La Cassazione riabilita i partigiani di via Rasella

Roma - La Cassazione dà ragione ai partigiani di via Rasella e condanna il quotidiano “Il Tempo”, che nel 2004 li aveva definiti “massacratori di civili”.

A seguito dell’articolo, ritenuto diffamatorio, il quotidiano romano era stato querelato da  Elena Bentivegna, figlia dei gappisti Rosario Bentivegna e della medaglia d’oro al valor militare Carla Capponi. I primi due gradi di giudizio avevano assolto il quotidiano dall’accusa di diffamazione ma ieri la Cassazione ha ribaltato il giudizio, sostenendo che il termine “massacratori” assieme alla parola “civili” produce l’effetto di affiancare un legittimo atto di guerra partigiana “all’eccidio di cittadini inermi”.

In sostanza, l’attacco compiuto dai partigiani il 23 marzo del 1944 contro le truppe di occupazione naziste in via Rasella a Roma è riconosciuto dalla Cassazione come legittima azione di guerra. Per rappresaglia 335 persone vennero uccise alle Fosse Ardeatine.

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