Roma - Sulla illegittimità costituzionale dell’articolo 1 della legge 23 luglio 2008, n. 124, più conosciuta come lodo Alfano, sono pronte le motivazioni della sentenza, pronunciata dalla Consulta. La legge andava realizzata attraverso una legge costituzionale, poiché esprime una deroga al principio di uguaglianza. Rispetto alla sentenza del 1994 inerente all’allora lodo Schifani, i giudici sostengono che la Corte si è mossa nella stessa direzione. Nella sentenza viene affrontato anche il tema del “legittimo impedimento” che può valere solo in caso di impegni istituzionali (link).
Archivio mensile:ottobre 2009
Il Presidente Napolitano ricorda l’importanza del pluralismo nell’informazione
Roma - Il pluralismo dell’informazione rappresenta l’elemento che distingue la democrazia dal dispotismo, a prescindere dal contesto politico. Lo ha detto oggi il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in occasione della terza “Giornata dell’Informazione”, celebrata stamattina al Quirinale.
Napolitano ha poi ribadito l’importanza della creazione di “equilibri più soddisfacenti” — che rispettino la privacy, la riservatezza delle indagini giudiziarie ma anche la tutela della libertà d’informazione — definendoli “difficili e sempre oggetto di controversie, ma a cui non si può sostituire da parte del giornalismo la sottovalutazione di limiti e di responsabilità da riconoscere e da proiettare nel proprio modo di lavorare”.
Il capo dello Stato è intervenuto anche sull’eventualità di un’abrogazione del reato di vilipendio al presidente della Repubblica dicendo: “chiunque abbia titolo per esercitare l’iniziativa legislativa può liberamente proporre l’abrogazione dell’articolo 278 del Codice penale, non toccato per altro dalla riforma dei reati di opinione di pochi anni fa”.
(link)
Presentazione del libro “Devi augurarti che la strada sia lunga”.
Prato - Al cinema Terminale di Prato (via Carbonaia, 31), martedì 20 ottobre alle ore 18 sarà presentato il libro dal titolo ” Devi augurarti che la strada sia lunga” (edito da Ponte alle Grazie), di Fausto Bertinotti con Ritanna Armeni e Rina Gagliardi. All’incontro, promosso dall’associazione culturale “Scuola di Cinema Anna Magnani”, sarà presente Alessio Gramolati, segretario generale della Cgil Toscana. A moderare la riunione sarà il giornalista Brunello Gabellini. Per ulteriori informazioni, potete telefonare allo 0574/401376.
Scheda libro. 14 aprile 2008: una sconfitta elettorale senza precedenti spazza via la sinistra radicale dal Parlamento italiano. Fausto Bertinotti, uno degli uomini che ha scritto la storia italiana degli ultimi decenni, sceglie a sua volta di abbandonare l’attività di direzione politica. In questa narrazione riemergono i momenti salienti di un percorso che da sempre è guidato dalla passione politica, non solo un’autobiografia ma il racconto di una vera e propria educazione sentimentale e intellettuale.
Dopo l’infanzia a Milano, la guerra, i ricordi di vita familiare, le prime letture, un unico filo rosso unisce la carriera del sindacalista tra gli anni Sessanta e Ottanta a quella del leader spregiudicato e innovativo dell’ultimo quindicennio, sempre in bilico fra spinta ideale e concretezza sociale, radicalità e realismo. Ora è giunto il momento di fermarsi a riflettere sul passato, ma soprattutto sulle possibilità di un ennesimo slancio in avanti: non è possibile rimanere muti dinanzi al virus della crisi, non è possibile sottrarsi alle provocazioni delle nuove destre in Europa, della globalizzazione senza freni. La strada dell’utopia concreta non si è conclusa.
Incidente mortale sul lavoro a Prato
Prato - Una nuova morte sul lavoro nella città di Prato, sede del Comitato Casa della Cultura Enzo Biagi. E’ successo questa mattina in un’azienda di via del Ferro, ai confini del Macrolotto 2. La vittima è un operaio rumeno di 55 anni, Nekula Manolake, che è caduto da un altezza di circa 12 metri mentre stava lavorando alla bonifica del tetto in eternit della ditta Fipal, che si occupa della distribuzione di prodotti alimentari.
