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    Francesca Mambro non conosce la parola rimorso

    venerdì 31 luglio 2009

    FirenzePubblichiamo un passaggio del discorso pronunciato l’anno scorso da Paolo Bolognesi, presidente dell’Associazione tra i familiari delle vittime della strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980.  

    «E a proposito di giornalismo, c’è un grande giornalista recentemente scomparso che oggi ci fa piacere ricordare, Enzo Biagi. Vogliamo ricordarlo con le parole che egli usò per descrivere Francesca Mambro: ”forse nessuno è un mostro, neanche Himmler o Hitler, neanche Stalin; ma Francesca Mambro, volto quadrato, senza un segno di cosmetici, sguardo freddo e sorriso ironico, jeans, scarpe Clarks, ha qualcosa in sé di incomprensibile, di inafferrabile. L’aspetto e i modi spigolosi, il lucido disprezzo. E’ forse il personaggio più sconvolgente che ho incontrato in cinquant’anni di mestiere; e c’è dentro tutto: artisti, ladri, soldati, banditi, politici, campioni, puttane, quasi sante, grandi signore, mezze calzette, prelati, grandi truffatori, giocatori di ogni genere, roulette, carte, affari, pelle o reputazione del prossimo. Nessuno mi ha mai detto: “Non conosco la parola rimorso”; qualche tarlo, qualche pena, tutti ce l’avevano dentro” …». (Link).

    2 agosto 2009.

    Articolo 21.

    Il messaggio del Presidente della Repubblica.

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    Approvate le modifiche al Testo Unico Sicurezza sul Lavoro

    venerdì 31 luglio 2009

    Roma - Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al decreto legislativo correttivo del Testo Unico sulla sicurezza e salute nei luoghi di lavoro.

    Tra le principali novità, l’introduzione della patente a punti per le imprese edili, la riscrittura della contestata norma salva manager, la rimodulazione delle sanzioni, lo snellimento di alcune procedure burocratiche per la valutazione della sicurezza nei luoghi di lavoro e uno spazio maggiore alla prevenzione;.

    La scheda

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    60 milioni di euro per il Fus. In attesa delle riforme

    venerdì 31 luglio 2009

    Roma - Il Consiglio dei ministri, secondo quanto riferito dal Ministro Sandro Bondi, ha assegnato 60 milioni a favore dello spettacolo. La cifra verrà suddivisa “secondo le esigenze del settore”.

    Una buona notizia dopo le mobilitazioni dei giorni scorsi da parte del mondo della cultura italiano. Ma la mobilitazione non si ferma e chiede il reintegro di 200 milioni di euro e garanzie di investimento pubblico per la cultura.

    Il ministro Bondi ha anche preannunciato profonde riforme nel settore della cultura, a partire da quella delle fondazioni lirico-sinfoniche, che ha intenzione di proporre a settembre. La Casa della Cultura Enzo Biagi accoglie con favore il reintegro del fondo e continuerà a informare i propri lettori sulle novità che interverranno in un settore cruciale per la nostra economia e la nostra vita di cittadini. 

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    Anpi, scritta fascista sui muri della sede nazionale

    lunedì 27 luglio 2009

    Roma - Pubblichiamo il comunicato, reso noto dall’Anpi in risposta all’azione fascista, avvenuta ieri, con una scritta sui muri della sede nazionale. Scritte ingiuriose nei confronti della storia e della giurisprudenza.

    «Via Rasella: partigiano terrorista». Questa la scritta comparsa domenica mattina sui muri della sede nazionale dell’ANPI a Roma.  Un gesto vile che rappresenta in pieno la sottocultura di certo neofascismo che vive un momento di aggressiva rifioritura nella capitale, ma non solo. «I partigiani non furono massacratori» recita la recente sentenza della Cassazione su via Rasella. Combattenti per la libertà, questa è la storia.

    Fonte: Anpi.

    Link.

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    Rai, ascoltata la saggezza di Zavoli. Orfeo nominato direttore del Tg2.

    giovedì 23 luglio 2009

    Roma - Il richiamo di Sergio Zavoli, avvenuto lo scorso 17 luglio, ha prodotto gli effetti sperati. Dopo l’ennesima fumata nera sulle nomine di viale Mazzini della scorsa settimana, il presidente della commissione vigilanza Rai aveva auspicato che la scelta dei nuovi direttori di rete avvenisse «prima delle vacanze». La sua saggezza è stata ascoltata. Mario Orfeo è il nuovo direttore del Tg2, mentre Massimo Liofreddi è stato nominato direttore di Rai 2 prendendo il posto di Antonio Marano. Il consiglio di amministrazione di viale Mazzini ha approvato le proposte del direttore generale Mauro Masi. La nomina di Orfeo è avvenuta all’unanimità, quella di Liofreddi è maturata invece con tre voti contrari, due in quota Pd (Nino Rizzo Nervo e Giorgio Van Straten), più quello della leghista Giovanna Bianchi Clerici.

