Firenze – Il 20 novembre si festeggerà la Giornata mondiale dell’Infanzia e dell’Adolescenza e sarà anche il 20° anniversario dalla firma della Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti del Fanciullo, approvata a New York. Un momento per accendere i riflettori sulle tante ingiustizie maturate ai danni dei minori, i primi a percepire il malessere. La loro unica colpa è di essere nati in territori insanguinati dalle guerre, in tessuti sociali dove i grandi sfruttano le braccia dei piccoli. Nel primo caso diventano bambini soldato, come si assiste inermi nel Congo, nel secondo lucidano le scarpe, come avviene nella grande America. E, quando va bene. In altri casi sono costretti a lavorare nei campi o nell’industria. Un fenomeno mondiale nell’era della globalizzazione. Bambine e bambini ridotti in schiavitù, destinate alla prostituzione. Uno scenario raccapricciante. <<In passato il valore degli schiavi era tale che c’era rischio di vederseli rubare. Oggi gli schiavi costano così poco che sono diventati una merce usa e getta>>, scriveva Kevin Bales nel suo libro “I nuovi schiavi”. Lo scenario è sì raccapricciante, ma la società in cui viviamo non fa abbastanza per cambiare il destino di questi minori. La situazione è diversa nel nostro Paese, ma non è opportuno rimanere sereni. Anzi. Secondo stime ufficiali i minori in condizioni di povertà sono un milione 728mila, pari al 23% della popolazione povera. Il 61% di questi bambini ha meno di 11 anni e il 72% vive nel Meridione. Sono soltanto alcuni dei dati contenuti nel secondo rapporto supplementare dell’Onu sul monitoraggio della Convenzione dei diritti dell’infanzia, compilato dal Gruppo Convenction of rights for children (Crc), network di 86 organizzazioni del terso settore che fa capo a Save the children, diffuso in apertura della Conferenza nazionale sull’infanzia e l’adolescenza che si è aperta oggi a Napoli. Sarà opportuno, anzi doveroso, tenere sempre accesi i riflettori (link).
Il messaggio del Presidente della Repubblica .
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