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    Le Regioni contro il nuovo Testo unico: sistema di controlli non credibili

    giovedì 30 aprile 2009

    Prato - E’ una contestazione pesante, nel merito, quella avanzata dalla Conferenza delle Regioni nei confronti della proposta di modifica al Testo unico sulla sicurezza sul lavoro presentata dal ministro Sacconi.

    Il parere negativo espresso dalla Conferenza a maggioranza (si è dissociata la Lombardia) riguarda in modo particolare gli art. 2bis e 10 bis del provvedimento. Quest’ultima norma, già ribattezzata salva-manager, era già stata oggetto di contestazione nei giorni scorsi.

    Il presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani ha spiegato che il provvedimento contiene misure che potrebbero dar luogo “a un sistema di controlli non credibile e potrebbero originare problemi per casi come quello dell’incidente alla Thyssen Krupp”.

    L’articolo 2 bis, specifica Errani, “mette in discussione le competenze delle Regioni ” dando spazio “a un sistema di controlli non credibile”, mentre l’art. 10 bis apre la strada “ad un sistema che mette in discussione responsabilità anche precedenti, come potrebbe accadere nel caso della Thyssen”.

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    Thyssen, dopo la tragedia ci fu una pulizia straordinaria.

    mercoledì 29 aprile 2009

    Torino - «Il giorno dopo l’incendio c’è stato richiesto un intervento straordinario dalla Thyssen». Ad affermarlo in aula, alla ripresa del processo per il rogo all’acciaieria, è stato Giovanni Mattiuzzo, titolare della “Edileco Srl”, la ditta che effettuava le pulizie, sia industriali sia civili, nella fabbrica di Torino. Mattiuzzo ha spiegato che la sua ditta ha avuto fino al 30 settembre 2007 un contratto a “canone” che prevedeva interventi costanti e pianificati. Lo stesso titolare ha poi precisato che dal 1° ottobre il rapporto fra la Thyssen e la sua impresa di pulizia è mutato passando ad un tipo di contratto cosiddetto “a chiamata”. In sostanza, non più interventi pianificati ma pulizie su precisa richiesta della stessa Thyssen. Mattiuzzo ha ricordato che all’indomani dell’incendio che costò la vita a sette operai, la sua ditta fu contattata dall’acciaieria torinese per «mettere tutto nelle condizioni ottimali». L’intervento, eseguito l’8 dicembre, riguardò la pulizia alle linee 1,2,3,4, in pratica in tutto lo stabilimento tranne la linea 5 che era sotto sequestro giudiziale.

    L’udienza si era aperta con l’audizione di un ex dirigente della Thyssen, Camillo Lucenti, che formulò un rapporto sulla valutazione del rischio incendio in vista di un incontro con una compagnia assicuratrice. La stessa società di assicurazione, dopo un sopralluogo, ha indicato le necessarie misure di protezione antincendio da adottare per continuare ad avere la dovuta copertura assicurativa. 

     L’ultimo ad essere stato ascoltato è stato Dario Domeneghini, titolare della ditta manutenzione estintori e servizio antincendio. Il processo è stato aggiornato al 5 maggio. (link)

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    Cerimonia all’ex Albergo Regina (Milano)

    mercoledì 29 aprile 2009

    MilanoDomani ricorre il 64° anniversario della resa ai partigiani dei tedeschi asserragliati nell’ex Albergo Regina dai nazisti  dal 13 settembre 1943. Per l’occasione si svolgerà – alle ore 11,15, in  via Santa Margherita, 16 – la cerimonia pubblica di consegna al Presidente del consiglio comunale di Milano, Manfredi Palmeri, delle 1.800 adesioni alla petizione che richiede che in quel luogo ove reclusione, tortura, assassinio e deportazione di antifascisti e di altri esseri umani erano le pratiche d’uso di fascisti e nazisti, almeno una lapide ne conservi la memoria.
    In ricordo di quanto avvenne, sarà deposta una corona.

    Marco Cavallarin.

