martedì 31 marzo 2009
Firenze - La Casa della Cultura Enzo Biagi esprime la propria solidarietà all’assessore alla ricerca, università, casa e tutela dei consumatori della Regione Toscana, Eugenio Baronti, a seguito dell’increscioso episodio verificatosi in giornata e riportato dai principali mezzi di informazione.
L’invio di proiettili dentro una busta richiama alla mente i fantasmi di un passato che vorremmo poter archiviare per sempre. Il nostro auspicio è lo stesso del presidente della Regione Claudio Martini: che l’autore, o gli autori, vengano scoperti e assicurati al più presto alla giustizia.
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Pubblicato da pratese76
martedì 31 marzo 2009
Firenze - Incontri, tavole rotonde, seminari, presentazione di libri saranno al centro del “Festival Internazionale del Giornalismo”, arrivato alla sua terza edizione e fin dal suo esordio ha richiamato firme note e non del giornalismo mondiale. La manifestazione, articolata in cinque giornate a partire da domani, prevede quasi cento eventi e la presenza a Perugia, teatro del Festival, di oltre duecento giornalisti pronti a discutere di informazione e dei suoi malanni. Nell’edizione 2009 sarà la prima volta dei volontari, provenienti da diversi paesi: Canada, Australia, India, Russia, Svizzera, Spagna, Inghilterra, Brasile e Portogallo. Una comunità nata attraverso i social network, su tutti facebook e twitter. Ogni appuntamento sarà ad ingresso gratuito. Sarà presente Seymour Hersh, firma prestigiosa del settimanale americano The New Yorker. Il programma e tutte le informazioni sono sul sito del festival.
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lunedì 30 marzo 2009
Milano – Ferruccio De Bortoli è il nuovo direttore del Corriere della Sera. De Bortoli, dopo quattro anni al timone del Sole 24 Ore, ritorna alla guida del quotidiano di via Solferino che aveva già diretto dal 1997 al 2003. De Bortoli nelle scorse settimane aveva rinviato al mittente con tanto di argomentazioni, la proposta di ricoprire il ruolo di presidente del consiglio di amministrazione della Rai. La decisione è arrivata al termine della riunione del patto di sindacato di Rcs Mediagroup e del consiglio di amministrazione di Rcs Quotidiani che si sono espressi all’unanimità sul nome di Ferruccio De Bortoli che prenderà il posto di Paolo Mieli. Il posto vacante al Sole 24 Ore, determinato dalla partenza di De Bortoli, sarà colmato dall’arrivo di Gianni Riotta che così torna alla carta stampata dopo l’esperienza, durata due anni e mezzo, alla direzione del Tg1. Una notizia, questa, che è stata data dalla testata televisiva nell’edizione delle 20 senza commenti. La partenza di Riotta probabilmente accelererà la nomina del nuovo direttore generale della Rai.
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Pubblicato da mpia
lunedì 30 marzo 2009
Roma - Ha suscitato molte polemiche il via libera dato venerdì dal Consiglio dei ministri al decreto legislativo che corregge e integra le disposizioni del Testo unico sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.
Per essere operativo il decreto deve ottenere il parere della Conferenza unificata Stato-Regioni e delle commissioni competenti di Camera e Senato e poi tornare in Consiglio dei ministri per il via libera definitivo. Il ministro Sacconi ha anche detto che il decreto sarà sottoposto a una nuova consultazione con le parti sociali.
La nuova disciplina conferma le sanzioni penali per le violazioni più gravi, come detto dal ministro Sacconi: “L’arresto rimane come unica sanzione nel caso di violazioni non solo sostanziali ma anche significative”.
La notizia ha suscitato molte critiche, da quella dell’ex ministro del Lavoro Damiano a quella del segretario generale della Cgil Epifani, che giudica il provvedimento “un errore grave”.
In attesa dei prossimi sviluppi, vi proponiamo un’interessante analisi dei risultati conseguiti dal Testo Unico approvato dal precedente governo Prodi ed in vigore dallo scorso 1° maggio.
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Pubblicato da pratese76
mercoledì 25 marzo 2009
Torino – E’ stato il giorno dei consulenti dei pubblici ministeri che, attraverso fotografie, grafici, disegni e una sequenza animata hanno ricostruito in aula l’attività alla linea 5 e le origini e lo sviluppo dell’incendio alla Thyssen. Si è incentrata su questo la nuova udienza per il rogo all’acciaieria torinese del 6 dicembre 2007 che costò la vita a sette operai e per il quale sono imputati sei dirigenti. L’udienza si è aperta con la proiezione di fotografie e disegni della linea 5, al fine di spiegare la ricostruzione dell’attività svolta alla stessa linea 5. La ricostruzione, affidata al perito Marno, ha mostrato la lavorazione dei rotoli di acciaio in tutte le sue fasi. La Linea 5 è una linea di trattamento: i rotoli, dopo le laminazioni, arrivano lì per essere sottoposti a ricottura e decapaggio, operazioni che rendono l’acciaio malleabile e quindi pronto per l’utilizzo. Lo stesso Marno ha evidenziato il punto esatto in cui scoppiò l’incendio, nella sezione d’ingresso dove arrivano i rotoli per essere lavorati. Poi, è stata la volta dell’ingegner Allamano, anche egli perito nominato dalla pubblica accusa. Allamano ha ricostruito con fotografie e disegni il funzionamento dell’impianto idraulico che attiva tutta la linea. Il perito ha messo in luce il fatto che la linea 5 non aveva un sistema di centraggio automatico del rotolo d’acciaio, aumentando così i rischi di sbandamento del nastro lungo la linea. Infatti, come ha spiegato Allamano, c’è la possibilità che la carta presente sul rullo all’arrivo sulla Linea 5 non venga svolta correttamente ma, al contrario, possa restare attaccata o rompersi. Nel corso della lavorazione però, se questo succede, cade della carta su tutta la linea e, essendo presente del cherosene, c’è pericolo d’incendio. Poi, è stato il turno di Piccinini, anch’egli consulente della Procura, che ha spiegato le cause e la dinamica dell’incendio. Da una fotografia, scattata all’impianto e mostrata alla Corte, si è voluto mettere in luce il fatto che sulla struttura dell’impianto erano presenti un grumo di schegge formatosi negli anni. Il rotolo d’acciaio posizionato sul nastro ogni volta che raggiungeva quel punto provocava delle scintille. A questo punto Piccinini ha mostrato alla Corte un videoanimazione che evidenzia la dinamica dell’incendio.
