ThyssenKrupp, respinte le eccezioni. Guariniello presenta dodici dossier.

TorinoLa Corte d’assise di Torino ha respinto le eccezioni di nullità, sollevate dalla difesa per la mancata traduzione di alcuni documenti, spiegando che gli imputati tedeschi (fra cui Herald Espenhahn, accusato di omicidio volontario) conoscono l’italiano in maniera <<idonea e sufficiente>>.  L’ordinanza è stata letta dal presidente della Corte, Maria Iannibelli, all’apertura della quarta udienza del processo Thyssenkrupp per il rogo del 6 dicembre 2007 che costò la vita a sette operai. La Corte ha inoltre rimosso dalla lista delle parti civili nove lavoratori che avevano firmato un verbale di conciliazione con l’azienda e ha ammesso invece tre cognati delle vittime (uno dei quali era stato escluso nell’udienza del 4 febbraio).  Il pubblico ministero Raffaele Guariniello, dopo aver chiesto l’ammissione delle prove e l’interrogatorio in aula dei sei dirigenti, ha presentato dodici dossier, tanti i temi di prova.  Il magistrato ha illustrato i temi di prova:  l’incendio alla linea 5 dello stabilimento torinese, l’individuazione delle figure responsabili e la dimostrazione dell’esistenza di un comitato esecutivo, un grosso incendio che si sviluppò il 22 giugno 2006 nella sede di Krefeld (Germania) dell’acciaieria, l’aumento della franchigia assicurativa per il rischio di incidenti, lo stanziamento di un budget straordinario per le misure antincendio, le visite di un ispettore della compagnia di assicurazioni Axa nelle sedi di Terni e Torino, la chiusura dello stabilimento di Torino e la decisione di rinviare gli interventi di miglioria sulla linea 5 dopo il suo trasferimento a Terni, le condizioni dello stabilimento torinese (la riduzione del personale, lo stato degli estintori, la pulizia, gli investimenti), le modalità di gestione delle emergenze incendi e l’assenza di un capo turno addestrato a questo scopo, il documento di valutazione del rischio, la ricollocazione della linea 5 a Terni e gli interventi che <<chissà quandò>>, come ha osservato il pubblico ministero, dovevano essere svolti.

Dopo di lui hanno preso la parola gli avvocati di parte civile e delle difese che hanno presentato le loro richieste per il dibattimento fra cui quella del legale di parte civile del Comune di Torino di sentire, fra i vari testimoni, anche il sindaco Sergio Chiamparino o un suo rappresentante. La prossima udienza è stata fissata per venerdì 13.                                                                                         

 

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