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    Festa della Toscana: va in scena “La picciridda”. Lo spettacolo, ispirato alla storia di Rita Atria, è realizzato dagli studenti dell’istituto Datini di Prato.

    giovedì 26 novembre 2009

    PratoIl primo appuntamento risale al maggio scorso, risultato di un lavoro culturale avviato nel 2005.  Ragazzi e ragazze di un istituto superiore di Prato, intitolato a Francesco Datini, si sono immedesimati nelle loro rispettive parti recitando una rappresentazione teatrale dal titolo “La picciridda”. Uno spettacolo ispirato alla storia di Rita Atria, descritta da Nando Dalla Chiesa nel libro “Le ribelli”, sottotitolo: ”Storie di donne che hanno sfidato la mafia per amore”.  <<Rita Atria era una ragazza siciliana di 17 anni, figlia di un mafioso, che ebbe il coraggio di ribellarsi alla mafia e diventò testimone di giustizia. Il giudice Paolo Borsellino la prese sotto le sue ali protettrici e per Rita divenne il “suo punto di riferimento” e quando questi venne meno per opera della mafia, Rita, “la picciridda”, come era solito chiamarla il giudice Borsellino, non ce la fece più a reggere la pressione e si tolse la vita, esattamente una settimana dopo la morte di Paolo Borsellino>>. Adesso, il Consiglio Regionale della Toscana ha deciso di inserire lo spettacolo “La picciridda” tra le iniziative della “Festa della Toscana” e la carovana antimafia si fermerà a Prato (15 dicembre) appositamente per vederlo.

    Ecco le date. Domenica 29 novembre alle ore 17 a Firenze nell’auditorium del Consiglio Regionale (via Cavour, 4); martedì 15 dicembre alle ore 21 a Prato nella chiesa di S. Bartolomeo (piazza Mercatale). L’ingresso sarà gratuito. Lo spettacolo, disponibile anche in DVD, rientra nel progetto “Educare la legalità”, elaborato dalla scuola pratese e che vede come referente la professoressa Anna Carpani.


     

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    Umbria Olii, al via il processo per l’esplosione del 2006.

    martedì 24 novembre 2009

    SpoletoA distanza di tre anni dalla tragedia, è iniziato stamani al tribunale di Spoleto il processo per l’esplosione allo stabilimento della Umbria Olii di Campello sul Clitunno, in provincia di Perugia. L’incidente, avvenuto il 25 novembre 2006, provocò la morte di quattro operai di una ditta esterna impegnata in lavori di manutenzione. Ricordiamo i loro nomi: Giuseppe Coletti, Vladimir Toder, Tullio Mottini e Maurizio Manili, quest’ultimo titolare dell’azienda. Presente in aula l’amministratore delegato della Umbria Olii Giorgio Del Papa, accusato di omicidio colposo plurimo, disastro colposo e violazione delle norme per la sicurezza del lavoro. Nel corso della prima udienza, sono state presentate le richieste di costituzione civile delle parti. Fra queste quelle dei sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil, della Cgil di Perugia e della Fiom provinciale del capoluogo umbro. Tali istanze si vanno ad aggiungere a quelle dell’Inail, della Regione Umbria, del comune di Campello e del ministero dell’Ambiente. La difesa, rappresentata dall’avvocato Giuseppe La Spina, si è opposta a tutte le richieste e il giudice, Alberto Avenoso, si è riservato di decidere entro la prossima udienza già fissata per il 15 dicembre. Prima dell’inizio dell’udienza, all’esterno del tribunale i sindacati hanno organizzato un presidio (link).

    Link 1

    Link 2

    Tragedia Umbria Olii: a Campello iniziativa della memoria.

