L’intervento del consigliere di amministrazione Rai Nino Rizzo Nervo.

RomaAbbiamo deciso di pubblicare l’intervento del consigliere di amministrazione Rai Nino Rizzo Nervo che esprime con durezza il suo disappunto per i provvedimenti assunti dai vertici di viale Mazzini. Condividiamo diversi passaggi, espressi dal consigliere Rizzo Nervo, che rispecchiano il valore dell’articolo 21 della Costituzione.    

«Pensavo che in Rai fosse stato nominato un direttore generale e non un Grande Inquisitore». «Il prof. Masi si è insediato a viale Mazzini il 6 aprile e in soli sette giorni lavorativi ha nell’ordine: messo sotto inchiesta “Annozero”, sospeso Vauro e inviato al giudizio del Comitato etico dell’azienda una puntata di “Report” che, a quanto sembra, non era piaciuta al ministro Tremonti. Torquemada sarebbe stato più cauto. Invito il direttore generale ad occuparsi piuttosto dell’azienda, di come reperire maggiori risorse in un anno di crisi, degli accordi scaduti e da rinnovare, dello sviluppo del digitale terrestre, di come affrontare le recenti decisioni dell’AgCom sulle frequenze, di predisporre tutti gli strumenti idonei per combattere l’evasione del canone e, soprattutto, di rileggersi la legge sui poteri e le competenze del direttore generale e del consiglio di amministrazione: è  il consiglio ad esempio che è chiamato a svolgere “le funzioni di controllo e di garanzia circa il corretto adempimento delle finalità e degli obblighi del servizio pubblico radiotelevisivo”. E tra le finalità di un servizio pubblico nel settore della comunicazione vi è sicuramente quella di difendere e di garantire il diritto principe di qualsiasi democrazia: la libertà di espressione. Spetta dunque solo al consiglio e a nessun altro organismo aziendale, singolo o collegiale, l’accertamento di eventuali violazioni degli indirizzi editoriali e invito pertanto la direzione generale a revocare qualsiasi decisione assunta per eccesso di potere infrangendo la normativa aziendale. Se l’iniziativa contro “Report” mortifica chi crede nel ruolo positivo dell’informazione ed in particolare del giornalismo di inchiesta, quando è serio e documentato come è sempre stato quello della Gabanelli, la sospensione di Vauro non è solo grave ma sfiora purtroppo il senso del ridicolo perché rivela un allarmante deficit culturale. Suggerisco al prof. Masi di leggere un libretto di Moni Ovadia. “L’umorismo ebraico in otto lezioni e duecento storielle”. Scoprirà che la satira e l’ironia possono essere alimentate anche dalle situazioni piu’ tragiche di dolore e di sofferenza».

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