Palermo - Nel giorno del 17° anniversario della strage di Capaci, la squadra mobile di Trapani ha eseguito due ordini di custodia cautelare per l’omicidio di Mauro Rostagno, il giornalista assassinato il 26 settembre 1988. I destinatari sono il capo mafia di Trapani Vincenzo Virga, considerato il mandante del delitto, e l’esecutore materiale sarebbe l’esponente mafioso trapanese Vito Mazzarra. Entrambi si trovano in carcere per altri reati. A dare impulso alle indagini è stata una perizia su tre bossoli e tre cartucce inesplose. Reperti che sono stati confrontati con altri fatti di sangue, avvenuti in provincia di Trapani. Identiche le modalità, nello specifico l’impiego di un fucile semiautomatico calibro 12 e di un revolver calibro 38. Rostagno che lavorava nella comunità Samam, pagò con la vità per le sue denunce che faceva tramite Rtc, l’emittente televisiva della provincia di Trapani. A distanza di 21 anni dall’omicidio, i mandanti e gli esecutori hanno un nome (link).
Archivio mensile:maggio 2009
Canale 10: licenziamento per dodici lavoratori. La Casa della Cultura “Enzo Biagi” esprime solidarietà ai dipendenti.
Firenze - «Nei giorni scorsi l’emittente Canale 10 ha comunicato formalmente ai sindacati l’apertura della procedura per il licenziamento di 12 lavoratori (8 dei quali giornalisti) su un totale di 29 dipendenti, a causa di una situazione economico-finanziaria negativa». Lo comunica in una nota la Slc-Cgil di Firenze. A seguito di tale atto mercoledì 20 maggio si è aperto il confronto tra la direzione aziendale e la stessa Slc Cgil, nell’ambito del quale il sindacato ha innanzitutto chiesto di utilizzare tutti gli strumenti e gli ammortizzatori sociali disponibili (vedi Cig in deroga) e di revocare la procedura di licenziamento aperta.
«A questo proposito – scrive ancora la Slc Cgil nella nota – l’azienda non ha posto pregiudiziali, ribadendo comunque il carattere di gravità della situazione e illustrando le linee di fondo del piano editoriale che prevedono una forte riduzione dello spazio informativo e delle produzioni interne». In conclusione la Slc-Cgil di Firenze «denuncia il rischio e il pericolo insito nel progetto aziendale di una ulteriore compressione del pluralismo informativo che reputiamo sia tema di interesse generale».
Fonte: www.rassegna.it
Napolitano ricorda Falcone. “Esempio morale per i giovani”.
Palermo - Nel giorno del 17° anniversario della strage di Capaci dove persero la vita il giudice Giovanni Falcone, sua moglie, Francesca Morvillo, gli agenti della scorta, Vito Schifani, Antonio Montinaro, Rocco Di Cillo, pubblichiamo parte del discorso pronunciato dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in visita a Palermo, in occasione della cerimonia «Per non dimenticare» nell’ambito della Giornata della legalità.
«Nel luglio del 1993, ero stato a Catania da Presidente della Camera dei Deputati, per unirmi a una grande manifestazione in onore di Paolo Borsellino, nel primo anniversario del massacro ordito dalla mafia per eliminarlo. E’ nel segno di questa continuità, da me profondamente sentita, che si colloca la mia presenza di oggi come Capo dello Stato, quello Stato che in Giovanni Falcone e in Paolo Borsellino ha avuto dei servitori eccezionali per lealtà e professionalità, dei coraggiosi e sapienti combattenti per la causa della legalità, in difesa della libertà e dei diritti dei cittadini. Li ricordiamo, e sempre continueremo a ricordarli, come grandi esempi morali per i giovani e per tutta l’Italia: esempi di passione civica, di senso delle istituzioni, di abnegazione e spirito di sacrificio, fino all’estremo, nella lotta contro le forze del crimine, della violenza, dell’anti-Stato».