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    Pistoia, una giornata alla memoria di Enzo Biagi. 25 novembre: convegno, una lapide e un ponte in omaggio del cronista.

    lunedì 23 novembre 2009

    PistoiaUna giornata alla memoria di Enzo Biagi. Il comune di Pistoia, in collaborazione con il quotidiano ”La Nazione”,  ha organizzato un convegno dal titolo “Web, nuovi media, giornali: il valore dell’ attendibilità”.  L’incontro è in calendario per la mattina di mercoledì 25 novembre all’auditorium “Terzani” della biblioteca San Giorgio a Pistoia (via Pertini). Inizio alle ore 10. Nel pomeriggio alle ore 15,  nella immediata periferia della città, sarà intitolato un nuovo ponte alla memoria del cronista di Pianaccio e sarà scoperta una lapide commemorativa. Alla cerimonia, oltre al sindaco di Pistoia Renzo Berti, saranno presenti le figlie dello scrittore, Bice e Carla Biagi.  

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    “Enzo Biagi…. L’Italia due anni dopo”. I ringraziamenti.

    sabato 21 novembre 2009

    PratoParte di una mattina, la terza e quarta ora di didattica, dedicata alla libertà di informazione. Titolo dell’iniziativa, da noi organizzata e realizzata nella giornata di ieri, “Enzo Biagi…. L’Italia due anni dopo”.  In platea gli studenti, davanti a loro Loris Mazzetti, capostruttura di RaiTre, che ci ha onorato della sua presenza nella nostra città. Il primo ringraziamento non può che andare allo stesso Mazzetti per aver risposto con entusiasmo al nostro invito e per aver regalato ai presenti una lezione di giornalismo. 

    Un ringraziamento è rivolto ai docenti. Nel lanciare l’idea, abbiamo raccolto fin da subito l’adesione di alcuni professori sensibili al tema e la presenza dei ragazzi delle scuole superiori ne è stata la riprova. Il nostro grazie va alle professoresse Anna Carpani, Gilda Paoli, Ivonne Menchini, Sandra Mugnaioni, Angela Pagnanelli,Patrizia Renzoni, Caterina Ramogida e al professor Ettore Nespoli. 

    Un ringraziamento particolare va ai ragazzi della VF del liceo scientifico Copernico di Prato. L’incontro si è aperto con una loro scrittura scenica, dal titolo ”La scomparsa del fatto”. La scorsa settimana, gli stessi ragazzi avevano messo in scena un’altra rappresentazione – dedicata a Ilaria Alpi e Miran Hrovatin – in occasione della tavola rotonda organizzata dallo Spi Cgil di Prato e sempre dedicata alla libertà di stampa.  

    Un ringraziamento è dedicato ai dirigenti dei diversi istituti scolastici della provincia di Prato. Nello specifico a Maria Assunta Guadagni (liceo scientifico Livi), Luigi Nespoli (liceo classico e sociopsicopedagogico Cicognini-Rodari), Lucia Napolitano (liceo scientifico Copernico), Roberto Paganelli (ist. Datini). Un grazie particolare va a Grazia Maria Tempesti, preside dell’istituto Gramsci-Keynes, dove si è svolto l’incontro e alla segretaria dell’istituto Monica Milani. 

    Un ringraziamento alle istituzioni pubbliche, Regione Toscana e Provincia di Prato, che hanno concesso il patrocinio alla nostra iniziativa.  

          

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    Prato, una lezione di giornalismo. A firma di Loris Mazzetti

    venerdì 20 novembre 2009

    Prato - <<Smettete di annoiarvi e impegnatevi in prima persona>>. Con queste parole, rivolte agli studenti pratesi, si è concluso l’incontro col capostruttura di RaiTre Loris Mazzetti, che è stato gradito ospite della Casa della Cultura Enzo Biagi all’Auditorium “Castellani” dell’Istituto Gramsci Keynes di Prato.

    La giornata, intitolata “Enzo Biagi… L’Italia due anni dopo”, è stata aperta da una scrittura scenica degli studenti della classe V° F del Liceo scientifico Copernico di Prato, che hanno messo in scena una rappresentazione di una trasmissione televisiva in cui si dovrebbe parlare di un omicidio di mafia e si finisce nella consueta rissa verbale tra i politici e i vari opinionisti di turno. Una messa in scena divertente e amara sullo stato dell’informazione nel nostro Paese, da cui Loris Mazzetti ha ripreso spunto per il suo intervento.