Il Comitato Casa della Cultura Enzo Biagi esprime le condoglianze ai familiari dell’operaio deceduto.
(link)
Operai, le loro voci sono esasperate e isolate.
Firenze – Cambia il nome della città, della fabbrica e dei dirigenti (privati e pubblici), ma non le motivazioni delle tute blu. La ragione che spinge gli operai a compiere gesti clamorosi è sempre la stessa: conservare il proprio posto di lavoro. Lo scorso 6 ottobre per otto ore tre manager della Alstom di Colleferro, in provincia di Roma, sono rimasti bloccati nei loro uffici dai lavoratori, fortemente preoccupati dalla possibile chiusura dell’azienda. Al solo annuncio di un cambio di rotta della Alstom, colosso francese che si occupa di costruzioni ferroviarie, gli operai reagirono immediatamente ottenendo, al termine di una giornata estenuante per tutti, una promessa: le parti, sindacati ed enti locali, si incontreranno il 16 ottobre al ministero del Lavoro. Esattamente fra due giorni. In attesa dell’esito della riunione, intanto, oggi le stesse scene sono state di nuovo vissute in Toscana. Alla Costa Mauro, azienda che si occupa del trattamento dei rifiuti, situata ad Aulla, comune della provincia di Massa-Carrara, diversi lavoratori sono entrati nelle stanze del Comune. Gli operai hanno trattenuto il sindaco, Roberto Simoncini, per protestare contro il rischio di licenziamento. La decisione di mettere in atto un’azione eclatante, come quella occupare in modo pacifico e simbolico il palazzo comunale, nasce dalla volontà di non ritrovarsi a casa senza un lavoro. Alcuni degli operai sono saliti sul tetto dell’edificio pubblico. Un gesto, quest’ultimo, già clamoroso e, al contempo, pericoloso. Gli operai compiono tali azioni per essere ascoltati, per rendersi visibili. Ovviamente. Nel frattempo, la politica si parla addosso e appare debole, incapace di prevenire una certa atmosfera, fatta solo di tensioni e disperazione. Ovviamente. Le voci delle tute blu invece sono sempre più esasperate e isolate. Mentre, i partiti politici hanno perso il dono dell’ascolto.
Thyssen, Salerno: non mi risultavano gravi carenze.
Torino – <<Non mi sembra di avere avuto carenze particolarmente gravi>>. A sostenerlo – affermazioni da noi riprese dalle pagine di Televideo – è Raffaele Salerno, uno dei sei imputati per il rogo alla Thyssen che provocò la morte di sette operai. In sostanza, il direttore dello stabilimento torinese, questo l’incarico ricoperto da Salerno nell’azienda di Corso Regina Margherita, ha confermato la tesi del primo imputato Cosimo Cafueri, ascoltato nella precedente udienza. Nel rispondere alle domande del pubblico ministero, in parte focalizzate sugli esiti degli accertamenti dell’Asl che, in materia di sicurezza e pulizia impianti, ha evidenziato “situazioni critiche”, lo stesso Salerno ha aggiunto: <<C’erano molte ispezioni e tutto veniva segnalato alla sede centrale di Terni. Tutti i guasti che venivano segnalati erano puntualmente riparati>>. Raffaele Salerno si è lasciato andare anche ad uno sfogo. <<Ci hanno accusato di tutto e di più, secondo me senza ragione>>.
L’udienza di stamani si è aperta con la denuncia da parte dei legali della difesa di un volantino, distribuito all’esterno del palazzo di giustizia, a firma del collettivo comunista piemontese e contenente duri attacchi nei confronti del collegio difensivo. Non è tardata ad arrivare la solidarietà dei pubblici ministeri, con in testa Raffaele Guariniello (link).
La Corte inoltre ha respinto la richiesta, avanzata a suo tempo dai legali, di un interprete per ascoltare gli imputati tedeschi. Il processo è stato aggiornato al 21 ottobre.
