Giustizia, l’Italia è agli ultimi posti al mondo per efficienza.
venerdì 30 gennaio 2009Roma – In Italia i processi civili si svolgono con tale lentezza che il nostro Paese è superato in termini di efficienza giudiziaria da Stati come l’Angola, il Gabon, la Guinea e Sao Tomè. L’Italia si attesta, per la precisione, al 156° posto su 181 Stati al mondo. L’allarme arriva per voce del primo presidente di Cassazione, Vincenzo Carbone, che nella sua relazione di apertura dell’anno giudiziario, alla presenza del Capo dello Stato e delle massime autorità italiane, mette in evidenza come il ritardo della giustizia italiana sia un danno per il sistema-Paese. <<Non possiamo andare avanti così – ha detto Carbone -. La crisi della giustizia ha conseguenze che vanno ben al di là dei costi e degli sprechi di un servizio inefficiente e si estendono alla fiducia dei cittadini, alla credibilità delle istituzioni democratiche, allo sviluppo e alla competitività del Paese. La crisi di fiducia da parte dei cittadini è la conseguenza più dolorosa dei dati appena esposti e l’incoraggiamento più forte a lavorare per modificarli>>. I dati sui tempi processuali sono frutto di una classifica internazionale stilata dalla Banca mondiale.
Durante la cerimonia è intervenuto anche il ministro della Giustizia, Angelino Alfano. Nel suo intervento il ministro ha voluto precisare che le riforme del processo penale a cui il governo sta lavorando avranno, tra l’altro, come obiettivo quello di porre un freno a una «gogna mediatica» che danneggia la dignità della persona. <<Stiamo lavorando – ha affermato Alfano – ad un diritto processuale autenticamente giusto, rispettoso al contempo delle esigenze investigative e della dignità della persona, soprattutto se estranea all’investigazione e, tuttavia, coinvolta in quella che troppo spesso diventa una gogna mediatica tanto invincibile quanto insopportabile>>. Ed ha aggiunto che sulla riforma della giustizia serve un <<lavoro di squadra>>. In sostanza nessun cambiamento dovrà avvenire a colpi di maggioranza.
