Mentana racconta i retroscena della sua uscita da Mediaset. Lo fa nel libro “Passionaccia”

Firenze – «Non mi sento più di casa in un gruppo che sembra un comitato elettorale». E’ un passaggio della lettera, scritta da Enrico Mentana e finora mai resa nota, a Fedele Confalonieri la notte tra il 21 e il 22 aprile dello scorso anno dopo una cena coi vertici di Mediaset e direttori giornalistici a una settimana dal successo elettorale di Silvio Berlusconi. L’ex conduttore di Matrix pubblica la missiva nel suo libro “Passionaccia”, edito da Rizzoli e nelle librerie dal 13 maggio. Vanity Fair, in edicola domani, ne anticipa un capitolo del testo e dedica a Mentana la copertina.  Dalla stagione “calda” del giornalismo politicizzato degli anni settanta alla Rai lottizzata, dalla creazione del Tg5 all’esplosione di Tangentopoli. E i quindici anni dalla discesa in campo di Berlusconi. Sono solo alcuni dei ricordi che Enrico Mentana racconta nel suo primo libro, all’indomani delle dimissioni da Mediaset. Conosciuto e stimato come una voce indipendente e incisiva dell’informazione, Mentana offre in queste pagine non solo la varietà degli aneddoti e retroscena di trent’anni di mestiere, ma i consigli, le riflessioni, le analisi e la preziosa testimonianza della passione che lo ha portato dov’è ora. Quella di raccontare il mondo in cui siamo immersi: magari è tramontato il sogno di cambiarlo, ma resta comunque il dovere, e il piacere, di capirlo. L’autore presenterà la sua prima opera alla Fiera del Libro di Torino, che inizierà dopodomani per concludersi il 18 maggio.

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