Milano – Sembra che ce l’abbiamo fatta a bloccare la proposta di legge 1360.
La nostra petizione ha colto nel segno: non solo ha ricevuto circa 13.000 adesioni (la maggior parte nel sito di Articolo 21, http://www.articolo21.info/14/appello/no-allequiparazione-tra-partigiani-e-combattenti.html, altre mi stanno arrivando per posta, altre sono arrivate per fax ad Articolo 21) e ha determinato che altre petizioni successive alla nostra raccogliessero qualche altro migliaia di firme (594 sono ad esempio sono quelle giunte a www.no1360.it), ma soprattutto ha diffuso l’informazione tra i cittadini e risvegliato l’attenzione dei deputati del Parlamento italiano e di quello europeo. Uno dei pochi non raggiunti, a suo dire, dalle nostre comunicazioni è stato il Presidente del Consiglio. Abbiamo creato, insomma, un movimento ampio ed efficace, che ha fatto dello scorso 25 aprile il giorno in cui opinione pubblica e impegno politico hanno bocciato la 1360.
Ma non è ancora detto che i proponenti del disegno di legge 1360 obbediscano all’ordine di ritirarlo. Ci auguriamo che lo facciano, e insistiamo perchè la Commissione Difesa della Camera ne annulli l’iter.
Decidiamo a questo punto di sospendere la raccolta delle firme, pronti a riprenderla qualora fosse necessario, e di inviare comunque ai destinatari le adesioni raccolte. E di continuare a tenere gli occhi aperti in una ferma azione di vigilanza della democrazia.
Possiamo dirci soddisfatti di come sia andata la nostra petizione, segno che se la democrazia che nasce dal basso, anche solo per e-mail, si organizza, riesce ancora a pesare nel nostro Paese.
Marco Cavallarin.
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