Ponteranica: la legalità non ha colori, né barriere geografiche

Prato - Ci sono gesti che sfuggono alla logica. Almeno alla nostra e non solo. La decisione del sindaco di Ponteranica – Comune in provincia di Bergamo -, Cristiano Aldegani,  di rimuovere la targa dedicata a Peppino Impastato, ha suscitato molte reazioni. Tutte legittime. Proviamo qui a sviluppare un ragionamento distante da ogni appartenenza politica e dai vari tentativi di dividere il nostro amato Paese in due, Nord e Sud. Peppino Impastato dai microfoni di Radio Aut, emittente radiofonica fondata dal cronista, denunciava i delitti e i malaffari dei mafiosi di Cinisi e Terrasini. Noto ai più l’impegno civile di Impastato contro il capomafia Gaetano Badalamenti. Una scelta pagata dallo stesso Peppino Impastato con la morte. Il conduttore fu ucciso nel 1978 da Cosa Nostra. La stragrande maggioranza degli italiani si ritrova su un punto: la mafia è un male da estirpare, lo Stato un bene da rispettare. Nella realtà di ogni giorno a volte il confine fra il bene e il male non è così chiaro, netto e visibile. In tale contesto però quest’ultima considerazione è da rinviare ad altre argomentazioni. Qualche domanda. La scelta è frutto delle origini meridionali di Peppino? Una decisione dettata dall’esibizionismo? Dalla volontà di guadagnarsi le prime pagine dei giornali? Il sindaco Cristiano Aldegani ha spiegato alla stampa che la motivazione è fondata sulla volontà di onorare personalità locali. Per la precisione di intitolare la biblioteca comunale a padre Giancarlo Baggi. Una breve parentesi. Confesso e, al contempo, mi scuso con i cittadini di Ponteranica e con tutti coloro che hanno avuto a che fare con padre Baggi, scomparso nel 2000, di non conoscere la sua storia. Sarà mia premura farlo. Ma, torniamo alle domande che hanno già trovato risposta anticipata nelle parole del sindaco di Ponteranica che aveva promesso addirittura di rimuovere la targa nell’ultima campagna elettorale. Comunque, insisto con un pensiero. Non è una questione ideologica, né di presunta ricerca di insana pubblicità, ma di appartenenza geografica. La legalità non ha colori politici, né barriere geografiche. Il rispetto delle norme giuridiche è un dovere di ogni cittadino, tanto più quando si parla di mafia. Peppino Impastato l’ha combattuta con la sola forza della voce e con quell’azione, peraltro annunciata, il sindaco Aldegani ha cancellato in prospettiva la possibilità per i giovani  ponteranichesi di conoscere un pezzo di storia italiana. Era sufficiente affiggere una seconda targa. In questo modo però non avremmo parlato del sindaco Aldegani (link).    

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