Torino – Non avrebbero premuto il tasto giusto i dipendenti della Thyssen, se lo avessero fatto si sarebbe evitato il rogo che il 6 dicembre 2007 uccise sette operai. A sostenerlo stamani, alla ripresa del processo, è stato uno dei consulenti della difesa, Vittorio Betta. «Non si è premuto il pulsante di emergenza che avrebbe bloccato l’afflusso di olio ed evitato la tragedia». Questo è uno dei passaggi dell’ingegner Betta, docente all’università di Napoli. In sostanza, si sarebbe bloccato il flusso d’olio idraulico e il calore non avrebbe determinato l’esplosione della pompa. Così, si sarebbe rivelato sufficiente premere un tasto anziché un altro e l’incendio non avrebbe provocato le conseguenze che conosciamo. Betta ha spiegato che uno dei lavoratori, al momento del primo focolaio, schiacciò il pulsante di arresto della sezione di ingresso della linea. «Ma se avesse schiacciato quello della fermata di emergenza – ha detto Betta -, non sarebbe accaduto più nulla». A provocare il focolaio, secondo gli esperti – che avvalendosi di fotografie e ricostruzioni digitali hanno spiegato il funzionamento della linea 5 -, furono le scintille innescate dalla non perfetta imboccatura della lunga lamiera all’inizio della linea di scorrimento. Nell’ascoltare la spiegazione dei consulenti, chiamati dai legali della difesa, non sono mancati malumori e insofferenze da parte dei familiari delle vittime che fuori dall’aula hanno esternato il loro malcontento. Il processo è stato aggiornato al 21 aprile.
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