«Ricordiamo nello stesso tempo Giovanni Falcone e Paolo Borsellino per raccogliere i frutti del loro impegno, per verificare quanto si sia andati avanti e come si debba andare ancora avanti sulla strada da loro tracciata. Quei frutti restano preziosi: ben diversa sarebbe la condizione della Sicilia e dell’Italia se non ci fosse stato in quest’aula lo storico maxiprocesso contro la mafia, istruito dal pool di Falcone e Borsellino e affidato, per il giudizio, alla Corte d’Assise presieduta da Alfonso Giordano, giudice a latere Pietro Grasso, affiancati dai sei giudici popolari. Se il maxiprocesso e la sentenza che lo concluse nel dicembre 1987 segnarono una svolta decisiva nella lotta contro la mafia, essenziali furono i provvedimenti di legge che seguirono, anche su impulso della Commissione parlamentare antimafia e in risposta a una offensiva sanguinosa che sarebbe culminata, appunto, nell’uccisione di Giovanni Falcone e di Paolo Borsellino. Lo stesso Falcone era stato il principale ispiratore, da Direttore degli Affari Penali al Ministero della Giustizia, di quei provvedimenti, tra i quali la legge sui “pentiti” e nuove norme di sistema, sul piano processuale e penitenziario, capaci di meglio contrastare la criminalità organizzata, fino all’istituzione della Direzione Investigativa Antimafia e della Procura nazionale antimafia…».
«Si conferma vitale il ruolo di una istituzione voluta da Falcone e Borsellino, la Procura nazionale antimafia, oggi guidata da un magistrato di incontestabile esperienza, dirittura e autorevolezza. Occorre più che mai assicurare alla Procura nazionale antimafia la possibilità di operare in un clima di piena, leale collaborazione e di esercitare integralmente le sue attribuzioni. Infine, il ricordo di Giovani Falcone e di Paolo Borsellino è dedicato anche, e in egual misura, all’altro versante fondamentale della lotta contro la mafia : quello della mobilitazione collettiva, del costante dispiegamento delle migliori energie della società civile, allo scopo di trasmettere e diffondere la memoria storica delle drammatiche e tragiche vicende vissute dall’Italia negli scorsi decenni, di alimentare la cultura della legalità, di affermare l’imperativo del resistere e reagire alle pressioni e intimidazioni della mafia. E a questo proposito, intendo esprimere il più profondo apprezzamento a tutte le associazioni anti-mafia, anti-racket e anti-usura, fino alle più recenti come “Addio pizzo” e “Liberofuturo”, per il loro impegno e la loro tenacia; il più vivo apprezzamento per tanti imprenditori e commercianti che hanno alzato e stanno alzando la testa, e ad organizzazioni come la Confindustria siciliana sostenuta da quella nazionale per le scelte nette e coraggiose adottate e perseguite…».
‘Ndrangheta: arrestato uno dei cento latitanti più pericolosi d’Italia
Firenze – E’ stato arrestato a San Luca (Reggio Calabria), Fortunato Giorgi, latitante dal 2000, inserito nell’elenco dei 100 ricercati più pericolosi d’Italia. E’ accusato di associazione mafiosa e traffico internazionale di droga. Giorgi è un elemento di spicco della famiglia della ‘ndrangheta legata ai Romeo-Pelle-Vottari, contrapposta ai Nirta-Strangio nella faida culminata con la strage di Duisburg. Fortunato è stato arrestato dal personale della squadra mobile di Reggio Calabria e del commissariato di Bovalino.
Mafia, è arrivato in Italia il boss Rosario Gambino
Roma - Il boss mafioso Rosario Gambino, espulso dagli Stati Uniti, è arrivato questa mattina in Italia. Gambino, acompagnato da funzionari dello Sco (Servizio Centrale Operativo), è giunto con un volo di linea dell’Alitalia proveniente da Miami. Dopo aver terminato di scontare una condanna a 22 anni di reclusione per traffico internazionale di stupefacenti negli Stati Uniti, Gambino, che non ha mai preso la cittadinanza Usa, è stato espulso. Gambino, indagato dal giudice Giovanni Falcone e che aveva emesso il mandato di cattura (in Italia, Gambino è latitante dal 1980), è coinvolto nello storico processo “Pizza Connection”, dove il boss mafioso è stato condannato in primo grado a 20 anni, in appello a sedici anni di reclusione e il ricorso in Cassazione era stato giudicato inammissibile. Il processo è stato riaperto però poco più di un anno fa alla Corte di Appello di Palermo. I reati contestati a Gambino nel processo “Pizza Connection” sono l’associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e l’associazione per delinquere, poiché in quegli anni non esisteva ancora il reato di associazione mafiosa. L’arrivo di Gambino in Italia giunge proprio nel giorno del 17° anniversario dell’attentato che costò la vita a Giovanni Falcone, a sua moglie e agli uomini della scorta.
