia americana. La sua Storia del popolo americano rappresenta una pietra miliare nella storiografia. Zinn adotta il punto di vista delle persone escluse dalla storia ufficiale (poveri, nativi americani, schiavi, donne). Il suo attivismo nel movimento per i diritti civili lo ha accompagnato per quasi tutta la sua esistenza, dagli anni ’60 fino ai giorni nostri.
La scomparsa di Salinger e Zinn ci priva di due voci critiche, anche se è noto che lo scrittore viveva da molto tempo isolato e non partecipava al dibattito pubblico ormai da molti anni. Restano i loro testi, strumenti utili di riflessione per conoscere meglio un grande paese come gli Stati Uniti d’America.