    Orfeo, 43 anni, era direttore dal 2002 del quotidiano di Napoli “Il Mattino”. Orfeo era approdato al quotidiano campano, dopo essere stato caporedattore centrale de “La Repubblica”. Nel 2007 aveva vinto il premio Ischia internazionale di giornalismo per l’informazione scritta.  Liofreddi, 54 anni, è stato negli ultimi sette anni capostruttura di RaiUno, dove si è occupato soprattutto di intrattenimento, seguendo programmi come Domenica in, Lo Zecchino d’oro, la Partita del cuore, alcuni eventi estivi e Telethon (link).

    Nomine Rai.

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    La Cassazione riabilita i partigiani di via Rasella

    giovedì 23 luglio 2009

    Roma - La Cassazione dà ragione ai partigiani di via Rasella e condanna il quotidiano “Il Tempo”, che nel 2004 li aveva definiti “massacratori di civili”.

    A seguito dell’articolo, ritenuto diffamatorio, il quotidiano romano era stato querelato da  Elena Bentivegna, figlia dei gappisti Rosario Bentivegna e della medaglia d’oro al valor militare Carla Capponi. I primi due gradi di giudizio avevano assolto il quotidiano dall’accusa di diffamazione ma ieri la Cassazione ha ribaltato il giudizio, sostenendo che il termine “massacratori” assieme alla parola “civili” produce l’effetto di affiancare un legittimo atto di guerra partigiana “all’eccidio di cittadini inermi”.

    In sostanza, l’attacco compiuto dai partigiani il 23 marzo del 1944 contro le truppe di occupazione naziste in via Rasella a Roma è riconosciuto dalla Cassazione come legittima azione di guerra. Per rappresaglia 335 persone vennero uccise alle Fosse Ardeatine.

    Link

    Il precedente

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    Le drammatiche testimonianze degli operai della Riv Skf di Massa

    giovedì 23 luglio 2009

    Massa - Dopo l’importante rinvio a giudizio per il caso Eternit vi segnaliamo un’altra storia, sicuramente meno nota ma non per questo meno importante.

    In questi giorni a Massa si sta completando l’udienza preliminare del procedimento per la morte di un operaio dell’azienda Riv Skf, che produceva cuscinetti nello stabilimento situato nella zona industriale. Gli imputati sono i due ex direttori dello stabilimento, lo svedese Bengt Nillson e Maurizio Silvestrini. L’accusa è concorso in omicidio colposo, per la morte di tumore all’uretra di un ex dipendente della Riv, Franco Della Tommasina.

    Ma i casi di tumore legati alle cattive condizioni dell’ambiente di lavoro potrebbero essere molti di più: uno screening fatto dall’Asl avrebbe individuato 17 casi di tumori fra i lavoratori della Riv.

    Il giornale “Il Tirreno” riporta le testimonianze di alcuni operai. Vi riportiamo alcuni passi tratti dalla Cronaca di Massa dello scorso 21 luglio, nell’articolo a cura di Alessandra Vivoli:

    Vincenzo Piazza alla Riv Skf ci ha lavorato 31 anni. Ci è entrato nel 1959 come operatore. «Lavoravamo immersi in una nebbia densa, creata dai fumi dell’olio che usavamo per refrigerare le macchine – racconta – C’erano dei finestroni sul soffitto e all’inizio li aprivamo: ma è durata poco. Poi i capireparto ci dicevano di chiudere perché altrimenti si asciugavano i cuscinetti e si formava la ruggine. D’estate era come essere all’inferno».

    Giovanni Braccini ha cominciato a lavorare alla Riv nel 1961, fino al 1992. Come tornitore.
     «La nebbia era ovunque, in tutti i reparti, faceva effetto vederla quando si scendeva a lavorare – ricorda Givoanni – Spesso, noi turnisti, rimanevamo a mangiare accanto alle macchine, con gli spruzzi d’olio che arrivavano quasi nel panino: nel mio reparto di aspiratori non se ne sono mai visti. Uscivamo tutti unti: quando arrivavo a casa mia moglie mi riconosceva dall’odore». La testimonianza di Giovanni è la più drammatica. «Sette anni fa – dice – ho scoperto di avere la leucemia».

