In Italia un evento normale, diventa eccezionale. Ascolti Tv: Berlusconi battuto da una fiction.

FirenzeUn paio di premesse. La prima. In un Paese normale probabilmente non avremmo assistito al crollo di palazzi e case sbriciolate al suolo con estrema facilità, visto interi paesi ridotti in un cumulo di macerie ed ascoltato parole di disperazione per la perdita dei propri cari. La seconda. In una nazione, di fronte a una tragedia, dovrebbe sussistere la ferma volontà  a non alimentare la speculazione politica e, al contempo, adoperarsi in sordina per aiutare coloro che stanno vivendo una situazione di disagio. Nella fattispecie gli abruzzesi, fortemente provati dal 6 aprile scorso. Sono trascorsi da quella terribile notte poco più di cinque mesi, vissuti dagli abitanti delle zone colpite dal terremoto nella paura, nel dolore e nella situazione di sfollati. In questi mesi non sono mancate le polemiche, i proclami e l’enfasi nelle dichiarazioni. Protagonista nel bene e nel male - più in questo secondo caso - la politica. Così, con gli abruzzesi stanchi delle chiacchiere e dell’«odio» politico, siamo arrivati alla consegna delle casette in legno ad Onna. Un giorno diverso, istanti di gioia rovinati dall’enfasi mediatica che ha accompagnato l’evento. Il ritorno in video di «Ballarò» è slittato, annullata la trasmissione «Matrix» e in prima serata su RaiUno, uno speciale di «Porta a Porta» con in studio il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Una parentesi. Non ho guardato il programma di Bruno Vespa ma, leggendo le agenzie di stampa, il premier si è addentrato su vari argomenti. Non si è soffermato solo sul disagio delle famiglie colpite dal terremoto. Non entrerò nello specifico delle dichiarazioni fatte da Berlusconi. Vorrei invece porre alla vostra attenzione due domande, accompagnate da una riflessione. Per quale ragione è slittato «Ballarò»? Tali decisioni hanno fruttato un ritorno economico per la Rai? Al momento, non sappiamo ancora se sarà firmato il contratto fra la Rai e Marco Travaglio, ospite fisso del programma «Annozero». Alla trasmissione «Report» di Milena Gabanelli, l’azienda di Viale Mazzini ha tolto l’assistenza legale, il programma andrà comunque in onda. Il direttore del Tg3 Antonio Di Bella, usando una metafora, vive in «trincea», il direttore della testata Paolo Ruffini è continuamente bersagliato da attacchi e il suo posto sarebbe fortemente in bilico. A questo aggiungiamo l’ultima trovata su «Ballarò» e non è difficile comprendere che Rai3 sia oggetto di critiche e accuse. Un secondo ragionamento, in risposta all’altra domanda. I numeri parlano da soli: lo speciale «Porta a Porta» ha ottenuto uno share del 13,47% , con 3.219.000 di spettatori. Decisamente meglio è andata alla fiction su Canale 5 «L’Onore e il rispetto» che ha avuto uno share del 22,61%, con 5.750.000 spettatori. In numeo di spettatori molto vicini al programma di Vespa «L’Ispettore Coliandro» su RaiDue(3.105.000) e «Dirty Dancing Balli» su Italia Uno (3.183.000 ). Numeri che lasciano pensare che invece di avere avuto un ritorno economico, semmai da devolvere per la ricostruzione in Abruzzo, mamma Rai abbia subito un danno, una mancata entrata. Ecco che anche un evento tragico può assumere i connotati della spettacolarizzazione. Così, un atto normale, doveroso, come la consegna di casette in legno, diventa eccezionale in nome della speculazione politica.  

 

 

 

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