Eternit, le difese chiedono il trasferimento a Genova

Torino – Il trasferimento a Genova del processo contro la multinazionale svizzera Eternit è la richiesta con cui oggi le difese hanno aperto il loro intervento all’udienza preliminare per le migliaia di decessi e malattie provocate dall’esposizione all’amianto lavorato in Italia dalla multinazionale.

La tesi della difesa è che il reato non sono le migliaia di vittime ma le decisioni assunte dai due imputati, lo svizzero Stephan Schmidheiny e il barone belga Jean Louis Cartier de la Marchienne, decisioni che sono state assunte oltre 20 anni fa e che oggi sono pertanto cadute in prescrizione. Da questo assunto deriva la richiesta di assoluzione per i due imputati.

Analogo discorso vale per la competenza territoriale. Se il reato non sono i morti ma le decisioni allora queste sono state assunte a Genova, dove Eternit aveva la sede centrale italiana, e non a Torino e la Procura competente sarebbe quella della città ligure.

Il pool degli avvocati delle parti lese dovrà adesso valutare la strategia da seguire in vista della prossima udienza del 22 giugno, quando prenderanno la parola – appunto – la Procura di Torino e le parti lese, per ribattere alle tesi della difesa degli indagati, che sperano appunto di evitare persino che sia istruito il processo.

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