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    Thyssen: dubbi e mossa a sorpresa della difesa

    Torino - E’ durata circa cinque ore l’udienza di oggi per il rogo alla Thyssen di Torino. La prima testimonianza è stata quella di Giuseppe Caravelli, capogruppo della manutenzione all’epoca dei fatti, a cui il pm Francesca Traverso ha chiesto di chiarire alcuni passaggi contradditori rispetto a quanto dichiarato durante le indagini preliminari.

    I punti controversi, secondo il pm, riguardavano le ispezioni di sicurezza, il significato del termine “incendio di palese gravità” e i guasti dei flessibili oleodinamici.

    Nelle dichiarazioni del 2008, infatti, l’operaio aveva incluso quelli ai flessibili fra i guasti frequenti, mentre nella scorsa udienza, alla domanda su quali fossero i guasti più ricorrenti in fabbrica non li ha citati e anche questa mattina ha parlato di rottura “sporadiche” con un rapporto di 1 a 20 dei guasti ai flessibili rispetto a quelli ai cuscinetti. In merito, invece, alle ispezioni eseguite nell’ultimo periodo il testimone, che la volta scorsa aveva detto di averne fatte una o due, stamattina ha risposto alla domanda del pm dicendo di averne fatta forse una con il nuovo responsabile «o almeno -ha poi puntualizzato- ci eravamo parlati a questo proposito».

    L’interrogatorio di Caravelli si è concluso prima del previsto grazie ad una mossa a sorpresa degli avvocati della Thyssenkrupp, che hanno dato il consenso ad acquisire tutti i verbali delle deposizioni rese dall’ex capoturno durante le indagini, attribuendogli dunque valore probatorio. Sono stati quindi acquisiti i verbali delle testimonianze rese ai vigili del fuoco il 22 gennaio 2008 e al pm il 1 febbraio 2008.

    Caravelli ha poi dichiarato di lavorare attualmente per una società non collegata alla Thyssenkrupp, ma la procura sta cercando di capire se il tecnico, negli ultimi mesi, si è tenuto in contatto con i sei imputati. Rispondendo in aula il tecnico dapprima ha detto ‘si”, poi ‘no’, precisando che non ha avuto rapporti con i dirigenti ora sotto accusa.

    L’udienza è proseguita con l’audizione di altri testimoni: Roberto Chiarolla, capoturno dello stabilimento torinese; Rocco Morano, altro dipendente Thyssen che era addetto alla linea cinque (quello dove si e’ sviluppato l’incendio), e l’infermiera Giuseppina Callonigo, in servizio presso la sala medica dello stabilimento Thyssen torinese la notte della tragedia.

    Il dibattimento è stato anche sospeso per una ventina di minuti a seguito dell’attivazione di una sirena antincendio del Palazzo di Giustizia.  Una guardia giurata ha aperto una delle porte sigillate dell’uscita di sicurezza durante l’interrogatorio di Roberto Chiarolla per controllare un assembramento di persone che si erano riunite in strada.

    L’assembramento, a quanto si è appreso, serviva per organizzare dal punto di vista logistico un’altro grande processo che si terrà nelle prossime settimane a Torino, quello sugli ex dipendenti della Eternit morti per malattie legate all’esposizione all’amianto, che contempla quasi tremila parti lese.

    Il processo riprendera’ giovedi’ 19 marzo.

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