Torino – Questa mattina è ripreso a Torino il processo per il rogo che il 6 dicembre 2007 provocò la morte di sette operai alla Thyssenkrupp. Nella nuova udienza i tecnici della Procura, Luca Marmo e Luca Fiorentini, hanno ribadito che gli operai morti in quella terribile notte non si sarebbero salvati nemmeno premendo il pulsante di emergenza. L’eventuale arresto della linea, secondo la tesi dei periti dell’accusa, non avrebbe ad ogni modo evitato il getto di olio dal fusibile che si ruppe e che, nebulizzando, trasformò un piccolo incendio in un rogo. Gli stessi periti hanno evidenziato anche le carenze, presenti nel documento di valutazione del rischio stilato dalla multinazionale dell’acciaio per lo stabilimento di corso Regina Margherita.
Fra i testimoni è stato ascoltato anche un operaio, rientrato in azienda qualche settimana prima della tragedia. L’operaio ha ribadito come i corsi antincendio si riducevano sempre più ad una montagna di fogli da firmare e portare a casa. Lo stesso operaio ha anche confermato che gli operai sapevano in anticipo delle visite di controllo.
Il processo è stato aggiornato al 14 luglio.
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