Eternit, la difesa contro le parti civili

“Troppe parti civili rallentano il processo”. La difesa solleva eccezione di costituzionalità sulla loro ammissione. Presenti 150 abitanti di Casale Monferrato

Torino – Terza sessione dell’udienza preliminare del processo alla multinazionale Eternit SpA. Il dibattimento non è ancora entrato nel vivo ma le decisioni prese in questa fase potranno condizionarne i futuri sviluppi.

In particolare, oggi è stata la giornata della difesa. L’avvocato Astolfo Di Amato, legale di Stephan Schmidheiny, uno dei due dirigenti imputati, ha sollevato la questione di legittimità costituzionale sull’ammissione di alcune delle 765 parti civili del processo (736 individuali che riguardano familiari e vittime, 29 da parte di enti e associazioni). E’ la prima volta che in un tribunale italiano viene posta una questione del genere.

La difesa fa leva sul principio di territorialità e contesta l’ammissione delle associazioni non direttamente legate al territorio, tra cui Legambiente e Medicina Democratica. Quanto ai sindacati, chiede l’ammissione solo per Cgil nazionale e Cisl Piemonte, che al loro interno assorbirebbero tutte le altre sigle territoriali che hanno presentato l’istanza. Chiesta l’esclusione anche per 106 ex lavoratori e familiari delle vittime firmatari di una vecchia transazione coi dirigenti locali dell’azienda.

Domani è prevista la replica della Procura e degli avvocati di parte civile.

La cronaca

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