Firenze – Fu Bernardo Provenzano a <<tradire>> Totò Riina, indicando alle forze dell’ordine il nascondiglio dove Riina trascorse l’ultima parte della sua lunga latitanza. A sostenere tale tesi è Massimo Ciancimino, che oggi ha fatto alcune affermazioni in merito prima di entrare nell’aula bunker di Pagliarelli a Palermo. Secondo la ricostruzione fatta dal figlio di Vito Ciancimino, morto nel 2002, durante il periodo delle stragi l’allora capitano dei Ros Giuseppe De Donno gli consegnò delle mappe del capoluogo siciliano chiedendogli di darle a suo padre. Don Vito avrebbe trattenuto una copia delle mappe e una seconda l’avrebbe affidata al figlio perché la consegnasse ad un uomo di fiducia di Provenzano. L’emissario del capomafia successivamente avrebbe resituito allo stesso Ciancimino la mappa con un cerchio, a indicare la zona del quartiere Uditore dove si nascondeva Totò Riina (link).
Il colonnello dei carabinieri Sergio De Caprio, il “capitano Ultimo” che, insieme al generale Mori, condusse le indagini che nel 1993 portarono all’arresto di Riina, considera un falso la ricostruzione fatta da Ciancimino junior indicando quest’ultimo come un servo di Riina (link 2).
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