Thyssen, un video ricostruisce il rogo.

TorinoE’ stato il giorno dei consulenti dei pubblici ministeri che, attraverso fotografie, grafici, disegni e una sequenza animata hanno ricostruito in aula l’attività alla linea 5 e le origini e lo sviluppo dell’incendio alla Thyssen. Si è incentrata su questo la nuova udienza per il rogo all’acciaieria torinese del 6 dicembre 2007 che costò la vita a sette operai e per il quale sono imputati sei dirigenti. L’udienza si è aperta con la proiezione di fotografie e disegni della linea 5, al fine di spiegare la ricostruzione dell’attività svolta alla stessa linea 5. La ricostruzione, affidata al perito Marno, ha mostrato la lavorazione dei rotoli di acciaio in tutte le sue fasi.  La Linea 5 è una linea di trattamento: i rotoli, dopo le laminazioni, arrivano lì per essere sottoposti a ricottura e decapaggio, operazioni che rendono l’acciaio malleabile e quindi pronto per l’utilizzo. Lo stesso Marno ha evidenziato il punto esatto in cui scoppiò l’incendio, nella sezione d’ingresso dove arrivano i rotoli per essere lavorati. Poi, è stata la volta dell’ingegner Allamano, anche egli perito nominato dalla pubblica accusa. Allamano ha ricostruito con fotografie e disegni il funzionamento dell’impianto idraulico che attiva tutta la linea. Il perito ha messo in luce il fatto che la linea 5 non aveva un sistema di centraggio automatico del rotolo d’acciaio, aumentando così i rischi di sbandamento del nastro lungo la linea. Infatti, come ha spiegato Allamano, c’è la possibilità che la carta presente sul rullo all’arrivo sulla Linea 5 non venga svolta correttamente ma, al contrario, possa restare attaccata o rompersi. Nel corso della lavorazione però, se questo succede, cade della carta su tutta la linea e, essendo presente del cherosene, c’è pericolo d’incendio. Poi, è stato il turno di Piccinini, anch’egli consulente della Procura, che ha spiegato le cause e la dinamica dell’incendio. Da una fotografia, scattata all’impianto e mostrata alla Corte, si è voluto mettere in luce il fatto che sulla struttura dell’impianto erano presenti un grumo di schegge formatosi negli anni.  Il rotolo d’acciaio posizionato sul nastro ogni volta che raggiungeva quel punto provocava delle scintille. A questo punto Piccinini ha mostrato alla Corte un videoanimazione che evidenzia la dinamica dell’incendio.

Le scintille causate dal grumo di schegge sono cadute verso il basso infiammando la carta che si trovava sotto la linea di lavorazione. In questa fase l’incendio era ancora di dimensioni modeste, ma pezzi di carta infiammata sono venuti in contatto con l’olio che normalmente perdeva la linea durante la lavorazione ed era raccolto in una vasca. L’olio, surriscaldato, è evaporato e ha preso fuoco causando un incendio in cui le fiamme erano alte più di un metro. Per dare un’idea delle temperature raggiunte in questo momento è stata mostrata in aula la foto del pavimento completamente esploso. L’esplosione piu grave, quella che ha causato le fiamme alte fino al tetto dello stabilimento, è avvenuta a seguito dello scoppio di un flessibile. Quando il flessibile ha ceduto, l’olio che vi era contenuto è uscito a una pressione di 70 atmosfere che incontrando le fiamme già esistenti ha causato l’esplosione e lo scoppio del rogo. Diversi i familiari che per l’emozione sono stati costretti a lasciare l’aula non seguendo così quei terribili momenti, ricostruiti in modo virtuale ma preciso. Il processo è stato aggiornato al 7 aprile.

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