BICE BIAGI A PRATO: “L’Italia un anno dopo”


Bice Biagi, la figlia del grande giornalista scomparso un anno fa, sarà nostra gradita ospite domani pomeriggio per l’inaugurazione ufficiale delle iniziative del Comitato Casa della Cultura Enzo Biagi.

L’incontro si terrà alle ore 15.30 presso l’Auditorium del’ISIT “A. Gramsci – J.M. Keynes” di Prato che nel 2005 è stato intitolato a Roberto Castellani, ex deportato a Mathausen-Ebensee. L’ingresso è gratuito.

La dottoressa Bice Biagi ha diretto “Insieme”, “Intimità”, “Novella 2000″ ed è stata vicedirettore di “Oggi”. Nel 2007 ha lavorato con il padre alla realizzazione di RT – Rotocalco televisivo. Durante l’incontro si soffermerà anche sul suo ultimo libro dal titolo “In viaggio con mio padre”, edito da Rizzoli e uscito da poco in libreria.

All’inizio dell’incontro sarà proiettata anche l’intervista, realizzata dal Comitato, a monsignor Ersilio Tonini, un grande comunicatore capace di trasmettere il messaggio della fede prima partecipando al programma di Biagi “I dieci comandamenti all’italiana”, e poi, intervenendo a più riprese in varie trasmissioni televisive.

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L’ultimo applauso a Miriam Makeba

PratoMiriam Makeba, nonostante fosse malata da tempo, fino all’ultimo ha voluto far sentire la sua voce contro ogni forma di razzismo ed ingiustizia. La volontà di esserci su quel palco a Castelvolturno è costata la vita alla cantante sudafricana che sì è sempre impegnata durante la sua esistenza in difesa dei diritti civili e ha sempre rappresentato un simbolo alla lotta contro l’apartheid. Non sono mancati da tutto il mondo attestati di cordoglio e di affetto verso Miriam Makeba che si è sempre portata dentro l’ideale di una società libera e democratica. L’ex presidente sudafricano Nelson Mandela ha reso omaggio alla grande artista. «La first lady sudafricana della canzone, merita il titolo di Mamma Africa. Era la madre della nostra lotta e della nostra giovane nazione», ha scritto in un messaggio Mandela che per  difendere i suoi valori ha conosciuto per ben 27 anni il carcere. Sulla morte della Makeba è intervenuto anche il nostro Capo dello Stato. «L’Italia deve riconoscenza per il gesto che Miriam Makeba ha voluto compiere mettendo perfino a rischio la vita per esprimere solidarietà alle vittime africane della criminalità organizzata a Castelvolturno e dare il suo contributo alla causa della legalità e della civiltà nella nostra terra», ha affermato il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

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Il senso perduto della memoria

Prato – L’essere umano è capace di individuare i confini del bene e del male, discernere Caino da Abele ma, al contempo, interpreta entrambi i ruoli. Nel corso della vita, in generale, l’uomo è oggetto e soggetto di violenza, ed è addirittura vittima e carnefice nello stesso giorno. Proviamo, forse senza esito, a sviluppare tale riflessione. Non è necessario affannarsi nella ricerca di eventi registrati dai media, fatti che riempiono le cronache dei quotidiani. E’ sufficiente fare un riepilogo alla fine delle nostre giornate di quei piccoli avvenimenti che si presentano ogni giorno alla porta di ognuno di noi. Quante volte ci sentiamo umiliati dall’altro, presi in giro pesantemente, ma alla prima occasione tendiamo a riversare ad un terzo ciò che abbiamo subito. Un meccanismo infernale, privo forse di un doveroso bagno di umiltà. Nell’era della globalizzazione si è accentuato il materialismo, sempre più imperante, e forse l’atteggiamento sopra citato. In questo scenario l’individuo rischia di perdere di vista i valori, la morale e i principi che hanno rappresentato un punto inamovibile dei nostri predecessori. E’ opportuno rimarcare, riaffermare ciò che è andato perso o che rischiamo ulteriormente di perdere. In questa operazione Enzo Biagi è stato maestro di vita che con un linguaggio semplice e umile ha sempre agito nel fronteggiare i tentativi indirizzati a scalfire la memoria. Solo così probabilmente si può costruire un argine a quel senso perduto della memoria. Con queste parole vogliamo ricordare il partigiano di “Giustizia e Libertà”, ad un anno esatto dalla sua scomparsa.