Agcom diffida le tv: squilibrio a favore del governo. Multa di 180mila euro a Rete 4.
Roma – L’Agcom denuncia una «sovraesposizione del Governo» in tutte le emittenti televisive in vista della prossime elezioni di giugno e per questo ha adottato un atto di «diffida» per un «immediato riequilibrio» della par condicio. Inoltre, è stata inflitta a maggioranza all’emittente Rete 4 una sanzione, pari a 180mila euro, «per l’inosservanza dell’ordine di riequilibrio impartito dall’Agcom il 14 maggio scorso».
L’Autorità ha anche ricordato che dalla mezzanotte di oggi è vietato rendere pubblici o comunque diffondere i risultati dei sondaggi sull’esito delle elezioni europee e amministrative, anche se tali sondaggi sono stati effettuati in un periodo precedente.
Sentenza Mills, interviene l’Associazione Nazionale Magistrati
Roma – La pubblicazione della sentenza nei confronti dell’avvocato inglese David Mills ha innescato una discussione animosa, non nuova nella storia del nostro Paese. Una polemica, un po’ come tutte le dispute, priva di obiettività e per nulla incentrata sulle motivazioni di giudizio. I cittadini avrebbero il sacrosanto diritto di conoscere e approfondire le ragioni che hanno portato alla condanna in primo grado dell’avvocato Mills. L’attenzione invece si focalizza su attacchi personali, frasi ad effetto, uso di slogan che non aiutano ad accrescere il valore del rispetto verso il potere giudiziario, cardine di uno Stato assieme a quello legislativo ed esecutivo. Per l’uso di parole offensive della stessa dignità umana, almeno così crediamo, abbiamo pensato di pubblicare in forma integrale la replica dell’Associazione nazionale magistrati dal titolo «L’Anm sulle reazioni alla sentenza Mills» ricordando che, grazie ai tre gradi di giudizio per fortuna in vigore in Italia, il provvedimento giudiziario emerso in primo grado potrà non trovare conferme in sede di Appello o in Cassazione. Prescrizione permettendo. Esprimiamo, senza entrare questa volta nel merito del giudizio, la nostra solidarietà ai giudici Gandus, Caccialanza e Dorigo.
«La pubblicazione delle motivazioni della sentenza del Tribunale di Milano sul cd. caso Mills ha suscitato diverse reazioni nel mondo politico. L’Associazione Nazionale Magistrati ritiene inaccettabile che da parte di esponenti politici e di rappresentanti del governo vengano rivolte invettive e accuse di carattere personale nei confronti dei componenti del collegio del Tribunale di Milano ed in particolare del suo presidente. La critica dei provvedimenti giudiziari è sempre legittima, ma è grave che vengano messi in discussione, e con questi toni denigratori utilizzati nelle ribalte mediatiche, non il merito del provvedimento, ma l’indipendenza e l’imparzialità dei giudici. In questo modo si minano fondamentali principi costituzionali posti a garanzia del corretto equilibrio tra poteri dello Stato. Sorprende, ancora una volta, il “garantismo a corrente alternata” utilizzato come chiave di lettura di vicende giudiziarie che riguardano esponenti del mondo politico-imprenditoriale a fronte del disinvolto giustizialismo con cui si commentano fatti di criminalità diffusa. Ogni giorno i tribunali della Repubblica decidono della libertà e della responsabilità di persone accusate anche di gravi delitti. La credibilità di tali provvedimenti è un pilastro irrinunciabile del sistema democratico e del corretto vivere civile. E dovrebbe stare a cuore in primo luogo a chi ha responsabilità nel governo del Paese. Esprimiamo solidarietà e vicinanza ai colleghi Gandus, Caccialanza e Dorigo».