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    1360: dopo le promesse, adesso si attendono i fatti.

    mercoledì 29 aprile 2009

    MilanoSembra che ce l’abbiamo fatta a bloccare la proposta di legge 1360.
    La nostra petizione ha colto nel segno: non solo ha ricevuto circa 13.000 adesioni (la maggior parte nel sito di Articolo 21,
    http://www.articolo21.info/14/appello/no-allequiparazione-tra-partigiani-e-combattenti.html, altre mi stanno arrivando per posta, altre sono arrivate per fax ad Articolo 21) e ha determinato che altre petizioni successive alla nostra raccogliessero qualche altro migliaia di firme (594 sono ad esempio sono quelle giunte a www.no1360.it), ma soprattutto ha diffuso l’informazione tra i cittadini e risvegliato l’attenzione dei deputati del Parlamento italiano e di quello europeo. Uno dei pochi non raggiunti, a suo dire, dalle nostre comunicazioni è stato il Presidente del Consiglio. Abbiamo creato, insomma, un movimento ampio ed efficace, che ha fatto dello scorso 25 aprile il giorno in cui opinione pubblica e impegno politico hanno bocciato la 1360.
    Ma non è ancora detto che i proponenti del disegno di legge 1360 obbediscano all’ordine di ritirarlo. Ci auguriamo che lo facciano, e insistiamo perchè la Commissione Difesa della Camera ne annulli l’iter.
    Decidiamo a questo punto di sospendere la raccolta delle firme, pronti a riprenderla qualora fosse necessario, e di inviare comunque ai destinatari le adesioni raccolte. E di continuare a tenere gli occhi aperti in una ferma azione di vigilanza della democrazia.

    Possiamo dirci soddisfatti di come sia andata la nostra petizione, segno che se la democrazia che nasce dal basso, anche solo per e-mail, si organizza,  riesce ancora a pesare nel nostro Paese.

    Marco Cavallarin.

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    Thyssen: video in aula, il dolore e le lacrime dei parenti delle vittime.

    martedì 28 aprile 2009

    TorinoE’ stata presentata in aula la versione completa del video, con la ricostruzione virtuale di quella tragica notte che, in seguito al rogo alla Thyssen, portò alla morte di sette operai. Il filmato della durata di circa quattro minuti, realizzato da due esperti di produzioni audiovisive  sulla base delle testimonianze finora rese al processo e delle relazioni dei consulenti della Procura, ripercorre quei terribili momenti, dalla fermata della linea 5 fino alle vampate di fuoco che investirono gli operai. Il video, parzialmente mostrato in una precedente udienza, questa volta è stato proposto per intero dalla Procura. Dopo le immagini strazianti, se pur virtuali, sono stati ascoltati i medici legali. La Corte ha raccolto le testimonianze di Tommaso Salvi, il medico che eseguì l’autopsia sul corpo di Rosario Rodinò, e di Alessandro Giordano, medico legale all’Asl 1 di Torino, che eseguì le autopsie sulle salme di Roberto Scola e Antonio Schiavone. Alle parole dei medici, così è accaduto durante la proiezione del video choc, i familiari delle vittime non sono riusciti a trattenere le lacrime. L’udienza che si era aperta con il controesame di Roberto Beltrame , si è conclusa con la testimonianza di Fabrizio Canestri, il dipendente della ditta di manutenzione incaricato del controllo degli estintori. Poi, l’udienza è stata sospesa e il processo riprenderà domani.

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    28 aprile, giornata mondiale della sicurezza sul lavoro

    martedì 28 aprile 2009

    Prato - Oggi, 28 aprile, è la giornata mondiale della sicurezza sul lavoro, istituita nel 2003 dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO). Abbiamo volutamente evitato di usare il verbo “celebrare”, che mai come in questo caso appare stridente con la realtà.

    I dati sono impressionanti: ogni giorno nel mondo si registrano 1 milione di incidenti sui luoghi di lavoro e 5.500 persone perdono la vita per incidenti o malattie professionali. Una carneficina che non ha eguali con nessuna guerra e che testimonia una volta di più quanta ancora sia la strada da percorrere  per giungere all’ottenimento di condizioni di lavoro dignitose.

    L’ILO sottolinea la rilevanza delle malattie professionali, che costituiscono la maggioranza delle cause di decesso per i lavoratori, nell’ordine dell’80%. Nel 2001 su 2 milioni e 200 mila morti complessivi oltre 1 milione e 700 mila sono state causate da tumori, patologie cardiocircolatorie e respiratorie, malattie contagiose e disturbi psicologici.