    Aldo Antonioli alla Riv ha lavorato per dieci anni, dal 1961 al 1971. Sua madre, trenta, come operaia nel reparto finiture. «Eravamo dentro a una nube biancastra e oleosa – dice – faceva perder ei peli alle gambe, e l’odore ti rimaneva sempre addosso. Era una fucina: piena di polvere e fumi».

    Non solo gli operai. In tribunale viene sentita come testimone (del pubblico ministero) anche la vedova di un’ex dipendente della Riv Skf, Giuseppe Moriconi, morto, vent’anni fa, a 49 anni per un tumore al pancreas. «Mio marito ha lavorato in quella fabbrica per 20 anni – dice la signora Santucci – Ricordo che tornava a casa con le braccia coperte di vesciche. Diceva che gli succedeva ogni volta che lavava gli attrezzi nelle vasche piene di petrolio».

    Link

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    Rinviati a giudizio i vertici della Eternit. Processo al via il 10 dicembre

    mercoledì 22 luglio 2009

    Torino - Il gup di Torino Cristina Palmesano ha rinviato a giudizio i due imputati dell’inchiesta contro la multinazionale dell’amianto Eternit SpA. Lo svizzero Stephan Ernest Schmidheiny, 61 anni, e il belga Jean Louis Marie Ghislain De Cartier De Marchienne, 87 anni, saranno imputati per omissione dolosa di cautele contro infortuni sul lavoro e disastro colposo. Il processo a loro carico inizierà il 10 dicembre prossimo.

    Si è conclusa così, tra gli applausi dei parenti delle vittime presenti al Tribunale di Torino, la lunga udienza preliminare del processo, che potete ripercorrere qui: undici sessioni, oltre tre mesi di lavoro, che hanno condotto a un risultato storico. Il procuratore aggiunto  Raffaele Guariniello ha parlato di “una pagina importante nella storia dell’amianto in Piemonte e in Italia”. L’avvocato Cesare Zaccone del pool difensivo ha sottolineato: “Non è una sentenza ma un decreto che dispone un giudizio. Era una decisione attesa”. Soddisfatto Bruno Pesce, dell’Associazione nazionale delle vittime d’amianto: ”Sappiamo che il grosso deve ancora venire, ma quella di oggi è una tappa importante. E’ stata scritta una pagina di giustizia”.

    L’accusa ritiene gli imputati responsabili della morte di quasi 3.000 persone nei quattro stabilimenti italiani della Eternit, a Casale Monferrato e Cavagnolo in Piemonte, Rubiera in Emilia e Bagnoli in Campania. Le cause di morte sono mesoteliomi pleurici, asbestosi e tumori polmonari insorti a causa della polvere di amianto respirata da operai e residenti nei dintorni delle fabbriche.

    La cronaca

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    Sfiorata la tragedia alle acciaierie Lucchini di Piombino

    martedì 21 luglio 2009

    Piombino - Sei operai intossicati, ricoverati in ospedale in condizioni non gravi. Questo il bilancio della forte esplosione avvenuta nella serata di domenica nello stabilimento delle acciaierie Lucchini di Piombino. L’esplosione è stata causata dalla fuoriuscita di materiale incandescente da un gigantesco paiolo colmo di acciaio liquido. Il botto, fortissimo, è stato avvertito in tutta Piombino e una densa nube nera è salita verso il cielo.

    Il caso ha voluto che l’esplosione sia avvenuta di domenica sera, con una presenza minore di operai al lavoro, e durante il cambio del turno, con gli operai sufficientemente lontani dal punto in cui il gigantesco contenitore esplodeva.

    Insomma, stavolta è andata bene, potremmo dire con lo sguardo rassegnato di chi è abituato a contare le vittime degli incidenti sul lavoro. Ma la rassegnazione deve subito lasciare il passo all’indignazione contro questo stillicidio continuo e quotidiano, che causa più vittime di qualsiasi guerra. Non è possibile accettare l’incidente sul lavoro come un fatto naturale ed essere contenti quando non ci scappa il morto.

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    La cultura protesta contro i tagli del governo al Fus

    lunedì 20 luglio 2009

    Roma - Il mondo della cultura scende in piazza contro il progetto del governo che ha annunciato tagli al Fondo Unico per lo Spettacolo (FUS) per 131 milioni di euro.

    Una decisione che, se confermata, avrebbe gravi ripercussioni per l’intero settore culturale italiano, anche per la presenza di numerosi lavoratori precari (stimati in oltre 200mila) che ovviamente sarebbero i primi a rischiare il posto di lavoro. 

    La manifestazione si terrà nel pomeriggio di oggi, lunedì 20 luglio, con un sit in davanti alla Camera dei deputati. La Casa della Cultura Enzo Biagi è solidale con le ragioni dei manifestanti.

    Link

    La lettera dei precari

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