Don Nicolini, portatore di pace e difensore della memoria

Prato – Un uomo alla mano, capace di rendere elementare ogni concetto. E’ Giovanni Nicolini, parroco alla periferia della diocesi bolognese, che nel corso della sua visita di ieri a Prato, è riuscito a spaziare in vari campi dello scibile umano.

Don Nicolini, un prete di frontiera per il suo instancabile impegno a favore dei deboli e degli emarginati, ha risposto ad una serie di domande con un linguaggio semplice e diretto al cuore delle persone. Non si è risparmiato su ogni fronte rivelandosi un portatore di pace e un sostenitore della memoria. «Il razzismo è una radicalizzazione dell’altro – ha ricordato don Nicolini – E’ opportuno lottare con una cultura di comunione». Sulla globalizzazione ha lanciato un monito. «Il mondo è una cosa sempre più piccola, ma il divario è sempre più grande», ha precisato Don Nicolini che ha espresso il suo no verso il revisionismo. «E’ molto negativo. La memoria va tenuta forte». Il riferimento è al movimento della Resistenza.

Fra i tanti argomenti trattati anche la televisione dove il parroco, fondatore della comunità “Le Famiglie della Visitazione” ha espresso la sua nostalgia per la tv dei tempi al passato remoto. «Il venerdì c’era sempre un programma di prosa – ha aggiunto Don Nicolini – Il grande teatro dialettale l’ho visto in tv. C’è stata una televisione di valore. Ma cosa fanno vedere? (oggi ndr). E’ anche offensivo che gli italiani debbano vedere solo stupidate. Sono contentissimo di essere italiano. C’è un’anima profonda nel nostro popolo che viene tradito».

All’incontro ha partecipato anche il presidente provinciale dell’Anpi Ennio Saccenti che ha focalizzato il suo discorso sull’individualismo sfrenato che l’essere umano in questo momento storico sta vivendo.

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