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Bice Biagi e don Giovanni Nicolini ospiti della Casa della Cultura Enzo Biagi

Prato. E’ con una certa emozione che il comitato Casa della Cultura Enzo Biagi presenta gli appuntamenti aperti a tutta la cittadinanza con cui intende ricordare, ad un anno dalla scomparsa, la figura di Enzo Biagi, e  al tempo stesso inaugurare ufficialmente le proprie iniziative culturali.
Il prossimo 15 novembre avremo infatti l’onore di ospitare la figlia del grande giornalista, Bice Biagi, che ringraziamo fin da ora per la gentilezza e la disponibilità dimostrataci nell’arco di tutto il concepimento dell’incontro. Prima del suo intervento verrà però presentato uno stralcio dell’intervista che il comitato ha realizzato lo scorso 21 ottobre insieme al Cardinale Ersilio Tonini nella sua abitazione di Ravenna. Venti minuti di parole piene di significato sulla figura di uomo e di giornalista di Enzo Biagi. Il prossimo 22 novembre, invece, la Casa della Cultura Enzo Biagi ospiterà Don Giovanni Nicolini, laureato in filosofia alla Cattolica di Milano ed ha studiato teologia all’università Gregoriana, è parroco di S. Antonio da Padova alla Dozza e S. Giovanni Battista a Calamosco. In passato è stato direttore della Caritas e Vicario Episcopale per la Carità dell’Arcidiocesi di Bologna. Nicolini adesso si dedica alla sua parrocchia della Dozza-Calamosco e alla comunità Le Famiglie della Visitazione.

Entrambi gli incontri si terranno alle ore 15,30 presso l’Auditorium dell’ISIT “A Gramsci – J.M.Keynes” di Prato  che nel 2005 è stato intitolato a Roberto Castellani, ex deportato a Mauthausen-Ebensee. L’ingresso è gratuito.

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Viaggio nel cuore degli italiani

Enzo Biagi se n’è andato un anno fa, con la sua biro, il bloc notes e il distintivo da partigiano nel taschino della giacca. Fino all’ultimo il suo sogno è stato un viaggio, un’altra traversata nell’Italia, però lontano dal potere, vicino alle lettere dei giornali. «Non la raccontate più» rimproverava noi cronisti. «Bisogna tornare in strada, in provincia, per vedere cosa cambia» ricordava ogni volta.

Bice Biagi cambia i suoi programmi e decide di farlo lei, quel viaggio tante volte rimandato da suo padre: un viaggio intenso, caldo come un abbraccio, che la porta a incontrare «gente straordinaria e a scoprire posti che prima non sapevo nemmeno dove collocare sulla carta geografica». In viaggio con mio padre (Rizzoli) è il diario pubblico di una vicenda privata, il racconto di un anno nel cuore della gente che di Biagi conosceva molto, ma ha voluto saperne di più.Ed è un itinerario nella memoria di due sorelle che aprono lo scrigno dei ricordi per parlare in pubblico di un personaggio che per loro «è soltanto un papà».
In una biblioteca, in un cinema, una piazza, un teatro, un salone parrocchiale, una scuola di giornalismo, una facoltà universitaria, tra i partigiani di Giustizia e Libertà o in un giardino col suo nome, Bice e Carla Biagi non elaborano il lutto, ma fanno rivivere i comandamenti di un padre che la sera, prima di uno dei suoi viaggi intorno al mondo, raccomandava: «Siate buone, non fate arrabbiare vostra madre». Ma parlano anche del giornalista di carattere che per un’idea pagava con il posto e per la libertà di scrivere non accettava compromessi.

Lo testimonia un altro libro edito da Rizzoli, Io c’ero, ghiotta e indispensabile antologia del Biagi giornalista, dal dopoguerra ai nostri giorni, curata da Loris Mazzetti: cronache, incontri, interviste, polemiche nell’arco di quasi settant’anni.Di quel maestro, che gli voleva bene come a un figlio, Mazzetti ricorda che è stato «l’unico che ha saputo essere grande sia sui giornali che in televisione» e lascia un’eredità enorme per chi vuole fare questo mestiere: «Dalla politica bisogna farsi dare del lei». Biagi c’è riuscito: la gente per questo lo apprezza e per questo lo ricorda. In giro per l’Italia, Bice e Carla parlano però anche di un uomo normale, della sua semplicità.

Estratto da Biagi, viaggio nel cuore dell’Italia – Corriere della Sera – 4 novembre 2008

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