Torino - «Il giorno dopo l’incendio c’è stato richiesto un intervento straordinario dalla Thyssen». Ad affermarlo in aula, alla ripresa del processo per il rogo all’acciaieria, è stato Giovanni Mattiuzzo, titolare della “Edileco Srl”, la ditta che effettuava le pulizie, sia industriali sia civili, nella fabbrica di Torino. Mattiuzzo ha spiegato che la sua ditta ha avuto fino al 30 settembre 2007 un contratto a “canone” che prevedeva interventi costanti e pianificati. Lo stesso titolare ha poi precisato che dal 1° ottobre il rapporto fra la Thyssen e la sua impresa di pulizia è mutato passando ad un tipo di contratto cosiddetto “a chiamata”. In sostanza, non più interventi pianificati ma pulizie su precisa richiesta della stessa Thyssen. Mattiuzzo ha ricordato che all’indomani dell’incendio che costò la vita a sette operai, la sua ditta fu contattata dall’acciaieria torinese per «mettere tutto nelle condizioni ottimali». L’intervento, eseguito l’8 dicembre, riguardò la pulizia alle linee 1,2,3,4, in pratica in tutto lo stabilimento tranne la linea 5 che era sotto sequestro giudiziale.
L’udienza si era aperta con l’audizione di un ex dirigente della Thyssen, Camillo Lucenti, che formulò un rapporto sulla valutazione del rischio incendio in vista di un incontro con una compagnia assicuratrice. La stessa società di assicurazione, dopo un sopralluogo, ha indicato le necessarie misure di protezione antincendio da adottare per continuare ad avere la dovuta copertura assicurativa.
L’ultimo ad essere stato ascoltato è stato Dario Domeneghini, titolare della ditta manutenzione estintori e servizio antincendio. Il processo è stato aggiornato al 5 maggio. (link)
Lascia un commento