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    L’Anpi: bene il ritiro della 1360, adesso si rispetti la Costituzione.

    lunedì 27 aprile 2009

    PratoL’Anpi valuta positivamente la presa di posizione del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che, per la prima volta dopo molti anni, ha voluto celebrare la ricorrenza del 25 aprile, festa della Liberazione nazionale, come momento fondante della democrazia italiana. Tale riconoscimento avviene non solo molto tardi ma anche dopo una lunga serie di comportamenti, iniziative legislative e dichiarazioni che non hanno corrisposto al rispetto dovuto verso la Costituzione nata dalla Resistenza e i suoi valori e principi fondamentali. Ciò rende necessaria una verifica della portata e sincerità del nuovo atteggiamento assunto attraverso la coerenza con esso. 

    L’impegno al ritiro della proposta di legge n.1360 – contro la quale l’Anpi si è immediatamente schierata – che comporta l’inammissibile parificazione storica tra coloro che hanno combattuto per la liberazione d’Italia e per il suo mutamento dal totalitarismo alla democrazia, e gli esponenti della RSI che combatterono a fianco dei nazisti nelle file del neofascismo di Salò, è indubbiamente atto coerente con la nuova posizione assunta dal Presidente del Consiglio. 

    Ad esso però deve seguire quel rispetto della Costituzione, dei principi fondamentali che la ispirano, dell’autonomia dei poteri che essa configura, del ruolo delle istituzioni di garanzia che essa prevede, i quali rappresentano il criterio discriminante fra un’autentica e operante democrazia e una deriva populista e autoritaria.

    Fonte: Anpi.

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    A Correggio (Re), un parco pubblico in ricordo di Enzo Biagi. La cerimonia avverrà oggi, festa della Liberazione.

    sabato 25 aprile 2009

    FirenzeIl Comune di Correggio, in provincia di Reggio Emilia, intitolerà un parco pubblico ad Enzo Biagi. La cerimonia avverrà stamani, durante la tradizionale sfilata per commemorare la Liberazione, alla presenza della figlia, Bice Biagi. Allo scrittore e partigiano, verrà dedicata l’area verde di viale Cottafavi, a ridosso del centro storico.  Dopo l’intitolazione e il saluto del sindaco, Marzio Iotti, interverrà la giornalista Bice Biagi e, a nome dell’Anpi, prenderà la parola Germano Nicolini, il comandante “Diavolo” della Resistenza reggiana, medaglia d’argento al valor militare. Nicolini, oggi quasi novantenne, quando era sindaco comunista di Correggio, nel 1947, fu arrestato e condannato, a 22 anni di carcere, quale “mandante” dell’omicidio di don Pessina. Lo stesso Nicolini fu riconosciuto innocente e riabilitato solo mezzo secolo dopo grazie alla revisione del processo, così ottenne l’assoluzione, la restituzione dei diritti civili e dell’onorificenza militare.


     

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    Tv, su Rainews24 l’atrocità nazi-fascista all’ex albergo Regina (Milano).

    sabato 25 aprile 2009

    FirenzeRiceviamo e pubblichiamo la lettera che ci ha inviato Marco Cavallarin che ci parla dell’ex albergo Regina di Milano e della inaccettabile equiparazione fra partigiani e milizia repubblichina, prevista nella proposta di legge 1360. La ringraziamo pubblicamente per il suo impegno civile, ispirato a valori quali la libertà e la democrazia. Un impegno che vede uniti tanti cittadini. 

    Amiche, amici, una breve premessa per chi ancora non sa dell’ex Albergo Regina di Milano. Una recente petizione popolare, che ha raccolto 1800 adesioni, ha chiesto al Presidente del consiglio comunale di Milano di porre, dopo 64 anni, una targa che restituisca alla memoria della città l’ex Albergo Regina, comando milanese di SS e Gestapo, luogo di tortura e di morte per antifascisti e perseguitati razziali sotto il comando di Theodor Saevecke. L’Albergo Regina si trovava a Milano in via Santa Margherita 16 (altro ingresso in via Silvio Pellico 7), a pochi metri da piazza Duomo e da piazza della Scala.
    Un primo risultato concreto, conseguenza della nostra petizione, è arrivato: il 25 aprile alle 14 su Rai News 24 andrà in onda il bel documentario sulla storia di quel mattatoio che la giornalista Vera Paggi, la regista Micaela Nason e i loro collaboratori di Rai News 24 hanno realizzato.
    Più  a rilento procede la realizzazione della lapide, che non riuscirà a vedere la luce nei giorni che si erano sperati, tra il 25 e il 30 aprile. Abbiamo però avuto conferma dal Presidente Palmeri del suo interesse per l’iniziativa, e che prossimamente si potrà finalmente realizzare l’incontro che era previsto per la fine di marzo. Spero nel prossimo comunicato di darvi notizie precise e la data della cerimonia.

