E’ morto Giacomo Bulgarelli, il “prosatore realista”.

Bologna<<Bulgarelli gioca un calcio in prosa: egli è un prosatore realista>>. Con queste parole Pier Paolo Pasolini in uno dei suoi scritti – dal titolo “Il calcio secondo Pasolini” dove lo scrittore spiegò a suo modo il gioco del pallone - definì il Giacomo Bulgarelli in pantaloncini e scarpette. Lo era anche fuori dal campo, nella sua vita privata e negli abiti di commentatore televisivo e della “Gazzetta dello Sport”. Giacomo Bulgarelli è morto nella serata di ieri dopo una lunga malattia. Era nato a Portonovo frazione di Medicina, in provincia di Bologna, il 24 ottobre 1940. L’ex regista del Bologna ha legato tutta la sua carriera alla maglia rossoblù:  486 partite, di cui 391 in campionato in 17 stagioni realizzando 58 reti. L’esordio, a 18 anni, nel 1958 in Bologna-Vicenza (1-0), il ritiro nel maggio del 1975 dopo un Bologna-Ascoli (1-1). Anima del centrocampo felsineo, Bulgarelli raggiunse il culmine della sua carriera nella stagione 1964-1965, quando il Bologna vinse lo scudetto nell’indimenticabile spareggio contro l’Inter. Più tardi arriveranno anche due successi in Coppa Italia. Significativo anche il percorso di Bulgarelli in nazionale dove nel 1968 gli azzurri conquistarono il titolo di campioni di Europa. Con la maglia della nazionale, il regista dalla tecnica quasi perfetta e dalle movenze eleganti collezionò 29 presenze realizzando 7 gol. Una volta appese le scarpette al chiodo, avviò la sua carriera di commentatore. I funerali si svolgeranno lunedì nella chiesa di San Girolamo vicino la Certosa di Bologna.

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