Prato - Una voce fuori dal coro. E’ quella di don Giovanni Nicolini, 68 anni, presente domani a Prato per affrontare alcuni temi di attualità e per ricordare la figura di Enzo Biagi. L’iniziativa, organizzata dalla “Casa della Cultura Enzo Biagi”, si avvale del patrocinio della Regione Toscana, della Provincia e del Comune di Prato. Al dibattito parteciperà l’Anpi – sezione di Prato – rappresentata dal presidente provinciale Ennio Saccenti. Nicolini, originario di Mantova, è laureato in filosofia e ha studiato teologia all’università Gregoriana dove ha avuto modo di conoscere monsignor Ancel e soprattutto il cardinal Lercaro e don Giuseppe Dossetti, che fin dall’inizio ha rappresentato per don Nicolini un riferimento spirituale. Ordinato presbitero nel 1972, Giovanni Nicolini ha assunto varie cariche prima di dedicarsi completamente alle sue parrocchie, Sant’Antonio da Padova alla Dozza e San Giovanni Battista a Calamosco, situate nella periferia della diocesi bolognese. Nel 1998 è diventato vicario episcopale per la carità e come tale è stato anche direttore della Caritas diocesana. Dal dicembre 2006, don Nicolini, un prete scomodo, ha lasciato l’incarico di vicario episcopale per dedicarsi alle sue parrocchie e alla sua comunità, Le Famiglie della Visitazione. Un prete di frontiera per il suo impegno quotidiano a favore dei deboli, dei poveri e degli emarginati e per le sue posizioni non sempre allineate alla chiesa romana. Don Nicolini che ha concelebrato, assieme al cardinal Ersilio Tonini, i funerali di Enzo Biagi, ha espresso il suo favore alla benedizione dei divorziati risposati. Lo scorso settembre Papa Benedetto XVI durante il sinodo vescovile che si è svolto al Lourdes in Francia, invocò una rigidità del Magistero verso i divorziati risposati – non fu la prima volta -, oltre alla liberalizzazione del rito tridentino.
Durante l’incontro – Auditorium Roberto Castellani istituto “A. Gramsci-J.M. Keynes”, via di Reggiana, 106 -, con inizio alle 15,30, don Giovanni Nicolini affronterà temi come il razzismo, la macro e la micro-violenza, i giovani e il loro rapporto con la televisione e il movimento della Resistenza.
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