    Prosegue intanto la raccolta delle adesioni per l’altra petizione, quella contro la proposta di legge 1360 che pretende di equiparare partigiani e milizia repubblichina attribuendo ad entrambi l’onorificenza di cavalieri dell’Ordine del Tricolore. Le adesioni pervenute al sito di Articolo 21 hanno quasi raggiunto quota 10.000, e continuano ad arrivarne. Molti di voi hanno raccolto altre firme su carta, che nei prossimi giorni trascriveremo nel sito. Nei prossimi giorni raccoglieremo le prime 10.000 adesioni in un primo fascicolo ben ordinato e chiederemo, tramite l’A.N.P.I. e Articolo21, udienza al Presidente della Camera e al Presidente della Commissione Difesa della Camera per la sua consegna. Al Presidente della Repubblica credo lo si  invierà per posta, ai deputati italiani ed europei per e-mail.

    Continua qui http://www.articolo21.info/14/appello/no-allequiparazione-tra-partigiani-e-combattenti.html la raccolta di firme contro la proposta di legge che equipara i combattenti per la democrazia e la libertà ai repubblichini che giuravano fedeltà a Hitler.

    Marco Cavallarin.

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    Appello dell’Anpi per il 25 aprile 2009

    sabato 25 aprile 2009

    Roma - Celebriamo quest’anno il 25 aprile in una situazione molto difficile per l’Italia, non solo per la grave crisi economica e sociale che essa attraversa, ma anche per i pesanti attacchi all’ordinamento democratico e costituzionale.

     Per questo vogliamo richiamare nell’attualità i grandi valori dell’antifascismo e della democrazia, affermati con il movimento di Liberazione nazionale che ha rinnovato l’Italia.  

    Ormai più di mezzo secolo ci separa da quella data, ma il percorso di lotte e sacrifici che ad essa ha condotto e i risultati che da essa sono scaturiti, in sostanza la sua eredità, devono essere continuamente rievocati, affinché il presente sia compreso e affrontato, in nome dell’interesse generale, anche e forse soprattutto attraverso la conoscenza del passato. Solo così il 25 aprile, lontano dall’assumere il valore di una ricorrenza meramente formale, può costituire il punto di partenza per una riscossa delle forze sane del Paese.

    Se la Liberazione è stata sostanzialmente realizzata dagli alleati – con il contributo essenziale della Resistenza – la trasformazione istituzionale della nostra Patria da monarchia a repubblica nonché l’elaborazione e l’entrata in vigore della Costituzione sono state merito esclusivo del nostro popolo che ha voluto e saputo cambiare l’identità dell’Italia, da paese totalitario a paese democratico nel senso più avanzato e lungimirante, anche alla luce di quello che fu in pari tempo il varo dello Statuto dell’Organizzazione delle Nazioni Unite che ha consacrato per la prima volta a livello internazionale la parità dei diritti di tutti gli esseri umani.

    Per la pace nel mondo e per un futuro desiderabile dell’Italia è necessaria e urgente una diffusa, appassionata e unitaria assunzione di responsabilità, capace di contrastare validamente e sconfiggere un’insidiosa deriva populista che sta allontanando le istituzioni e la società italiana dalla Costituzione repubblicana per dar luogo ad un sistema autoritario, incontrollato e personalistico. Frutto di questa degenerazione politica è per esempio il tentativo di equiparare i repubblichini di Salò ai partigiani con una proposta di legge (n. 1360) contro cui l’ANPI è impegnata e che deve essere bloccata con il contributo di tutte le forze istituzionali e democratiche. Dobbiamo difendere la Costituzione, bussola della democrazia, e pretenderne l’attuazione.

    Occorrono senso di responsabilità, affermazione del bene comune, spirito fortemente unitario, scelte democratiche e coraggio nel prendere le decisioni politiche idonee a garantire il progresso civile e sociale del nostro Paese.

    Questa è la sfida sempre attuale del 25 aprile.

    Fonte: Anpi

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