Prato – Pubblichiamo l’articolo, scritto da Bice Biagi e pubblicato sul quotidiano on-line Articolo 21. Riflessioni e domande in risposta agli attacchi, diretti al cardinale Dionigi Tettamanzi da parte della Lega.
Sabato pomeriggio col mio golfone viola sono andata ad unirmi a quel gruppo di gente di buona volontà che in piazza Fontana diceva no al governo Berlusconi. Non c’era, per la verità, una gran folla e alzando gli occhi verso il palazzo dell’Arcivescovado mi è venuto da pensare che in questa Milano a cui voglio tanto bene e che negli ultimi anni è stata avvilita da una certa politica e da una nuova borghesia che poco ha a che vedere con quella aperta e generosa del dopoguerra, almeno è rimasto un grande Pastore di anime, il cardinale Dionigi Tettamanzi, un Pastore che non si occupa solo del suo gregge, ma consola e protegge anche chi Dio lo prega in modo diverso. Bene, anzi male: stamattina apro i giornali e leggo che la Lega ha attaccato Tettamanzi con lo stile che più le si confà: volgare e arrogante. Di quale colpa si sarebbe macchiato il prelato, tra l’altro proprio nel giorno nel quale si festeggia Ambrogio, il Santo patrono, il laico che accettò l’investitura vescovile per acclamazione del popolo e che rifiutò l’omaggio dell’imperatore Teodosio, reduce dalla strage di Tessalonica, rifiutando quindi il compromesso con il potere laico? Il nostro Vescovo, secondo il ministro Roberto Calderoli, <<non c’entra nulla con il suo territorio, sarebbe come mettere un prete mafioso in Sicilia>>; e ancora <<parla solo dei rom>>, e tutto perché il cardinale ha criticato la giunta di Letizia Moratti sui temi dell’accoglienza e della moralità e ha invitato le istituzioni a far rinascere il solidarismo ambrosiano. E non c’è dubbio che a Tettamanzi non è piaciuto ( e lo ha fatto sapere), lo sgombero di un campo nomadi alla periferia della città che ha messo sulla strada 250 rom, tra cui 31 bambini già inseriti a scuola. Ma com’è possibile che esponenti della Lega ignorino, per esempio, la parabola del figliol prodigo e il senso profondo di solidarietà che anima il cristianesimo? Cosa vuol dire per Calderoli o Salvini <<ama il prossimo tuo come te stesso>>? Altra domanda: in questa strenua battaglia leghista per il crocifisso nei locali pubblici (una curiosità: anche bar, trattorie, che so?, osterie bergamasche?) come la mettono con i riti e i matrimoni celtici? Se non sbaglio fu proprio Roberto Calderoli a sposare l’ex consorte Sabrina con questo rito tirato fuori chissà da dove. Milano ha avuto nel tempo una grande storia pastorale, dal cardinale Schuster a Carlo Maria Martini ed ora, in una fase di oscurantismo culturale e politico, è sollevata dal sapere che in piazza Fontana non c’è solo il Cardinale, ma un uomo buono e giusto. Vuoi vedere che tra qualche sabato ci tocca tornare sotto quelle finestre per manifestare per Lui?
Bice Biagi.
Fonte: Articolo 21.
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