    Durante la mattinata si è parlato anche della lunga collaborazione tra Mazzetti ed Enzo Biagi e degli ultimi libri di Mazzetti, ”La macchina delle bugie” e il recente “I quattordici mesi – La mia resistenza”, che ripercorre il periodo vissuto da Enzo Biagi durante la guerra di liberazione dal nazifascismo.

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    Processo Eternit: lo Stato citato in giudizio come responsabile civile

    giovedì 19 novembre 2009

    Torino - I giudici Giuseppe Casalbore, Fabrizia Pironti e Alessandro Santangelo hanno firmato ieri un atto di citazione nei confronti della Presidenza del Consiglio dei Ministri quale responsabile civile nella questione Eternit.

    Ecco il testo della citazione, come riportato dall’agenzia di stampa Ansa: «Il Tribunale di Torino ordina la citazione della presidenza del consiglio dei ministri, nella persona del presidente pro tempore, per l’udienza che si terrà il 10 dicembre 2009». 

    La citazione è stata richiesta dalla vedova di un operaio della Eternit deceduto nel 2006. La donna sosteneva la responsabilità dello Stato italiano «per non avere adottato i provvedimenti necessari a garantire il rispetto dei principi costituzionali e l’attuazione delle specifiche rispettive Cee in materia di tutela della salute dei lavoratori», chiedendo che «sia condannato in solido con gli imputati al risarcimento dei danni, patrimoniali e non patrimoniali». Il tribunale ha accolto la sua istanza.

    Gli imputati nel processo che partirà il 10 dicembre sono i proprietari della Eternit, il miliardario svizzero Stephan Schmidheiny e il barone belga Louis de Cartier de Marchienne.

    (link)

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    Minori, i riflettori vanno tenuti sempre accesi. Il 20 novembre sarà la Giornata mondiale dell’Infanzia e dell’Adolescenza.

    mercoledì 18 novembre 2009

    FirenzeIl 20 novembre si festeggerà la Giornata mondiale dell’Infanzia e dell’Adolescenza e sarà anche il 20° anniversario dalla firma della Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti del Fanciullo, approvata a New York. Un momento per accendere i riflettori sulle tante ingiustizie maturate ai danni dei minori, i primi a percepire il malessere. La loro unica colpa è di essere nati in territori insanguinati dalle guerre, in tessuti sociali dove i grandi sfruttano le braccia dei piccoli. Nel primo caso diventano bambini soldato, come si assiste inermi nel Congo, nel secondo lucidano le scarpe, come avviene nella grande America. E, quando va bene. In altri casi sono costretti a lavorare nei campi o nell’industria. Un fenomeno mondiale nell’era della globalizzazione. Bambine e bambini ridotti in schiavitù, destinate alla prostituzione. Uno scenario raccapricciante. <<In passato il valore degli schiavi era tale che c’era rischio di vederseli rubare. Oggi gli schiavi costano così poco che sono diventati una merce usa e getta>>, scriveva Kevin Bales nel suo libro “I nuovi schiavi”. Lo scenario è sì raccapricciante, ma la società in cui viviamo non fa abbastanza per cambiare il destino di questi minori. La situazione è diversa nel nostro Paese, ma non è opportuno rimanere sereni. Anzi.  Secondo stime ufficiali i minori in condizioni di povertà sono un milione 728mila, pari al 23% della popolazione povera. Il 61% di questi bambini ha meno di 11 anni e il 72% vive nel Meridione. Sono soltanto alcuni dei dati contenuti nel secondo rapporto supplementare dell’Onu sul monitoraggio della Convenzione dei diritti dell’infanzia, compilato dal Gruppo Convenction of rights for children (Crc), network di 86 organizzazioni del terso settore che fa capo a Save the children, diffuso in apertura della Conferenza nazionale sull’infanzia e l’adolescenza che si è aperta oggi a Napoli. Sarà opportuno, anzi doveroso, tenere sempre accesi i riflettori (link). 

    Il messaggio del Presidente della Repubblica  .