Le scintille causate dal grumo di schegge sono cadute verso il basso infiammando la carta che si trovava sotto la linea di lavorazione. In questa fase l’incendio era ancora di dimensioni modeste, ma pezzi di carta infiammata sono venuti in contatto con l’olio che normalmente perdeva la linea durante la lavorazione ed era raccolto in una vasca. L’olio, surriscaldato, è evaporato e ha preso fuoco causando un incendio in cui le fiamme erano alte più di un metro. Per dare un’idea delle temperature raggiunte in questo momento è stata mostrata in aula la foto del pavimento completamente esploso. L’esplosione piu grave, quella che ha causato le fiamme alte fino al tetto dello stabilimento, è avvenuta a seguito dello scoppio di un flessibile. Quando il flessibile ha ceduto, l’olio che vi era contenuto è uscito a una pressione di 70 atmosfere che incontrando le fiamme già esistenti ha causato l’esplosione e lo scoppio del rogo. Diversi i familiari che per l’emozione sono stati costretti a lasciare l’aula non seguendo così quei terribili momenti, ricostruiti in modo virtuale ma preciso. Il processo è stato aggiornato al 7 aprile.
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Processo Thyssen |
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Pubblicato da mpia
domenica 22 marzo 2009
Firenze – <<Lei ha segnato la storia della tv italiana>>. E’ un passaggio del messaggio, scritto nel 2004 dall’allora Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi e rivolto a Mike Bongiorno, in quella occasione nominato ”Grand’ufficiale con Ordine al Merito della Repubblica Italiana”. Il testo d’augurio si concludeva con un <<grazie per l’allegria>>. Una parola, quest’ultima, che ha accompagnato l’intera carriera televisiva del conduttore originario di New York. Uno stato d’animo, quello dell’allegria, che probabilmente il signore dei quiz non avrà vissuto in queste ultime settimane o addirittura mesi. Dopo l’addio di Enrico Mentana, è arrivato il divorzio fra Bongiorno e Mediaset. Una separazione per nulla consensuale,annunciata in un comunicato dallo stesso conduttore. <<Non ho tradito Silvio Berlusconi – ha spiegato Mike – Mediaset prima della fine dell’anno scorso, senza preavviso, non mi ha rinnovato il contratto che mi legava al gruppo fin dalla sua fondazione. Di conseguenza ora non avendo legami sono libero di svolgere il mio lavoro con chiunque>>. La replica da Cologno Monzese non è tardata ad arrivare. <<Vincolare un simile personaggio a un contratto di esclusiva senza un progetto di produzione concretamente avviato sarebbe stato controproducente per lo stesso Bongiorno>>. Nella sua biografia dal titolo Mike Bongiorno – il libro è uscito nel novembre 2007 -, il conduttore televisivo, rivolgendosi al Presidente del Consiglio in carica, scrive: <<Caro Silvio, c’è chi mi ha definito “maestro e vero profeta del verbo berlusconiano”. Il nostro in verità è un silenzioso, indistruttibile patto che va al di là della frequentazione, che non c’entra niente con la politica, una vera intesa tra amici rivoluzionari…, che sanno di potersi fidare l’uno dell’altro>>. Altro che berlusconismo, c’è molto di più. Qual è la colpa che avrebbe commesso lo showman? La logica di mercato non ha spazio per i sentimenti, per la pietà cristiana, colpisce ognuno di noi, spazza via tutto e tutti. La persona spreme ma, al contempo, è spremuta e quando non si rivela più un veicolo d’affari per se stesso e per l’impresa, viene abbandonata. Nella fattispecie, vuoi per le fortune acquisite nel tempo, vuoi per la sua attuale forza, sostenuta anche da un Fiorello lanciatissimo, lo scenario tutto sommato per Mike non si dovrebbe presentare così tragico, come assistiamo giorno dopo giorno per le fasce più deboli. Per i tanti cittadini – la maggioranza -, considerati numeri, costretti a produrre e quando la produzione manca, i lavoratori vengono invitati a rimanere nelle proprie case. Sempre che ne siano proprietari. Sennò c’è anche il rischio di perdere l’abitazione. D’altronde, si sa, il mercato non ha mai avuto un volto umano. Nemmeno per Mike.
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Pubblicato da mpia