La giornata nazionale per le vittime sui luoghi di lavoro. Il messaggio del presidente della Repubblica
Roma - Si celebra oggi la 59esima Giornata nazionale delle vittime del lavoro, una manifestazione voluta dall’Anmil (Associazione nazionale mutilati e invalidi del lavoro). Nell’occasione è stato illustrato il rapporto Inail 2008, un anno che si è chiuso con 874.940 infortuni sul lavoro e 1.120 casi mortali.
Anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha inviato un messaggio all’Anmil. “Gli incidenti sul lavoro sono inaccettabili in una società civile” – questo un estratto del testo – “Va tenuta alta l’attenzione nei luoghi di lavoro. La battaglia contro gli infortuni e le malattie professionali può essere vinta con una più solida cultura della sicurezza”.
Un appello al quale si associa il Comitato Casa della Cultura Enzo Biagi.
L’appello dell’Associazione Nazionale Perseguitati Politici Italiani Antifascisti.
Firenze – Pubblichiamo l’appello dell’A.N.P.P.I.A. (Associazione Nazionale Perseguitati Politici Italiani Antifascisti) che denuncia il mancato inizio dei lavori in Commissione parlamentare per la concessione dei contributi statali alle associazioni combattenti ed assimilate per il triennio 2009-2011.
Invitiamo tutti a reagire contro questa situazione che potrebbe provocare di fatto la spaccatura dell’unità dell’antifascismo e della memoria, distinguendo le Associazioni combattentistiche da quelle civili che rappresentano la lotta democratica, le vittime della deportazione e le vittime della guerra, creando una grave situazione di discriminazione e iniquità. È necessario che la legge triennale per il sostegno economico alle Associazioni combattentistiche e assimilate, vigilate dall’Interno come dalla Difesa venga approvata quanto prima. Ci rivolgiamo al Ministro dell’Interno, ai Presidenti di Commissione interessati, ai Capi gruppo ed ai parlamentari perché si attivino per perfezionare al più presto questo atto di giustizia in quanto i contributi economici sono indispensabili alla vita di queste Associazioni autonome ed unitarie volte ai soli fini della diffusione della memoria democratica, della continuazione della ricerca storica e dell’assistenza ai soci.
Indirizziamo questo appello alle Associazioni combattentistiche amiche perché si battano per un atto di equità ed a tutto il mondo politico culturale perché faccia sentire la sua voce perché lo Stato non interrompa aiuti, peraltro di non notevole entità, che sotto tutti i governi di ogni colore, ha dato per oltre sessant’anni.
E’ morto il partigiano Giuseppe Antonini, il Comandante Andrea
Viareggio - Nella notte di ieri è morto a Viareggio il Comandante “Andrea”, al secolo Giuseppe Antonini. Nato a San Giuliano Terme, in provincia di Pisa, 89 anni fa, Antonini era militante del Pci e antifascista già prima della II° guerra mondiale e dopo l’8 settembre 1943 fu uno degli organizzatori della Resistenza in Versilia.
Nella Resistenza Antonini fa prima Commissario politico e poi comandante, con il nome di battaglia di Andrea, della brigata Ugo Muccini, che operò a La Spezia, Massa e Carrara . Nel dopoguerra è stato presidente dell’Anpi di Viareggio e la sua testimonianza da partigiano è raccolta al Museo audiovisivo della Resistenza di Fosdinovo.
Scioperi, operai e precari della scuola in piazza.
Firenze - Operai e precari della scuola in piazza per far sentire le loro voci. La Fiom, il sindacato metalmeccanici della Cgil, ha indetto per domani – venerdì 9 ottobre -,uno sciopero generale di otto ore per protestare contro i licenziamenti e per chiedere una estensione della cassa integrazione a tutti i lavoratori delle aziende in crisi. Questi sono soltanto alcuni dei punti che hanno spinto i vertici della Fiom a proclamare lo sciopero. Ci saranno manifestazioni a Milano, Firenze, Roma, Napoli e Palermo. Nelle piazze italiane domani non ci saranno soltanto gli operai. Unicobas Scuola (Federazione sindacale dei comitati di base) ha proclamato uno sciopero nazionale con manifestazione nella capitale, mentre il sindacato studentesco ”Unione degli Studenti” ha organizzato vari cortei in molte città italiane contro i tagli all’istruzione (link).