     

     

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    Processo Thyssen: la Procura indaga su operai per falsa testimonianza.

    martedì 17 novembre 2009

    TorinoDue operai sono indagati dalla procura di Torino per falsa testimonianza nel processo per il rogo alla Thyssen, che è ripreso stamani con la deposizione di altri sei testimoni della difesa. Sono lavoratori dell’azienda comparsi in aula nelle precedenti udienze in veste di testimoni. Ai due operai, si aggiunge anche un dirigente del colosso dell’acciaieria che sarebbe indagato per istigazione alla corruzione. Le dichiarazioni di due dei testimoni non convincono la pubblica accusa, rappresentata in aula da Raffaele Guariniello, Francesca Traverso e Laura Longo. Il punto controverso è inerente alla risposta secondo la quale non ci sarebbero stati contatti in merito ai contenuti della testimonianza, rilasciata davanti ai giudici della Corte d’Assise (link).

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    Presentati i dati Inail. Meno lavoro, meno incidenti

    martedì 17 novembre 2009

    Roma - Presentati oggi a Roma i dati Inail relativi al primo semestre di quest’anno. Nei primi sei mesi del 2009 gli infortuni sono stati 397.980 contro i 444.958 dello stesso periodo del 2008. I casi mortali sono invece stati 490 rispetto ai 558 dello stesso periodo dell’anno precedente.

    Ma lo stesso Istituto invita a una lettura critica dei dati, in apparenza positivi: la flessione infatti “dipende anche dalla crisi economica”, con l’occupazione diminuita dello 0,9% nel primo trimestre e dell’1,6 nel secondo e la produzione industriale in discesa di oltre 20 punti.

    “Se a questo – spiega l’Inail – si aggiunge il massiccio ricorso alla cassa integrazione, appare chiaro come al sostenuto calo della quantità di lavoro effettuata corrisponda, ovviamente, una considerevole flessione delle esposizioni al rischio di infortunio”.

    (link)

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    E’ l’Italia che ci piace.

    martedì 17 novembre 2009

    Firenze Il suono dei clacson, gli abbracci fra i colleghi, le congratulazioni del tipo <<complimenti ragazzi>>. Ed ancora. I giovani, in strada, di Addiopizzo ad applaudire alle forze dell’ordine all’arrivo in questura dei poliziotti della Catturandi della squadra mobile di Palermo e dei loro colleghi del Servizio centrale operativo. Un piccolo passo indietro. Alle prime voci della cattura di Domenico Raccuglia, il numero due di Cosa Nostra, così si è espresso il ministro dell’Interni Roberto Maroni, i cittadini di Calatafimi, il paese del trapanese dove è stato individuato il covo del boss, sono scesi per le strade ed hanno applaudito ai poliziotti per la buona riuscita dell’operazione. Una scena analoga si è ripetuta poco dopo davanti alla questura di Palermo. I ragazzi di Addiopizzo, oltre gli applausi, trascinati dal legittimo entusiasmo del momento, hanno cominciato a scandire in coro: “chi non salta è mafioso”. Gli agenti della sezione Catturandi, affacciati dalle finestre, hanno accolto l’invito saltando in modo ritmico e salutando con le mani la folla che si era radunata per le strade. Queste immagini hanno rinfrescato la memoria di molti, in virtù di scene simili viste in passato e cariche di emozioni. E’ l’Italia che ci piace. E’ il Paese dove, nonostante la carenza di personale e risorse – più volte denunciata dai sindacati di polizia -, uomini e donne ogni giorno mette a rischio la propria vita in nome dello Stato. E’ l’Italia che amiamo. Dipendenti statali che rinunciano ad una buona parte della loro vita privata per il bene del Paese. Non hanno un volto noto, non fanno passerella sugli schermi, non si arricchiscono ma ci difendono dalla illegalità nella speranza di avere un giorno un’Italia diversa. Anche se, ognuno di noi, nel proprio piccolo può contribuire in nome dello Stato emarginando l’anti-Stato. Godiamoci, intanto, il momento.  

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