Associazione Nazionale Magistrati. La Giunta Esecutiva Centrale.
Rai, le nuove nomine criticate da Zavoli
Roma – Il consiglio di amministrazione della Rai ha nominato Mauro Mazza nuovo direttore di Rai1 e Augusto Minzolini, direttore del Tg1. Mazza arriva alla rete ammiraglia di viale Mazzini dopo la sua esperienza a Rai2 prendendo il posto di Fabrizio Del Noce. Minzolini invece arriva dalla carta stampata, per la precisione è stato editorialista della Stampa e andrà a colmare il vuoto, determinatosi dalla partenza di Gianni Riotta al Sole 24 Ore. Le nomine sono state decise dal consiglio di amministrazione della Rai senza il voto dei consiglieri nominati dal centrosinistra (Nino Rizzo Nervo, Giorgio Van Straten e Rodolfo De Laurentiis) che hanno lasciato la riunione proprio prima del voto. In questo modo i restanti consiglieri (Giovanna Bianchi Clerici, Alessio Gorla, Angelo Maria Petroni, Guglielmo Rositani, Antonio Verro), assieme al presidente Paolo Garimberti hanno accolto le proposte avanzate dal direttore generale Mauro Masi. Il Cda ha provveduto anche alla nomina di quattro vicedirettori generali: Gianfranco Comanducci, Lorenza Lei, Giancarlo Leone e Antonio Marano. Le nomine sono state accompagnate da non poche critiche, in primis il presidente della Commissione Vigilanza, Sergio Zavoli, che ha sostenuto che le scelte operate non tengono conto «della ricchezza culturale dell’azienda e del Paese» (link).
Napolitano ricorda D’Antona a dieci anni dalla tragica scomparsa del professore. “Ha pagato con la vita il suo generoso impegno civile”
Roma – Dopo la storica stretta di mano tra le vedove di Giuseppe Pinelli e Luigi Calabresi, avvenuta una settimana fa nel giorno della Memoria delle vittime del terrorismo e delle stragi per volontà del Capo dello Stato, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano è tornato a parlare di terrorismo durante la sua visita ufficiale a Londra. Il Presidente Napolitano ha inviato un messaggio al rettore dell’università La Sapienza, Luigi Frati, in occasione della cerimonia di commemorazione di Massimo D’Antona, ucciso dieci anni fa. «L’iniziativa è una importante occasione per rendere onore alla memoria di uno studioso che all’attività di insegnamento universitario ha unito una rigorosa opera di elaborazione scientifica messa al servizio delle istituzioni democratiche», ha detto il Presidente della Repubblica.
«Egli ha pagato con la vita il suo generoso impegno civile, il fecondo contributo teso a favorire politiche di riforma della legislazione del lavoro», ha ricordato il Presidente Napolitano che ha aggiunto: «Trasmettere il ricordo alle giovani generazioni delle tante vittime della cieca e crudele violenza del terrorismo politico, è un dovere della comunità nazionale per scongiurare ogni rischio di rimozione e per riaffermare valori di dialogo e di legalità. Valori che Massimo D’Antona ha perseguito sempre con ammirevole onestà intellettuale e passione civile» (link).
Breve udienza tecnica al processo Eternit
Torino - Giornata interlocutoria al processo contro la Eternit SpA , in corso di svolgimento a Torino. Quella di oggi è stata una breve udienza tecnica nella quale il giudice non si è pronunciato sulla questione sollevata dalla difesa nelle scorse udienze, relativa all’ammissibilità di alcune delle parti civili. La procura si era opposta a questa tesi. Le richieste di costituzione di parte civile continuano ad arrivare alla cancelleria del tribunale e il gup Cristina Palmesino non ha ancora sciolto la riserva.
I familiari delle vittime, che seguono assiduamente il processo, hanno rinunciato a essere presenti in aula e i 3 pullman pronti a partire da Casale Monferrato sono stati sospesi.
Il processo è stato aggiornato al 25 maggio.