Firenze - Il suono dei clacson, gli abbracci fra i colleghi, le congratulazioni del tipo <<complimenti ragazzi>>. Ed ancora. I giovani, in strada, di Addiopizzo ad applaudire alle forze dell’ordine all’arrivo in questura dei poliziotti della Catturandi della squadra mobile di Palermo e dei loro colleghi del Servizio centrale operativo. Un piccolo passo indietro. Alle prime voci della cattura di Domenico Raccuglia, il numero due di Cosa Nostra, così si è espresso il ministro dell’Interni Roberto Maroni, i cittadini di Calatafimi, il paese del trapanese dove è stato individuato il covo del boss, sono scesi per le strade ed hanno applaudito ai poliziotti per la buona riuscita dell’operazione. Una scena analoga si è ripetuta poco dopo davanti alla questura di Palermo. I ragazzi di Addiopizzo, oltre gli applausi, trascinati dal legittimo entusiasmo del momento, hanno cominciato a scandire in coro: “chi non salta è mafioso”. Gli agenti della sezione Catturandi, affacciati dalle finestre, hanno accolto l’invito saltando in modo ritmico e salutando con le mani la folla che si era radunata per le strade. Queste immagini hanno rinfrescato la memoria di molti, in virtù di scene simili viste in passato e cariche di emozioni. E’ l’Italia che ci piace. E’ il Paese dove, nonostante la carenza di personale e risorse – più volte denunciata dai sindacati di polizia -, uomini e donne ogni giorno mette a rischio la propria vita in nome dello Stato. E’ l’Italia che amiamo. Dipendenti statali che rinunciano ad una buona parte della loro vita privata per il bene del Paese. Non hanno un volto noto, non fanno passerella sugli schermi, non si arricchiscono ma ci difendono dalla illegalità nella speranza di avere un giorno un’Italia diversa. Anche se, ognuno di noi, nel proprio piccolo può contribuire in nome dello Stato emarginando l’anti-Stato. Godiamoci, intanto, il momento.
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